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    Queste sono le quattro fasi di de-escalation in Spagna approvate dal Governo

    Ogni tappa avrà una durata minima di due settimane, quindi Pedro Sánchez prevede che non sarà possibile tornare alla normalità prima della fine di giugno.

    Questo martedì il Presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha presentato un piano di decongestionamento per provincia, suddiviso in quattro fasi, che sarà attuato gradualmente in base alla situazione sanitaria ed epidemiologica di ogni zona.

    La prima fase è già iniziata in tutta la Spagna e durerà fino al 10 maggio, quando inizierà la prossima fase di apertura, a condizione che non si verifichi un aumento delle infezioni che possa modificare i piani dell’Esecutivo.

    Queste sono le diverse fasi e ciò che si può fare in ciascuna di esse:

    Fase 0: Preparazione

    -Tutta la Spagna è già in questa fase 0 di de-escalation. Alcune delle Isole Canarie (La Gomera, El Hierro e La Graciosa) e delle Baleari (Formentera) avranno meno restrizioni a partire dal 4 maggio, quando passeranno alla fase 1. Il resto del paese non raggiungerà quella fase fino al 10 maggio.


    -A parte le comuni misure di sollievo come le passeggiate per bambini, gli sport individuali e le passeggiate con famigliari che vivono nella stessa casa (a partire dal fine settimana), si stanno aprendo “piccole lacune” nell’attività economica. Le condizioni per lo sport individuale o le passeggiate in famiglia non sono ancora state stabilite e saranno rese pubbliche nei prossimi giorni, anche se Pedro Sánchez ha confermato la possibilità di stabilire delle fasce orarie.

    -Apertura dei locali su appuntamento ad esempio, tra gli altri, ristoranti con servizio di consegna a domicilio o parrucchieri, sempre su appuntamento.

    -Sono consentite sessioni di allenamento individuali per gli sportivi federati e le leghe professionistiche.

    Fase 1: avvio

    -Mobilità: possibilità di spostarsi all’interno della stessa provincia

    -Negozi: Le attività inizieranno nei piccoli negozi “in condizioni di sicurezza rigorose”, ma non nelle grandi superfici “dove gli agglomerati sono più probabili”.

    -Ristorazione: le terrazze potranno essere aperte al 30% della loro capacità, senza alcun afflusso di clienti all’interno dei locali.

    -Hotel: Sarà consentita anche l’apertura di hotel e altre strutture ricettive turistiche, escluse le aree comuni e con un orario preferenziale per gli over 65.

    -Settore agroalimentare: inizierà la ripresa dell’attività agroalimentare che era stata interrotta nel decreto sullo stato di allarme.

    -Luoghi di culto: possono aprirsi con la loro capacità limitata a un terzo.

    -Sport professionistico: gli sportivi professionisti avranno meno restrizioni, dato che “l’allenamento medio” sarà autorizzato nei campionati professionistici e nei centri ad alto rendimento.

    – Si apre la possibilità di un contatto sociale tra persone non affette da patologie precedenti e non vulnerabili e si stabiliscono condizioni più restrittive per le persone anziane o con patologie

    Fase 2: intermedia

    -Ristrutturazione: L’interno dei locali sarà aperto con un terzo della capacità, a condizione che ci siano “garanzie di separazione e solo per il servizio al tavolo”.

    -Educazione: L’anno scolastico inizierà a settembre, ma in questa fase si fanno eccezioni per la riapertura dei centri educativi. Potranno aprire per attività di rinforzo, per garantire che i bambini sotto i sei anni possano andare al centro se entrambi i genitori devono lavorare.

    -Cinema e teatri: Cinema, teatri, auditorium e altri spazi simili saranno riaperti con un “posto preassegnato” e una capacità limitata a un terzo del solito. Anche i monumenti e i padiglioni espositivi possono essere visitati, con la stessa limitazione di capacità.

    -Concerti: Inoltre, spettacoli culturali come i concerti possono essere tenuti in spazi chiusi con un terzo della capacità abituale. Se si trovano all’aperto, potranno partecipare fino a 400 persone, purché sedute.

    -Luoghi di culto: la capacità è limitata al 50%, invece del terzo della fase precedente.

    Fase 3: avanzata

    -Sánchez ha spiegato che in questa fase “la mobilità generale sarà resa più flessibile” e ha sottolineato che, sebbene sia la meno restrittiva, l’uso delle maschere nel trasporto pubblico continuerà ad essere raccomandato, come in tutte le fasi precedenti.

    -Shopping: i posti saranno limitati al 50%, con una distanza minima di due metri tra le persone obbligatoria.

    -Ristorazione: Sanchez non ha dettagliato la capacità dei bar e dei ristoranti in questa fase, ma ha spiegato che le restrizioni saranno ulteriormente allentate, mantenendo le condizioni di separazione tra i clienti.

    Ognuna delle quattro fasi avrà una durata minima di due settimane, che è il periodo di incubazione della malattia. La durata massima, se tutto va come è stato fatto finora, sarebbe di otto settimane. A fine giugno, se la curva epidemiologica seguisse la stessa tendenza di oggi, saremmo come un paese nella nuova normalità.

    No, l’apertura sarà “asimmetrica”. Le regole saranno uguali per tutti, ma saranno applicate a ritmi diversi in ogni territorio. Il presidente ha spiegato che l’unità di misura sarà “la provincia e l’isola”. Questo significa che Palencia e Ávila potrebbero entrare nelle diverse fasi di de-escalation in date diverse.

    Ci sono quattro criteri con cui misurare se una provincia o un’isola può passare alla fase successiva dopo le due settimane. Si tratta della “capacità del sistema sanitario”, con particolare attenzione alla pressione assistenziale delle unità di terapia intensiva, alla situazione epidemiologica della zona, alle misure di protezione degli spazi pubblici e ai dati socio-economici e di mobilità dell’isola o della provincia.

    L’idea è quella di recuperare i viaggi a poco a poco, ma senza spostarsi tra le province fino alla fine della de-escalation di fine giugno, ma sarà permesso lavorare, come accade ora, e per alcune situazioni straordinarie come una veglia funebre.

    Quello che i cittadini non potranno fare, ha spiegato Sánchez, è andare nelle loro seconde case se si trovano in un’altra provincia fino alla fine delle fasi. Tutte le province devono aspettare la nuova normalità, cioè di aver superato tutte le fasi.

    dalla Redazione

     

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