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    Riapre lo storico hotel del Puerto de la Cruz

    In un’estate segnata da timide riaperture assistiamo a quella potente impattante e attesa dell’hotel Botánico: luminoso con foglie di cristallo sospese nella hall, un’ametista gigantesca sul pavimento, vetrate ampie e color bianco oro che sostituisce il tradizionale rosso.

    Ci accoglie così il nuovo hotel Botanico Spa Garden.

    Si tratta sicuramente dell’hotel più famoso di Puerto de la Cruz e delle Canarie,  tanto per la serie di personaggi illustri ospitati negli anni, quanto per la particolarità intrinseca dell’hotel stesso: una estensione di giardino con alberi e piante alte, laghi e piscine all’interno del quale sorge una struttura di cinque piani quasi nascosta dalla vegetazione.

    Era il 1880 e le Canarie stavano trasformandosi nel destino turistico più di moda, rese famose dalle numerose segnalazioni degli esploratori nell’arcipelago.

    La prima a parlare di Tenerife come di un posto ideale per i soggiorni di qualche settimana fu Olivia Stone.

    Nei suoi relati presenta Tenerife come luogo salubre, elencandone i numerosi vantaggi che l’aria incontaminata, la botanica farmacologica, avrebbero certamente favorito ai soggiornanti.


    A seguito della presenza sempre più numerosa nell’isola di visitanti stranieri, non potendo essere sempre alloggiati nelle case dei mecenati locali, si optò per la ovvia creazione di alberghi.

    Sorsero così i primi hotel turistici nell’isola.

    Il primo ebbe carattere prettamente medico, ospitava i malati di tubercolosi e i convalescenti di malattie respiratorie, di nazionalità prevalentemente inglese, come inglese era del resto l’imprenditoria nell’isola.

    L’11 aprile 1886 a Tenerife si marca la data di inizio del turismo in tutto l’arcipelago canario: si costituisce la compagnia di Hotel y Sanatorium della valle de la Orotava con lo scopo di costruire il primo hotel in canaria: l’hotel Taoro.

    In una linea di continuità che interpreta il servizio alberghiero come luogo di lusso e riservatezza si arriva al 1970 con la costruzione dell’hotel Botanico. 

    Impresari: la famiglia inglese degli Yoward. Nel settembre del 1974 venne inaugurato l’odierno hotel Botanico, dal 1994 proprietà della famiglia Kiessling, gruppo Loro Parque, e denominato Hotel Botanico The Oriental spa Garden.

    Noto è il destino dell’hotel Taoro, noto quello del Botanico che è sopravvissuto nonostante negli ultimi anni apparisse sempre di più un gigante fossile. Testimone vivente di un passato glorioso, fuori dal tempo, ma ancora lì.

    Ed oggi finalmente, nei mesi di chiusura forzata, a causa del covid, chiusura fortuita o preventivata non si sa, i dirigenti dell’hotel Botanico Oriental Spa hanno messo in campo tutta l’innovazione possibile per trasformare la storica struttura in un hotel al passo coi tempi.

    Nel segno del rispetto della vita naturale convivono in armonia le cucine dei sei ristoranti interni, il settore spa con i suoi vari e specifici programmi (è bene ricordare come  Il “The Oriental Spa Garden” è stato nominato il miglior hotel spa di Europa e del Mediterraneo dalla nota rivista Condé Nast Johansens), i cigni neri che vivono il lago, pesci e meduse e vegetazione che vive e cresce.

    L’input della riforma parte sicuramente dalla filosofia della famiglia Kiessling ma anche dai dirigenti generali e dal settore marketing e lavoro di squadra come sottolinea e ci racconta il direttore generale Gustavo Escobar. 

    Ben consapevoli di come la riforma fosse imprescindibile (l’ultimo intervento risale al 1996, da poco acquisito ma nulla di profondamente innovativo), necessaria e forse anche tardiva, la sinergia e il lavoro di squadra con un team qualificato ed esperto è la chiave per un esito garantito e in questi mesi di chiusura il lavoro è stato instancabile e continuo.

    Orientato nella ricerca della qualità per il cliente, esperto in riaperture, cambio di marcia e ristrutturazione, Gustavo Escobar sembra essere l’uomo chiave della ristrutturazione del Botánico anno 2021.

    Una ristrutturazione che è stata applaudita dalla rappresentanza politica presente all’evento.

