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    La situazione del Rifugio Valle Colino

    La situazione del Rifugio Valle Colino è molto complicata per il gran numero di animali che vengono accolti

    L’aumento del numero di animali accolti rende necessario lavorare sulla sensibilizzazione degli abitanti di Santa Cruz.

    L’assessore alla Sicurezza, Mobilità e Ambiente di Santa Cruz de Tenerife, Florentino Guzman, proporrà una riunione di tutte le amministrazioni coinvolte nella gestione del rifugio regionale per animali di Valle Colino per cercare di migliorare le condizioni dello stesso.

    Guzman ha detto che la situazione è molto complicata per il continuo aumento degli animali che vengono accolti in questa struttura.

    A suo parere, per evitare il sovraffollamento è necessario agire su due fronti, da un lato, rafforzare la collaborazione istituzionale e dall’altro affrontare una profonda campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali.

    Attualmente a Valle Colino vengono ospitati e curati 218 cani e 119 gatti, quando la capienza ideale del centro sarebbe di 160 cani e 50 gatti.

    L’anno scorso sono state raggiunte le 1.540 adozioni e circa 300 animali che erano stati persi ed erano finiti nel rifugio, sono stati restituiti ai proprietari.


    Il consigliere ha offerto la sua collaborazione e il suo supporto per sbloccare alcune questioni amministrative che riguardano il centro, e per protocollare il lavoro svolto dal capitale della polizia locale, in particolare l’unità di protezione dell’ambiente urbano (Proteu).

    Da parte loro, i responsabili del centro hanno specificato che devono essere cercate soluzioni per i casi di cani potenzialmente pericolosi che sono stati sequestrati ai proprietari per mancato rispetto dei requisiti legali per il possesso.

    Il problema è che fino a quando i proprietari non risolvono le procedure amministrative, il recupero dell’animale si protrae, a volte anche per diversi mesi.

    Ciò contribuisce al sovraffollamento del rifugio perché questi cani devono essere messi in gabbie individuali.

    Infine, sono stati chiariti i dubbi sulle difficoltà di identificazione di alcuni animali che non sono tenuti a portare il microchip, sulle campagne di sterilizzazione dei gatti e sul funzionamento delle colonie regolate da una recente ordinanza comunale.

    Ugo Marchiotto

     

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