Ecco come cambierà il settore della ristorazione in Spagna.
Il nuovo sistema di deposito cauzionale, restituzione e recupero degli imballaggi entrerà in vigore in Spagna a partire da novembre 2026.
La misura prevede l’introduzione di un importo aggiuntivo su bottiglie, lattine e altri imballaggi, con l’obiettivo di favorirne il recupero e il riciclaggio.
Un cambiamento che risponde alle esigenze europee e che trasformerà il modo di consumare e gestire i rifiuti.
L’impatto diretto del Regio Decreto 1055/2022 sul conto del cliente.
Il settore della ristorazione trasferisce ai tavoli il costo logistico del riutilizzo e del riciclaggio obbligatorio di vetro, plastica e alluminio
Godersi una birra, una bibita o una bottiglia d’acqua in qualsiasi terrazza dell’Arcipelago non costa più quanto solo pochi mesi fa.
In pratica, questo cambiamento normativo si è tradotto in una realtà scomoda per le tasche dei cittadini: pagare un extra nei bar nel 2026 per ogni consumazione che includa un contenitore, a causa dell’enorme complessità logistica e dei costi associati che gli esercizi commerciali sono costretti ad assumersi.
Il tradizionale sistema “usa e getta” è passato alla storia per imperativo legale.
Ora, la normativa impone un controllo assoluto sul canale HORECA (Hostelería, Restauración y Catering), obbligando ristoranti, bar e hotel a trasformare radicalmente i loro menu, i loro magazzini e, inevitabilmente, i prezzi finali che si riflettono sugli scontrini dei clienti.
Il motivo di questo aumento non è un capriccio degli imprenditori locali, ma la risposta del settore alle esigenti quote statali di commercializzazione in imballaggi riutilizzabili e a rendere.
Il Ministero per la Transizione Ecologica ha fissato delle percentuali minime obbligatorie di imballaggi a circuito chiuso che i locali devono immettere sul mercato.
Raggiungere l’80% di bottiglie a rendere per le birre o il 60% per le bibite significa che il bar non può più limitarsi a gettare la bottiglia nel contenitore verde a fine giornata.
Ora deve acquistare il prodotto in formati specifici per la logistica inversa, immagazzinare i contenitori vuoti in scatole impilabili, occupare spazio fisico prezioso nei propri locali e pagare le relative tariffe di restituzione ai distributori autorizzati.
Tutto questo aumento dei costi della catena di approvvigionamento ha un impatto diretto sul consumatore, costringendolo a pagare un extra nei bar per il mantenimento di questo sistema circolare.
Oltre al ritorno obbligatorio delle bottiglie di vetro, la legge sugli imballaggi introduce una sorveglianza estrema sul retro dei locali.
Gli ispettori regionali e comunali del consumo penalizzano severamente gli esercizi che non effettuano una separazione millimetrica dei propri rifiuti domestici e commerciali.
I locali di ristorazione devono disporre di circuiti indipendenti e contenitori differenziati per classificare obbligatoriamente sei frazioni di materiali:
- Carta e cartone
- Plastica e imballaggi leggeri
- Vetro commerciale
- Alluminio
- Metalli ferrosi
- Legno (scatole di fornitura)
“La normativa ci obbliga a raddoppiare lo spazio di stoccaggio per i rifiuti e i materiali da riciclare in locali che spesso dispongono di pochissimi metri quadrati in cucina”, spiegano i portavoce del settore della ristorazione delle Canarie.
L’assunzione di gestori di rifiuti privati autorizzati, unita alla perdita di spazio utile per i tavoli a favore delle aree di riciclaggio, ha creato una tempesta perfetta che spinge i prezzi al rialzo in tutto il Paese.
Sebbene agli occhi del pubblico il gesto di ordinare una bevanda sembri identico, la realtà economica dietro al bancone è cambiata per sempre.
I marchi della grande distribuzione hanno aumentato le tariffe degli imballaggi non restituibili per penalizzarne l’uso, e la gestione del vetro lavabile richiede un consumo extra di energia e personale che le attività indipendenti non possono assorbire da sole.
La Spagna inaugura così un’era di ipervigilanza ambientale.
I consumatori hanno già iniziato a notare come i supplementi per il tavolo all’aperto, il prezzo dell’acqua in bottiglia o il costo unitario delle bevande analcoliche aumentino sottilmente nelle fatture.
Un pedaggio ecologico obbligatorio per garantire che i materiali non finiscano nel cassonetto dei rifiuti residui, ma che pone il cittadino in prima linea nel pagamento dell’economia circolare.
Franco Leonardi
