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    Prendono il via due importanti opere per la viabilità delle Canarie

    Il tratto El Risco- Agate e l’anello insulare di Tenerife costeranno più di 500 milioni di euro.

    Dopo anni di attesa le due opere saranno realizzate in parallelo in un arco di 5 anni.

    I due progetti viari più richiesti di Gran Canaria e Tenerife avranno un costo di più di 500 milioni di euro e prevedono la costruzione di circa 20 km di strade.

    Dopo decenni di attesa, il 2019 sarà l’anno dell’inizio della seconda fase per la strada di La Aldea e per chiudere il settore ovest dell’anello insulare di Tenerife.

    Ci vorranno mesi prima che l’opera inizi a prendere forma e per superare le eventuali difficoltà, di contro si avrà un effetto traino a livello occupazionale nel settore delle costruzioni e delle opere pubbliche.

    In entrambi i casi i progetti sono stati rivisti e attualizzati dal momento che erano inclusi nella terza appendice del precedente Convenio de Carreteras tra le opere che non avevano finanziamenti, ma prioritarie nel caso fossero stati disponibili dei fondi.

    Il taglio di 800 milioni di euro durante gli anni della crisi aveva lasciato incompleti alcuni progetti mentre altri erano stati rimandati al nuovo Convenio.


    La lentezza nella negoziazione dell’accordo sottoscritto lo scorso dicembre dal ministro dello Sviluppo, Josè Luis Abalos e dal consigliere alle opere pubbliche del Governo delle Canarie, Pablo Rodriguez, ha aggiunto difficoltà e ritardi a entrambi i progetti che quest’anno dovrebbero diventare realtà.

    Le nuove arterie viarie dovrebbero essere pronte nel 2024, se non si verificheranno ritardi dovuti nel caso di Tenerife alla particolare collocazione in una zona montuosa dove sarà necessario costruire uno dei tunnel più lunghi d’Europa.

    Per il caso di La Aldea, si costruirà sul pericoloso Macizo de Faneque che con i suoi 1.027 metri di altezza è uno dei maggiori strapiombi del mondo.

    L’appalto per la seconda e ultima fase della costruzione della strada di La Aldea è stato vinto nei giorni scorsi da un’associazione di imprese formata da Acciona, Ferrovial, Lopesan e Bitumex con un ribasso di 75 milioni di euro sul prezzo iniziale di 225.

    Secondo quanto indicato dal consigliere Pablo Rodriguez, i lavori dovrebbero iniziare a giorni e da quel momento gli abitanti dovranno pazientare circa 60 mesi per poter transitare sulla nuova strada.

    Un tempo inferiore a quanto riportato sul capitolato d’appalto che prevedeva lavori per 70 mesi.

    Le ditte vincitrici hanno ben presente che l’opera deve essere realizzata in uno dei punti più difficili della costa per quanto riguarda la sicurezza.

    I residenti uniti nel Foro Roque Aldeanio hanno chiesto garanzie sulla sicurezza dei lavori e sul rischio di frane dovute all’uso di esplosivo durante l’esecuzione dei lavori.

    L’associazione civica ha accolto la notizia con entusiasmo e con qualche riserva dovuta alla prudenza dopo anni di promesse mancate sulla costruzione del nuovo tratto viario.

    Un tracciato di 8 km con 8 tunnel e due viadotti, che permetterà di ridurre del 30% l’attuale percorso e del 70% i tempi di spostamento.

    Inoltre gli abitanti di La Aldea potranno definitivamente dire addio alla GC200 che con le sue 365 curve, frane e caduta di pietre sulla carreggiata era considerata una delle strade più pericolose di Spagna.

    Una condizione ben nota ai residenti e a chi visita la Aldea di San Nicolas, una cittadina che da anni porta avanti la sua battaglia per migliorare una delle due strade di accesso all’abitato, nonché unica connessione lungo il versante nord con la capitale Las Palmas de Gran Canaria.

    Le difficoltà di accesso hanno limitato le possibilità di sviluppo e hanno impedito ai residenti di spostarsi giornalmente in altri punti dell’isola.

