«Vogliamo porre fine all’occupazione illegale di beni immobili», così si è espresso Pablo Casado del PP circa il fenomeno degli okupas, proponendo un disegno di legge per accelerare gli sgomberi di alloggi e strutture occupate illegalmente, con pene fino a 3 anni di reclusione per i soggetti coinvolti.

Il PP mira di fatto a riformare il Codice di Procedura Civile, estendendo le ipotesi raccolte nella normativa approvata nel 2018 su iniziativa del PDeCAT e che all’epoca contò sull’appoggio dei popolari, del PSOE, di Ciudadanos e di PNV.

Pablo Casado ha presentato il disegno di legge durante un comizio a Badalona, dove lo scorso 5 gennaio 3 persone morirono in seguito a un incendio appiccato dagli okupas; il leader del PP era accompagnato dal candidato sindaco di Badalona Xavier García Albiol, dal candidato alla Presidenza della Generalitat Alejandro Fernández e dalla portavoce del Congresso Dolores Montserrat.

Obiettivo principale, ha puntualizzato Casado, è di porre fine alle inevitabili mafie che si sono generate nella gestione illegale degli alloggi vuoti e il disegno di legge non è rivolto a coloro che sono sottoposti a sfratto ipotecario o che si trovano ad affrontare problemi economici gravi, bensì ai cosiddetti okupas, che nel 2017 hanno occupato qualcosa come 90mila edifici in tutta la Spagna.

Non si tratta infatti di un problema legato alla povertà, bensì alla gestione di un fenomeno sociale che ha un impatto fortemente negativo sul tessuto urbano, con forti ripercussioni anche su quello turistico.

In caso di occupazione di una proprietà mediante l’uso della violenza, il disegno di legge richiede una pena compresa tra 1 e 3 anni di carcere, oltre a sfratti da imporre in 24 ore di tempo; quest’ultima è una novità rispetto alla proposta del PDeCAT, che prevedeva 5 giorni di tempo per inviare un avviso di sfratto, 20 giorni per far rispettare lo sgombero e 7 giorni affinché i servizi pubblici prendessero provvedimenti.


Inoltre se nell’ultima proposta presentata venivano considerate solo le persone fisiche come soggetti danneggiati dal fenomeno degli okupas, ora sono state incluse anche le banche e i fondi di investimento.

Tra le facoltà previste per i proprietari legittimi degli immobili occupati, vi è anche la possibilità di murare letteralmente gli ingressi dello stabile e per i vicini di denunciare all’autorità eventuale presenza di okupas che svolgono attività illecite, come ad esempio lo spaccio di stupefacenti.

Ovviamente la PAH, Plataforma de Afectados por la Hipoteca, si è da subito mostrata contraria alle misure proposte, ritenendo che la questione delle mafie e degli okupas faccia parte ormai di una leggenda metropolitana, e che le ragioni di tali provvedimenti siano da ricercare negli interessi delle banche nei confronti di coloro che, per vari motivi, si trovano in serie difficoltà economiche.

Anche Rafael Morales di Podemos giudica il progetto di legge oltre modo oltraggioso e irrispettoso, proponendo invece di mettere a disposizione un certo numero di alloggi ad affitti convenienti per garantire il diritto di abitazione all’intera popolazione.

E questa che potrebbe essere sicuramente un’ottima idea, non tiene però conto, alla fine, della reale presenza degli okupas, ormai incubo di molti quartieri dove hanno illegalmente occupato gli stabili sfitti, procurando disagi più o meno gravi a residenti e turisti.

Franco Leonardi