Mare ovunque, pesce quasi mai: il mistero delle isole

La metà delle scuole elementari delle Canarie non rispetta le raccomandazioni sul consumo di pesce nelle mense scolastiche.

Secondo un’analisi condotta su un campione che include scuole pubbliche, paritarie e private, la metà delle scuole elementari delle Canarie non rispetta le raccomandazioni di riferimento sul consumo di pesce nelle mense scolastiche, come indicato in una ricerca convalidata ufficialmente.

La percentuale di istituti che ha superato tale controllo nelle isole ha raggiunto il 49% del campione o della selezione di scuole per lo studio, con poco più della metà di essi non conforme ai parametri minimi stabiliti.

Questo è stato il risultato relativo alle Canarie dopo il controllo sul rispetto dei requisiti di consumo di pesce nelle scuole primarie delle isole, dove le Canarie appaiono al terzultimo posto della classifica, in cui la Spagna è divisa in nove zone, una delle quali è l’arcipelago.

Leggermente peggiore è invece il risultato ottenuto nell’ambito dei criteri nutrizionali raccomandati per lo stesso alimento, il pesce, dove le isole sono penultime, con solo il 40% delle scuole esaminate del campione che risultano idonee o approvate. Solo la zona nord-orientale ha un risultato generale migliore.

La ricerca si intitola Studio sui menù scolastici in Spagna: equilibrio energetico e consumo di pesce, e i contributi principali di questo lavoro sono stati raccolti nel Rapporto di analisi delle mense in Spagna.

Le conclusioni ottenute sono state presentate alla fine della scorsa settimana a Madrid.

Questo lavoro tecnico ha utilizzato nelle Canarie un campione generale di 224 scuole primarie, scelte tra le 530 esistenti, secondo il censimento ufficiale.

Lo studio citato giunge ad alcune conclusioni generali, tra cui quella che le mense scolastiche spagnole hanno raggiunto un buon profilo operativo e della varietà culinaria, ma continuano a presentare carenze, a volte critiche, nella precisione nutrizionale, nella specificazione degli ingredienti e, soprattutto, nel consumo di pesce azzurro.

“Il pesce è presente, ma non quello che fornisce realmente i nutrienti fondamentali”, sottolinea il rapporto, che identifica una dipendenza quasi assoluta nei menù dal pesce bianco, in particolare dal nasello, offerto dal 91,7% delle mense scolastiche.

Sebbene il 96,6% delle mense intervistate rispetti la frequenza settimanale di consumo di pesce, solo il 26% delle scuole primarie raggiunge il minimo raccomandato di pesce azzurro, alimento ricco di acidi grassi omega-3.

In pratica, tre mense su quattro non garantiscono questo apporto essenziale, fondamentale per lo sviluppo neurologico e visivo dei bambini.

Solo 10 scuole su 100 servono pesce azzurro nelle Canarie

Questo è un fenomeno che si verifica anche nelle Canarie, dove, per giunta, la principale attività di pesca, anche di pesce fresco, è quella del tonno.

Nell’arcipelago, solo in 10 scuole su 100 esaminate è presente il pesce azzurro (la zona con il miglior risultato è il nord-ovest, con quasi il 52% e che comprende la Galizia, le Asturie e altre province limitrofe; la peggiore è Barcellona, con meno dell’1%), con un chiaro predominio del pesce bianco, la tendenza nazionale, per il quale ci sono più scuole primarie che offrono varietà, al di sopra di quanto misurato per i tonnidi e i piccoli pelagici (sgombro, sardina…).

Viene inoltre effettuata un’analisi territoriale dei dati di consumo come sezione più rilevante o interessante dello studio, poiché riflette una significativa disparità tra le parti territoriali analizzate, le nove zone Nielsen in cui è suddiviso l’intero paese.

In queste zone, il rispetto del consumo minimo di pesce azzurro oscilla tra lo 0% nelle scuole del campione di alcune comunità autonome e oltre il 70% in altre, con una questione che risulta sorprendente: le zone dell’interno superano ampiamente quelle costiere, tra cui le Canarie, il che dimostra che non esiste un problema di accesso al prodotto, ma di gestione, pianificazione e formazione, come evidenziato nello studio di riferimento.

Marco Bortolan

 

 

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