Le Canarie introdurranno psicologi negli istituti scolastici

Il Dipartimento dell’Istruzione prevede l’assunzione di 39 professionisti a partire da settembre, con l’obiettivo di prevenire i problemi di salute mentale tra gli studenti.

Il Dipartimento dell’Istruzione, della Formazione Professionale, dell’Attività Fisica e dello Sport ha gettato le basi per l’inserimento di questa categoria professionale nella comunità educativa delle Isole, con l’obiettivo di prevenire l’insorgere di problemi di salute mentale tra gli studenti.

Si tratta di un’iniziativa «quasi pionieristica» che nasce su richiesta delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di madri, padri e studenti (AMPAS) e persino delle scuole stesse.

«È una richiesta molto sentita da questi gruppi e nasce, proprio, per combattere quell’aumento dei disturbi (soprattutto bullismo) che abbiamo osservato negli ultimi anni e che si è riflesso anche nelle scuole», racconta il viceconsigliere all’Istruzione, José Manuel Cabrera.

L’attuazione di questa strategia posiziona le Canarie come una delle poche comunità autonome ad aver introdotto questa figura nelle scuole e negli istituti.

Il viceconsigliere stima che tra i 30 e i 40 professionisti entreranno a far parte di questo nuovo elenco di assunzioni del Dipartimento nel prossimo anno scolastico.

«Il numero potrebbe essere maggiore, ma la nostra previsione iniziale è che 39 psicologi possano iniziare a lavorare già nel prossimo anno scolastico», precisa.

In questo contesto, i candidati che desiderano concorrere per il posto dovranno essere in possesso della laurea in Psicologia, del master in Psicologia Generale Sanitaria ed essere iscritti a uno degli ordini professionali delle Canarie.

La figura dello psicologo scolastico è simile a quella di altri operatori sociali presenti nelle scuole.

Tra i loro compiti principali spicca la diagnosi precoce di patologie legate alla salute mentale, come ad esempio l’ansia o la depressione.

Inoltre, si occuperanno di sviluppare programmi di salute e di mediare nei conflitti.

E parteciperanno attivamente ai protocolli contro il bullismo o il cyberbullismo scolastico e interverranno in casi attivi con rischio di sviluppare un comportamento suicidario.

«Interverranno anche su richiesta degli istituti scolastici, quando questi individuino problemi e sia necessaria la mediazione, individuale o di gruppo, del professionista», aggiunge.

D’altra parte, il loro ambito di intervento non si limiterà a un istituto specifico.

«Ogni professionista avrà una zona di intervento prioritaria e disporrà di un piano di lavoro annuale con azioni concrete e preventive», sottolinea.

E sebbene i servizi di questi professionisti saranno a disposizione dell’intera comunità educativa, il Dipartimento ha deciso di rafforzare la loro presenza nei centri di istruzione secondaria obbligatoria (ESO).

«Abbiamo deciso di dare priorità agli studenti tra i 12 e i 18 anni, ovvero alle scuole superiori, anche se ciò non implica che, su richiesta di altri istituti, non intervengano con studenti di altre età», sottolinea.

La spiegazione è semplice. «Gli studi a nostra disposizione indicano che quasi il 50% dei disturbi inizia a svilupparsi intorno ai 14 anni e con questa iniziativa vogliamo che la scuola svolga un ruolo strategico», racconta.

L’integrazione di questi professionisti nel sistema educativo comporterà un miglioramento del rendimento scolastico degli studenti e un sostegno per la comunità educativa – docenti, studenti e famiglie.

«Si tratta di professionisti che riceveranno una formazione specifica su aspetti quali il bullismo o il suicidio e che, di conseguenza, saranno in grado di fornire un’assistenza specializzata», precisa.

L’iniziativa si presenta come un elemento chiave per la promozione della salute mentale all’interno delle aule. «Gli psicologi avranno il compito di promuovere il benessere e incoraggiare abitudini salutari tra gli studenti, oltre a fornire un approccio preventivo affinché la comunità educativa sia in grado di individuare i fattori di rischio e stabilire strategie che evitino l’insorgere di difficoltà o conflitti», spiega.

Marta Simile

 

 

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