    Una situazione che ha creato una sorta di isola nell’isola come ha dichiarato l’attuale sindaco della cittadina, Tomas Perez durante l’inaugurazione del primo tratto Agaete-El Risco avvenuta nel 2017.

    La prima fase era iniziata nel 2009, ma le opere furono colpite da tagli fino alla paralisi totale nel 2012.

    Quasi 5 anni dopo, grazie ad un investimento di 100 milioni di euro il primo tratto è stato aperto al traffico.

    Il primo tratto sarà collegato a questo nuovo segmento che va a coprire la zona più difficile del percorso, fino al municipio di Agaete.

    Da questa località si snoderanno 5 tunnel a doppio senso di marcia e un viadotto che attraverserà il Barranco di La Palma a 130 m di altezza.

    Successivamente verrà aperto un tunnel di 400 metri a tre corsie e poi altre due gallerie sotto al Risco de Faneque anch’esse a due corsie.

    Inoltre verrà costruito il viadotto di El Risco e un ultimo tunnel di 600 metri che congiungerà con il tracciato già costruito.

    La chiusura dell’anello insulare di Tenerife è l’investimento più importante del Convenio de Carreteras e l’esborso maggiore dello Stato in questo ambito.

    Con una base d’asta di 365 milioni di euro, il Governo delle Canarie ha annunciato che sono sei le offerte pervenute per la costruzione del tratto tra El Tanque e Santiago del Teide.

    In marzo verrà reso noto il vincitore dell’appalto e subito dopo, secondo Rodriguez, dovrebbero iniziare i lavori, al momento sono in corso gli espropri di terreni prossimi al tracciato dell’opera per un costo di 4,74 milioni.

    La chiusura dell’anello insulare è una delle imprese più richieste di Tenerife e, secondo i piani, sarà un grande corridoio di scorrimento per collegare il nord e sud dell’isola sul versante nordovest, senza attraversare l’area metropolitana.

    E’ un’opera di cui si parla da quasi trenta anni e dovrebbe decongestionare la TF5 dirottando almeno 22 mila auto al giorno lungo il settore nordovest.

    Due tratti dell’anello insulare sono già stati realizzati, si tratta di quello tra Icod de Los Vinos e El Tanque e quello tra Santiago del Teide e Adeje, ed ora verrà costruito il tratto centrale di collegamento tra questi.

    Rimane, al momento, senza un progetto ben definito il segmento tra Icod e Los Realejos che andrebbe a chiudere a nord la connessione con la TF5.

    Il progetto dell’anello insulare risale al 2007 ma ha dovuto subire modifiche e altre se ne prevedono in corso d’opera dal momento che è stata prevista una sola corsia per senso di marcia.

    Per evitare ulteriori ritardi verranno effettuati cambiamenti mentre le squadre saranno impegnate in lavorazioni in altri punti dell’opera.

    Nei 5 anni di lavori saranno costruiti 11,3 km di percorso, un viadotto, 5 tunnel, quattro sottopassaggi, due sovrappassi e una passerella pedonale.

    Tra tutte le infrastrutture, quella più impegnativa sarà il tunnel di Erjos che con 5 km di lunghezza sotto il massiccio di Teno sarà uno dei più lunghi di Spagna.

    Il progetto oltre allo snellimento del traffico, porterà benefici economici alla zona occidentale dell’isola facilitando gli spostamenti verso il sud e verso i municipi del nord ovest.

    Il presidente di Tenerife Carlos Alonso ha dichiarato che questo nuovo tratto viario contribuirà a riequilibrare l’attuale sistema di circolazione e darà impulso alle attività turistiche del nord.

    L’inizio dei lavori determinerà anche la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore delle costruzioni. 

    A Tenerife nel 2009 si contavano 36 mila occupati e soltanto 15 mila nel 2014, secondo i dati del sindacato provinciale Fepeco.

    Da allora il settore ha ripreso quota con circa 25 mila occupati in più che andranno ad aumentare nel momento in cui verrà dato il via alle opere.

    Claudia Di Tomassi

     

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