Diario di un difensore dell’ordine

Questo mese vorrei far conoscere ai lettori un fenomeno diverso dal solito, che sta emergendo con forza nelle statistiche della Guardia Civil delle Canarie.

Dovuto alla crescente diffusione delle polizze assicurative per i viaggiatori, si registra un preoccupante aumento delle denunce false presentate da turisti che simulano di essere stati vittime di reati.

L’obiettivo, nella maggior parte dei casi, è ottenere un rimborso dall’assicurazione per beni che in realtà non sono mai stati rubati.

Subito, le autorità hanno intensificato i meccanismi di verifica.

La Guardia Civil della Comandancia di Las Palmas ha portato alla luce diversi casi in cui cittadini avevano simulato furti con violenza, danneggiamenti e persino sottrazioni di veicoli a motore.

Attraverso la revisione delle telecamere di sicurezza, le dichiarazioni dei testimoni e il tracciamento dei dispositivi mobili, gli agenti hanno smontato le contraddizioni tra i racconti dei denuncianti e la realtà dei fatti.

A questo punto, viene da chiedersi: che rapporto c’è tra questo fenomeno e la sicurezza privata?

In generale, le denunce false danneggiano l’intero sistema di sicurezza, perché distolgono risorse preziose dalle indagini reali.

Ogni ora che un agente dedica a verificare una denuncia falsa è un’ora sottratta alla prevenzione dei reati veri.

I vigilanti di sicurezza, che lavorano a stretto contatto con le forze dell’ordine, segnalano spesso incongruenze nei racconti dei presunti derubati, ma spetta sempre alla polizia fare le verifiche ufficiali.

Le compagnie assicurative, dal canto loro, hanno iniziato a collaborare più strettamente con la Guardia Civil, incrociando i dati delle denunce con le richieste di risarcimento.

Purtroppo, il fenomeno è difficile da quantificare con precisione, perché molte frodi rimangono nascoste.

Quando vengono scoperte, le conseguenze sono gravi: si può essere accusati di simulazione di reato, un delitto previsto dal codice penale spagnolo che può portare a multe salate e, nei casi più gravi, alla reclusione.

Ovviamente, non tutti i turisti che denunciano un furto mentono.

La maggior parte delle denunce sono reali e meritevoli di attenzione.

Ma il sospetto generato dalle denunce false rischia di gettare un’ombra di diffidenza su chi ha subito un reato autentico.

I vigilanti lo sanno bene: quando un turista arriva allo sportello della sicurezza di un centro commerciale dicendo di essere stato derubato, la prima cosa da fare è ascoltare, ma anche osservare e verificare.

La riflessione finale è che la falsa denuncia non è un reato senza vittime.

La vittima è la credibilità del sistema di sicurezza nel suo insieme.

Chi mente per ottenere un rimborso assicurativo non sta solo frodando una compagnia, sta rubando tempo e risorse alla collettività.

E in un arcipelago dove la sicurezza è un pilastro del turismo, questo è un lusso che non ci si può permettere.

 

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