    L’immensità della struttura calata nel tempo nel circuito della vita economica portuense è stato l’oggetto delle dichiarazione tanto del sindaco quanto della proprietà dell’Hotel.

    Certo la politica, nelle sue rappresentanze del Cabildo, il presidente Pedro Martin e  Yaiza Castilla assessore al turismo, ha esaltato l’instancabile spirito imprenditoriale del Puerto de la Cruz, la vocazione turistica, ma un po’ di perplessità resta.

    “Appoggiare, sostenere e pensare al turismo è l’obbligazione del mandato pubblico” questa la frase più significativa dell’intervento del sindaco del Puerto de la Cruz, Marcos Gonzalez.

    Poco chiara invece la conclusione dell’intervento del responsabile del turismo de Cabildo “Gli aiuti pubblici sono sempre insufficienti, però è sicuramente un esito condividerlo con gli impresari”.

    La famiglia Kiessling sostiene da sola lo spirito imprenditoriale e di qualità che permette la circolazione del nome Puerto de La Cruz nel settore turistico di alta qualità.

    I quadri e le opere d’arte presenti nell’hotel, il museo creato nella sala della colazione rappresentano un lusso e una generosità che pochi offrono al consumatore.

    Il discorso politico al quale abbiamo assistito, forgiato di estrema retorica era anche debole.

    A puntualizzare le cose ci ha pensato lo stesso Kiessling. Un commosso proprietario ha parlato da imprenditore e ha evidenziando come la labile concessione delle 5 stelle agli hotel  nell’isola confonde il consumatore e non delinea un servizio adeguato.

    Pochi gli hotel 5 stelle effettivamente congruenti con la qualità richiesta.

    Molti sono gli hotel al limite con le regole necessarie per ostentare le 5 stelle e i servizi corrispondenti. Sicuramente a norma e si tratta anche di eccellenti strutture che però non possono livellare al ribasso la qualità presente in altri hotel. Che categoria dovrebbe avere l’hotel Botanico dunque?

    L’hotel Botanico ha una estensione di un parco per 25.000 mq, lago con cigni neri, ben sei ristoranti, un campo golf e la prestigiosa Spa Garden distribuita su una superficie di 3.500 m2.

    Laghi, ponti, cigni, pesci, meduse giardino tropicale con acqua di irrigazione che passa attraverso un sistema di filtraggio: tutto nell’hotel Botanico è vita.

    Ogni dettaglio curato costantemente, ogni vita curata costantemente. Anche i quadri vivono in un intorno attivo e armonioso.

    Opere di Cesar Manrique, Oscar Dominguez, Pepe Damaso, Nestor de la Torre.

    Opere di prestigio esposte e offerte nel Puerto de la Cruz. In un hotel di 252 camere con programma benessere della spa antidolore, antistress, di bellezza, drenaggio linfatico, terapia bioenergetica massaggi thailandesi, tutto con personale non solo qualificato ed esperto ma cultura della materia trattata.

    La concessione delle stelle comporta un fraintendimento nel consumatore per quanto riguarda i parametri di qualità. Strutture con determinati mq, determinate zone comuni, aree destinate a servizi, sono elementi che definiscono l’appartenenza ad una categoria.

    Si parla sempre di metratura e non di qualità.  Da qui la guerra al ribasso sui prezzi per dar alloggio nelle strutture 5 stelle. La presenza nelle istallazioni di particolarità che marcano la differenza, quegli elementi che fanno l’esclusività di una residenza non possono tradursi in vantaggio economico. I costi di gestione e la manutenzione stessa non permette l’equiparazione con altre strutture a pari stelle ma a prezzi inferiori. Giocare al ribasso per avere sulla carta più hotel a 5 stelle non è una operazione strategicamente fortunata, ritiene Kiessling.

    Con la riapertura dell’hotel Puerto de la Cruz spera di riattivare il turismo dopo l’anno di crisi generale che abbiamo vissuto.

    Del resto l’esplosione turistica nell’arcipelago fu una reazione alla crisi economica dovuta all’abbandono del mercato della “cochinilla”.

    Il settore turismo diventa l’unica alternativa percorribile con garanzie di entrate economiche rapide.

    Da allora poco è cambiato, ma i capitali sono tutti privati. Fortuna che si reinveste nelle strutture già presenti e non si spostano i capitali.

    Giovanna Lenti

     

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