Paese che vai… Natale che trovi. Anzi: Natale, Befana e Lotteria che trovi. Nonostante certe apparenti affinità che possono trarre in inganno, Spagna ed Italia sono due paesi profondamente differenti. Soprattutto due paesi dalla storia profondamente differente. E in fin dei conti è la storia e non il DNA della gente che è all’origine delle tradizioni. E le feste natalizie sono un’ottima occasione per toccarlo con mano.

 

Il Natale cristiano è una festività religiosa che nei secoli si è andata sovrapponendo ad una moltitudine di feste pagane legate al solstizio di inverno, e uno degli aspetti “culturali” a cui si è legata indissolubilmente col passare dei secoli è quello dei regali, soprattutto i regali che ricevono i bambini. In questo senso, la tradizione cristiana ha sovrapposto la figura del vescovo greco Nicola di Myra a quelle di molti personaggi leggendari che portavano i regali ai bambini nelle feste invernali. È il San Nicola da cui deriva il Babbo Natale moderno, che però è una tradizione che in Spagna si è introdotta solo in tempi molto recenti, frutto della globalizzazione del Natale come festa culturale oltre che religiosa.

La Spagna però ha una storia moderna diversa. La storia moderna dell’Europa è un filo che va dalla rivoluzione francese fino alla nascita del progetto della Europa unita, passando per le rivoluzioni borghesi e democratiche e per due guerre mondiali. Ma la Spagna si separò da questo filo molto presto, più o meno alla fine delle guerre napoleoniche, che in Spagna coincisero con la Guerra di Indipendenza spagnola (l’indipendenza dalla Francia di Napoleone,  conclusasi nel 1814) e la Costituzione Spagnola di Cadice del 1812 che poneva le basi della Spagna liberale. Da quell’epoca in poi la Spagna ha percorso un cammino parallelo a quello del resto d’Europa fino alla data simbolica del 1 gennaio 1986, data in cui i due cammini tornano ad incontrarsi con l’entrata della Spagna nella Comunità Economica Europea. Non ci si deve quindi meravigliare se un paese che apparentemente vediamo così simile abbia istituzioni e tradizioni – sociali, culturali e politiche – così diverse dalle nostre. I bambini spagnoli quindi hanno sempre ricevuto regolarmente i loro regali nel periodo natalizio, ma né da Babbo Natale né dalla Befana… li hanno ricevuti dai Re Magi in persona!

Però i “regali” per gli spagnoli adulti iniziano ad arrivare ben prima dei Re Magi, il 6 gennaio. Addirittura prima della notte di Natale. La mattina del 22 dicembre per la precisione. La mattina del 22 dicembre si celebra infatti il sorteggio di una delle lotterie moderne più antiche tuttora esistenti al mondo: la “Loterìa de Navidad” spagnola. In realtà la lotteria fu portata in Spagna dal re Carlo III nel suo passaggio dal trono di Napoli a quello principale di Spagna nella seconda metà del settecento, ma il 22 dicembre del 1812 (ben duecentosei anni anni fa) nasceva a Madrid la moderna Lotería de Navidad come tutti gli spagnoli la conoscono oggi. Nasceva per opera di un funzionario pubblico, Ciriaco González, con l’obbiettivo di rimpinguare le arche pubbliche provate dalla Guerra di Indipendenza contro la Francia napoleonica ma senza “violare le tasche dei cittadini”, come recitava la formula dell’epoca. E dal 1812 si è mantenuta uguale a se stessa, anno dopo anno, con il sorteggio del 22 dicembre.

 


Quella di Natale però non è solo una delle lotterie più antiche esistenti ma è una lotteria particolare per la sua valenza “sociale”. Vengono infatti sorteggiati numeri dallo 00000 al 99999: di ognuno di questi numeri vengono messi in vendita 160 biglietti, i quali sono poi divisi in dieci “decimi” il cui costo attuale è di 20 euro. Tutto questo significa che ognuno dei premi sorteggiati viene vinto dalle 1600 persone che posseggono un “decimo di biglietto” di quel numero. E associazioni di ogni tipo, parrocchie, partiti politici ecc. giocano e vendono tra i loro membri e simpatizzanti lo stesso numero. E lo vendono ad un prezzo leggermente maggiorato come forma di autofinanziamento, caso unico tollerato dalla Agenzia Tributaria spagnola. Tutto questo rende la Loterìa de Navidad un rito sociale che si ripete uguale a se stesso da oltre due secoli e che va ben oltre una semplice lotteria.

