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    Un calo preoccupante del consumo di cemento e aggregati

    Un calo preoccupante del consumo di cemento e aggregati a Tenerife rispetto a Gran Canaria

    Fe.pe.co denuncia che il calo nell’isola raggiunge già il 10%, il che significa che non ci sono progetti e che il settore costruzioni è paralizzato.

    Gli imprenditori del settore edile di Tenerife hanno mostrato preoccupazione per il crollo del consumo di cemento nella provincia occidentale contro il notevole aumento registrato in quella orientale.

    Secondo i dati gestiti dalla Federazione Provinciale delle Costruzioni (Fe.pe.co), nei primi cinque mesi dell’anno, fino al 31 maggio, il consumo di cemento a Gran Canaria è aumentato del 14,13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre Tenerife è diminuito del 10%, ovvero di circa 13.000 tonnellate.

    Nel solo mese di giugno i consumi sono diminuiti di 4.780 tonnellate e le previsioni, sulla base dei dati attuali, indicano che a fine anno potrebbero andare perse circa 29.420 tonnellate di consumo di cemento.

    Questo significa, secondo il presidente di Fe.pe.co, Oscar Izquierdo, che il mercato sta rallentando e la ripresa che avevamo registrato dopo la crisi non decolla.

    Il fattore più preoccupante per l’imprenditore è che questa situazione si verifica solo sull’isola di Tenerife.


    Sebbene ci siano progetti costruttivi importanti e potenzialmente in grado di creare molta ricchezza sociale e occupazione, non vengono rilasciate le licenze, come nel caso di quattro strutture alberghiere (due a El Mojón, una a Vera de Erques e un’altra a Granadilla).

    A questo si sommano altre situazioni di “immobilismo” come la realizzazione definitiva del porto di Granadilla e dei suoi impianti a terra, il notevole ritardo nei lavori del terminal dell’Aeroporto Sud, l’incertezza circa l’inizio dei lavori di chiusura dell’anello insulare e la mancata realizzazione della terza corsia della TF-1 e della TF-5.

    Per gli aggregati si registra la stessa tendenza del cemento, con un aumento del consumo a Gran Canaria e un calo a Tenerife.

    Con questi dati in mano, Izquierdo ritiene che l’industria delle costruzioni sia alla paralisi a Tenerife, mentre si muove a Gran Canaria e, a detta dell’uomo d’affari, il tessuto imprenditoriale e l’iniziativa privata vogliono funzionare, ma sono ostacolati da impedimenti burocratici e dall’incapacità di alcuni funzionari pubblici.

    I dati riflettono, secondo Izquierdo, una stagnazione delle costruzioni a Tenerife, per cause esterne al settore, come la mancanza di funzionamento delle amministrazioni pubbliche a diversi livelli territoriali, il significativo aumento dell’economia sommersa, la lentezza nel concedere le licenze edilizie, la mancanza di progetti e appalti pubblici e il ritardo storico dei lavori stradali.

    Marta Simile

     

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