Tenerife ha registrato il maggior numero di incidenti e morti, con un totale di 66 persone colpite su 39 diverse spiagge.

96 spiagge, aree di costa e piscine sparse in tutta le Isole Canarie hanno registrato incidenti d’acqua durante lo scorso anno, secondo la III Mappa degli incidenti acquatici delle Isole Canarie 2018 che è stata presentata nei giorni scorsi.

In particolare, sono stati 165 gli incidenti avvenuti in 43 degli 88 comuni dell’Arcipelago che hanno causato la morte per annegamento di 59 persone, mentre in 30 comuni c’è stata almeno una morte per annegamento.

Per questo è nata la prima campagna audiovisiva dell’UE per la prevenzione degli incidenti acquatici, “Canarias, 1500 Km de Costa”, un’iniziativa di interesse pubblico sponsorizzata dal Cabildo di Gran Canaria e collaboratore ufficiale di ADEAC – Bandiera Blu Spagna.

La cifra rappresenta comunque un calo del 41% rispetto al 2017, con 38 morti in meno.

Tra i comuni, Mogán (Gran Canaria) ha tenuto nel 2018 il record di morti sulle isole con 8 nuotatori, davanti a San Bartolomé de Tirajana (Gran Canaria), con sei morti, e Pájara a Fuerteventura, Santiago del Teide e Adeje a Tenerife, con tre a testa.


Le spiagge con maggior numero di incidenti mortali sono state Costa Calma (Fuerteventura) con 3 morti, ripetendo il primo posto per il terzo anno consecutivo, la stessa cifra è stata registrata nella spiaggia di Amadores e Puerto Rico, entrambe a Gran Canaria.

Per quanto riguarda le Isole, Tenerife ha registrato il maggior numero di incidenti e morti, con un totale di 66 persone colpite, situate su 39 spiagge e punti costieri di 19 comuni, con 23 morti, 25 feriti di diversa entità e 18 soccorsi.

Inoltre, Gran Canaria ha registrato 51 incidenti con 19 morti, 14 feriti e 18 soccorsi; Fuerteventura, 7 morti, 4 feriti e 2 soccorsi, situati in 5 comuni; Lanzarote, 27 vittime, con 6 morti, 14 feriti di vario tipo e 7 soccorsi; La Palma, 2 morti e 1 ferito; La Gomera, 1 morto; e El Hierro, 1 morto e 2 feriti.

Il responsabile della piattaforma, Sebastián Quintana, ha fatto notare che questi dati non indicano che le spiagge delle Isole Canarie non sono sicure, ma, al contrario, che si ha un miglioramento nei servizi di salvataggio.

Per il promotore della campagna “Canarias, 1.500 km di costa”, la prova migliore sono le 43 bandiere blu che attualmente sventolano sulle coste e sui porti.

Il grande problema, a suo avviso, è la continua imprudenza, frutto della mancanza di una minima cultura della prevenzione e della sicurezza acquatica.

Quintana ricorda che nel 2018 nelle Isole Canarie sono morte 43 persone vittime di incidenti stradali, per incidenti acquatici 59, la stragrande maggioranza dei quali erano stranieri che stavano trascorrendo le vacanze sulle Isole (80% di quelli identificati).

Le Isole Canarie devono impegnarsi congiuntamente e con decisione per ridurre il numero di incidenti nelle spiagge, coste e piscine.

Ad oggi, più di 4.800 studenti delle otto isole, di tutti i livelli, dalla scuola primaria all’istruzione superiore, hanno partecipato al ciclo di conferenze sulla sensibilizzazione e consapevolezza dei rischi in mare.

Bibi Zanin