 

Poi, dai regali “in soldoni” che alcuni fortunati adulti ricevono il 22 dicembre, si passa direttamente ai regali che tutti i bambini (beh proprio tutti no, solo quelli che hanno fatto i bravi…) ricevono il 6 gennaio. 

In Italia, oltre a Babbo Natale che porta i doni nella notte del 24 dicembre, c’è la Befana che li porta la notte del 5 gennaio, vigilia dell’Epifania. L’Epifania cristiana nasce come una festa per celebrare la “manifestazione del Signore al mondo”. Nel cristianesimo primitivo venivano celebrati come “epifania” vari eventi narrati nei Vangeli: l’adorazione dei Re Magi, il battesimo di Gesù adulto nel fiume Giordano o il primo miracolo di Gesù avvenuto a Cana. Poi col passare del tempo si è consolidata la festa della Epifania il 6 gennaio con l’adorazione dei Re Magi alla capanna di Betlemme. La tradizione tutta italiana dei doni portati dalla Befana è quindi legata ai Re Magi e alla notte della Epifania, e non alla nascita di Gesù e alla notte di Natale. Narra infatti una delle versioni popolari più diffuse, che i Re Magi, in cammino verso la capanna di Betlemme, chiesero indicazioni ad una anziana, la quale gli regalò dolci ma non volle accompagnarli alla ricerca di Gesù. La vecchietta poi ci ripensò e con una cesta di dolci partì alla ricerca dei Magi ma non riuscì a trovare né loro né il bambino Gesù. In questo modo regalava dolcetti a tutti i bambini che incontrava nella speranza che si trattasse proprio di lui, ed ancora continua.

In Spagna invece vige la tradizione “più diretta”: furono i Re Magi a portare i regali a Gesù Bambino e sono i Re Magi che continuano a portare i regali ai bambini (quelli che hanno fatto i buoni ovviamente…). La Befana è una tradizione strettamente italiana e Babbo Natale è una tradizione che si è andata affermando nel mondo occidentale mentre la Spagna camminava ancora su un binario parallelo rispetto agli altri paesi occidentali. I bambini spagnoli scrivono la letterina ai Re Magi chiedendo i regali ed elencando cosa hanno fatto di buono per meritarseli. E la notte del 5 gennaio lasciano dolcetti per loro e acqua o latte per i loro cammelli… trovando in cambio i regali!

Intorno a questo rito dei Re Magi che portano i regali è nato e si è sviluppato tutto un insieme di tradizioni ed eventi che fanno ormai parte della idiosincrasia e del folclore spagnolo, iniziando dall’arrivo e ricevimento in città dei Re Magi nel pomeriggio del 5 gennaio.

Già verso la fine del XIX secolo in molte città spagnole si celebravano rappresentazioni in costume, teatrali o in strada, sull’arrivo dei Magi. Rappresentazioni che hanno dato forma alla moderna “Cabalgata de los Reyes Magos” che ha luogo alla vigilia della Epifania in città e paesi, piccoli e grandi, di tutta la Spagna. Penisola e isole. La “cabalgata” è una sfilata di carri addobbati a festa, con i tre Re Magi, i loro paggi, i loro cammelli e ogni sorta di figuranti pertinenti alla situazione e all’epoca. A Santa Cruz di Tenerife i Re Magi spesso arrivano dal cielo (in elicottero ma a volte anche lanciandosi in paracadute) per poi unirsi al loro corteo e dar vita alla cabalgata che percorre le strade della città. Una festa per piccoli e grandi. Ma per i piccoli la “sorpresa” arriverà la mattina successiva, quella del 6. Sempre che abbiano scritto la letterina, abbiano fatto i buoni, lasciato dolcetti per Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, e latte ed acqua per i loro cammelli…

Gianni Mainella

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