Dal mouse al gomito: perché l’ufficio ti sta causando l’Epicondilite

Vedo spesso persone frustrate da un dolore pungente e fastidioso sulla parte esterna del gomito. È un dolore subdolo che rende complicate le cose più semplici: girare una maniglia, sollevare una bottiglia d’acqua o persino dare la mano. Lo chiamano “gomito del tennista”, ma la verità è che la stragrande maggioranza di chi ne soffre non ha mai preso in mano una racchetta.

Cos’è davvero l’Epicondilite?
In parole semplici, l’epicondilite è una sofferenza (spesso un’usura) dei tendini che collegano i muscoli dell’avambraccio alla parte esterna del gomito, una piccola sporgenza ossea chiamata epicondilo.

Non si tratta quasi mai di un’infiammazione comparsa dal nulla, ma del risultato di un sovraccarico meccanico. Immagina una corda che sfrega continuamente contro una roccia: a forza di micro-traumi ripetuti nel tempo, le fibre del tendine iniziano a sfilacciarsi, perdono elasticità e generano dolore.

Le vere cause: perché il tuo gomito chiede aiuto?
La visione classica spesso si ferma al punto in cui fa male, ma la prospettiva osteopatica ci insegna a guardare l’insieme. Il corpo è un’unità e il gomito è un’articolazione “cerniera” intrappolata tra due aree complesse: la spalla e il polso. Se il gomito duole, quasi sempre è la vittima che sta lavorando troppo per compensare un problema altrove.

Le vere radici dell’epicondilite includono:

Movimenti ripetitivi (Il vero colpevole): L’uso prolungato del mouse, i lavori manuali ripetitivi, o l’utilizzo prolungato di strumenti musicali.

Postura scorretta alla scrivania: Stare curvi con le spalle chiuse in avanti blocca la naturale mobilità della spalla. Di conseguenza, il gomito e il polso sono costretti a fare il doppio del lavoro per compensare.

Rigidità Cervicali: I nervi che danno forza e sensibilità al braccio partono dal collo. Una forte rigidità cervicale può alterare il segnale nervoso, rendendo i muscoli dell’avambraccio costantemente tesi e più vulnerabili all’usura.

Come farselo passare: i passi verso la guarigione
Il tuo corpo ha una capacità di guarigione straordinaria, ma devi togliere i “freni a mano” che gli impediscono di ripararsi. Ecco cosa puoi fare in concreto fin da oggi per risolvere il problema:

Correggi l’ergonomia: Se lavori al computer, l’avambraccio deve essere sempre ben appoggiato sulla scrivania o sui braccioli. Valuta seriamente l’acquisto di un mouse verticale: cambia la rotazione dell’avambraccio e toglie una grandissima tensione al tendine infiammato.

Cambia la presa: Quando devi sollevare un peso (che sia un manubrio in palestra o le borse della spesa), fallo mantenendo il palmo della mano rivolto verso l’alto. Evita assolutamente di afferrare e sollevare oggetti pesanti con il palmo rivolto verso il basso.

Gestisci l’infiammazione con intelligenza: Se il dolore è acuto, pulsante ed è comparso da poco, applica del ghiaccio per 10-15 minuti per dare sollievo. Se invece è un fastidio sordo e cronico che ti porti dietro da mesi, il calore locale è spesso più indicato per rilassare la muscolatura contratta e migliorare la circolazione.

Ascolta il dolore: Continuare a “stringere i denti” ignorando le fitte non ti renderà più forte, farà solo cronicizzare il problema. Evita temporaneamente i gesti che innescano il dolore acuto per dare tempo ai tessuti di sfiammarsi.
Se il dolore persiste chiedere un consulto al proprio medico.

Riconoscere l’origine del sovraccarico e correggere le proprie abitudini posturali è il passo decisivo per non dover più convivere con questo limite.

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