Tra le numerose specie di piante, molte delle quali endemiche, che crescono alle Canarie, ve ne sono diverse che fanno parte del patrimonio culturale popolare quali antichi rimedi contro malanni e dolori.
Il tè canario o tè selvatico per esempio è un rimedio della medicina tradizionale popolare contro mal di testa, catarro, diarrea e dolori di stomaco.
Questa pianta è curiosa nel senso che non è né un tè in senso stretto, né Camellia sinensis, né appartiene al genere o alla famiglia delle Theaceae.
E non è nemmeno un endemismo delle Canarie, sebbene sia naturalizzata nelle nostre isole.
Tuttavia la chiamiamo così, perché questa pianta conferisce alle sue infusioni un sapore, un aroma e persino un colore simili a quelli del tè più “nobile”.
La chiamiamo canaria probabilmente per adozione, per gratitudine verso i suoi “servizi” aperitivi e medicinali l’abbiamo accolta come nostra.
Quando la si trova allo stato selvatico, può essere confusa con la sua parente, la brujilla (Bidens pilosa), i cui steli sono striati e le foglie più piccole e ovate, anziché strettamente lanceolate.
È originaria dell’America tropicale. Naturalizzata nelle Isole Canarie. Non minacciata.
Si trova allo stato selvatico in luoghi umidi, nei barrancos di media altitudine e nelle zone basse, dove scorre l’acqua, soprattutto nelle isole centrali e occidentali.
L’infuso viene ottenuto con i fiori della Bidens aurea, una pianta particolare che non appartiene alla famiglia delle Theaceae ma che viene volgarmente definita tè per il suo sapore, aroma e colore molto simili alla più nobile delle bevande.
Quanto alla definizione di “canario”, pur non essendo la pianta in questo caso endemica delle Canarie bensì originaria dell’America tropicale, è stata adottata per la sua facile naturalizzazione sulle isole da diversi secoli.
I fiori con cui si ottiene l’infuso contengono principi attivi fondamentali quali triterpeni e flavonoidi, che sono ottimi anti infiammatori e antispasmodici.
Le dosi per un litro di acqua bollente sono indicativamente dai 20 ai 30 grammi di fiori secchi da lasciare in infusione per almeno 5 minuti prima di filtrare.
Il piacevole sapore la rende una bevanda per tutti e soprattutto senza particolari controindicazioni.
Per combattere un fastidioso mal di testa, la tradizione popolare suggerisce di unire in infusione ai fiori di tè canario, 25 grammi di foglie di menta, 25 grammi di foglie di verbena e 25 grammi di foglie di arancio amaro.
Se ne possono assumere da 3 a 4 tazze al giorno, dolcificando a piacere con un ottimo miele, soprattutto in caso di affezioni alle vie respiratorie.
Bina Bianchini
