Inaugurato nel 1747 sull’isola, è conosciuto con il termine chercha, parola che deriva dall’adattamento allo spagnolo del termine anglosassone Churchyard, con cui gli inglesi si riferivano alle loro necropoli.

La sua enclave si trova nel cuore della città, vicino alla stazione di polizia nazionale.

Per fare riferimento a questo cimitero dobbiamo risalire al 1747.

A causa dell’aumento della comunità protestante sull’isola a seguito delle spedizioni e importazioni che venivano fatte nel porto  della città i cittadini di religione protestante (inglesi, tedeschi e belgi per lo più) iniziarono a vivere stabilmente in zona.

Dato che in tutte le isole Canarie non esistevano chiese di questo credo dove seppellire i loro fedeli, il problema cominciò ad essere affrontato con la costruzione di un cimitero protestante situato fuori città.

Anche se non abbiamo alcuna documentazione che lo provi, si ritiene che il terreno in cui il cimitero ha cominciato ad essere costruito fosse stato acquistato da Domingo Álvarez de Espino.


La comunità protestante che viveva nelle Isole Canarie godeva di alcuni privilegi che le permettevano di godere della libertà, sia nel campo del lavoro e del commercio, sia negli aspetti più quotidiani della vita.

Solo nel 1895, quando un terreno adiacente al cimitero fu acquistato e pagato da alcuni cittadini britannici residenti in città, iniziò l’espansione e il miglioramento delle strutture.

Nel 1897 fu inaugurato dal signor Reid, all’epoca vice-console, morto nel 1916, che tra l’altro lui stesso fu sepolto in questo cimitero.

In questo cimitero furono sepolti anche alcuni massoni, a causa del rifiuto delle autorità ecclesiastiche di seppellirli in terra sacra, producendo scontri con la comunità britannica nel 1880.

Il terreno cominciò a scarseggiare ed è per questo che nel 1958 furono costruite le prime nicchie (loculi), e pochi anni dopo fu costruita una nuova cappella.

Al giorno d’oggi si effettuano poche sepolture, questo è dovuto al fatto che oggi è possibile trasferire un corpo in 24 o 48 ore.

Ci sono circa 462 nicchie, per un totale di circa 600 persone.

Insomma, questo è uno spazio che deve essere conservato nel tempo, in quanto è un riflesso importante della storia di Puerto de La Cruz.

di Bina Bianchini