Foto di Cristiano Collina

Questo mese l’arca del mistero naviga verso la vicina isola colombina per narrare una delle leggende epiche di Canaria.

Gli eventi si centrano in una zona al nord dell’isola della Gomera vicino al monte Ansosa.

Ancora oggi chi si avvicina alla zona ha la possibilità di immergersi nella lussureggiante natura che contrasta nettamente con le zone circostanti.

Intorno al 1400 questa era praticamente disabitata, al punto che si racconta vivesse solo una famiglia indigena ai margini della montagna di Hermigua.

Questo ridotto gruppo di persone viveva in questa zona con il proposito di difendere il segreto della rigogliosa vegetazione della valle.

La posizione privilegiata dove risiedevano proporzionava una vista completa della vallata e permetteva loro di difenderla dagli attacchi di entità demoniache interessate a utilizzare la zona per celebrare riti oscuri.


Questi esseri dall’aspetto umano, pelle bianca, barba folta e molto violenti, erano disposti a tutto per rubare il segreto alla famiglia e rendere quel paradiso un luogo oscuro e deserto.

Nonostante vari anni di lotte, la famiglia era riuscita a mantener l’ordine e proteggere il gran segreto nonostante il sacrificio di vari componenti della stessa.

Un giorno però vedono all’inizio della valle tre donne indifese apparentemente perse e perciò bisognose di aiuto.

Lo spirito benevolente dei difensori della vallata li obbliga a soccorrere le malcapitate e riceverle nella loro modesta dimora.

Quando le tre donne accedono alla casa, utilizzano una pozione magica per confondere i guardiani ed obbligarli a rivelare il segreto.

Nonostante il delirio e la confusione in cui si trovano, la famiglia riuscì a capire che le donne in realtà erano streghe maligne e per proteggersi fanno uso dei poteri druidici della natura invocando una fitta nebbia che avvolge tutta la zona, e si danno alla fuga.

Le creature demoniache quasi all’immediato perdono le loro tracce e sono obbligate a dover aspettare che la nebbia si diradi per tornare all’ingresso della porta dell’inferno da dove provenivano.

La famiglia in cambio, all’essere grandi conoscitori del territorio, si rifugiano in una grotta ai piedi della montagna con l’intenzione di attendere lì fino a che gli effetti della pozione svaniscano e poter tornare a lottare. Sfortunatamente le urla e maledizioni dei demoni risultano così forti e potenti da rompere le rocce sovrastanti all’entrata della grotta creando una frana che preclude ai guerrieri ogni possibilità di fuga e condannandoli a una morte certa.

Dopo qualche tempo ai piedi della montagna di Ansosa, dove si trovava la grotta, iniziò a formarsi una roccia che lentamente assunse la forma di un leone in posizione di guardia.

I locali chiamano questa roccia “El Bucio” e credono sia la forma rocciosa delle anime dei difensori della valle, unite dopo la morte con l’intenzione di continuare a proteggere la valle e i suoi segreti.

Ancora oggi si dice che quando delle persone percorrono la zona senza rispettare la natura circostante o con cattive intenzioni, all’improvviso appare una nebbia fitta che obbliga i malintenzionati a tornare sui loro passi.

Loris Scroffernecher