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    Nuovo fronte contro la Spagna presso la Corte di giustizia dell’Unione europea

    Quattro anni fa Bruxelles avviò un procedimento contro la Spagna – infrazione n. 2014/4330 – poiché imponeva sanzioni sproporzionate ai contribuenti spagnoli per mancata, intempestiva  o incompleta presentazione del modello 720, relativo  ai beni posseduti in altri Stati membri.

    Nel febbraio 2017 pubblicò un ultimatum che invitava la Spagna a modificare il suo anomalo regime sanzionatorio. Di fronte all’inerzia dello Stato spagnolo, la Commissione europea ha finalmente deciso di deferire le Autorità spagnole al più alto tribunale europeo.

    Il modello 720, approvato nell’ottobre 2012 nell’ambito di un più ampio pacchetto di misure contro la frode fiscale, è una dichiarazione informativa che impone ai contribuenti di notificare i beni detenuti all’estero per un valore superiore a 50.000 euro, inclusi beni finanziari, conti bancari e assicurativi.

    La mancata, erronea o ritardata comunicazione di tali informazioni espone l’interessato a pene ben più elevate di quelle applicabili a infrazioni analoghe relative a beni in territorio spagnolo (la pena può anche superare il valore dei beni all’estero).

    L’Esecutivo comunitario ritiene che le sanzioni sancite dal diritto spagnolo, dissuadendo di fatto  imprese e privati dall’investire al di fuori dei confini nazionali, violino almeno cinque libertà fondamentali dell’UE: libertà circolazione delle persone (articolo 21 TFUE) e dei lavoratori (articolo 45 TFUE e articolo 28 AEA), libertà di stabilimento (articolo 49 TFUE e articolo 31 AEA), libertà prestazione di servizi (articolo 56 TFUE e articolo 36 AEA) e libertà circolazione dei capitali (articolo 63 TFUE e articolo 40 AEA).

    Il suddetto deferimento rappresenta un importante passo verso la regolarizzazione di questa anomalia legislativa.

    Infatti, benché fino alla definitiva pronuncia condannatoria da parte della Corte di giustizia europea sia l’obbligo di presentare il modello 720 che le relative sanzioni rimarranno in vigore, è lecito supporre che le ispezioni e le multe cesseranno quasi del tutto poiché ogni procedimento in atto verrà annullato a breve e medio termine dalla suddetta pronuncia.


    Avv. Elena Oldani

     

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