foto di Mike Blake

Il Loro Parque, col suo continuo impegno nella ricerca scientifica, ha recentemente iniziato a collaborare nello studio sull’eco-locazione delle orche, un senso fondamentale che ne favorisce l’orientamento e la localizzazione delle prede per la caccia.

Non ci sono molte informazioni se si tratta di un comportamento che i cetacei apprendono o se è innato, così come sul momento in cui appare nello sviluppo dell’animale.

Proprio per questi quesiti il Loro Parque contribuirà a fornire informazioni su una caratteristica vitale per la sopravvivenza di questi mammiferi marini.

In questo senso, il Parco collabora con l’Università della Danimarca meridionale in uno studio con la cucciola della Orca Morgan, per stabilire da quando inizia l’ecolocalizzazione nei giovani.

L’ecolocalizzazione è la localizzazione di un oggetto attraverso il riflesso delle onde sonore, utilizzato da specie animali come pipistrelli e cetacei e nei sistemi sonar.

Sia nei pipistrelli che nei delfini, le abilità di ecolocalizzazione sono state studiate per decenni e, sebbene vi sia una profonda comprensione delle loro capacità e del loro uso, non è chiaro come si sviluppa questo senso.


Nel caso dei delfini, alcuni studi indicano che l’ecolocalizzazione può svilupparsi già dopo circa tre o quattro settimane dalla nascita, ma in altri percorsi scientifici indicano che invece potrebbe richiedere molto più tempo.

Per quanto riguarda le giovani orche, tuttavia, non ci sono informazioni specifiche (mai nessuna università ha messo in atto studi scientifici prima di ora) e la conoscenza aiuterebbe a comprendere e proteggere meglio questi animali con valutazioni del rischio più affidabili sull’impatto del rumore, le sue possibili conseguenze e persino sulla stima dell’età, basata su registrazioni sonore.

Così, registrando periodicamente il cucciolo, si può capire lo sviluppo della sua capacità di ecolocalizzazione, quando inizia e come questo senso si evolve fino ad eguagliare quello di una balena adulta.

Inoltre, grazie alle opportunità offerte alla scienza dalla possibilità di avere accesso ad un “allevamento” di orche in ambiente controllato, Loro Parque sta collaborando con l’Università di Zurigo in uno studio sull’apprendimento della comunicazione nelle orche – un argomento piuttosto sconosciuto anche questo – nel quale si studierà anche come un gruppo permanente di Orche adotta e utilizza i suoni della comunicazione usando quasi un “dialetto” solo loro.

Un altro gruppo di ricerca norvegese studierà la persistenza di segni di identificazione sulla prole di orca, che aiuteranno a identificare e seguire questi animali molto più accuratamente in natura.

Bina Bianchini