La Direzione Generale del Traffico si è pronunciata recentemente sulle novità circa le regole per l’ottenimento della patente di guida, rese note dal progetto del Real Decreto che di fatto modificherà, a partire dal 2019, il Reglamento General de Conductores.

In vigore dal 2019 il vademecum per mettersi al volante

Ottenere una patente di guida comporterà una formazione teorica obbligatoria di almeno 8 ore, durante la quale si tratteranno, tra le varie cose, argomenti come i fattori di rischio alla guida (velocità, alcol, droghe), l’attenzione ai gruppi cosiddetti più vulnerabili (come pedoni, ciclisti e motociclisti), le distrazioni potenzialmente fatali (uso del cellulare), l’obbligo di utilizzo di sistemi di sicurezza (cinture, seggiolini omologati in caso di trasporto bambini), oltre ovviamente alle norme sul traffico.

Si insisterà particolarmente sugli incidenti stradali, sottoponendo all’attenzione di tutti i corsisti le conseguenze economiche, sociali e umane che questi provocano ogni giorno.

La formazione obbligatoria per conseguire la patente dovrà essere certificata dal direttore della scuola guida e sarà fondamentale per sensibilizzare i nuovi conducenti sui pericoli che si possono presentare al volante.

Ma le novità abbracceranno anche l’esame pratico.


Se un corsista non supera la prima prova, dovrà attendere almeno 15 giorni prima di poter effettuare di nuovo l’esame e tra la seconda e la terza prova dovranno trascorrere almeno 30 giorni, tra la terza e la quarta (e successive) i giorni di attesa dovranno essere almeno 20.

Ma non solo: per ogni errore commesso che ha pregiudicato il buon esito dell’esame, il corsista dovrà ricevere 5 ulteriori lezioni di guida tra la data dell’ultimo test fallito e quella del nuovo.

Un altro cambiamento rispetto al precedente regolamento riguarda la qualificazione dei test teorici; il tempo per sostenere un esame potrebbe ampliarsi includendo la possibilità di inserire dei video ad accompagnamento delle domande e gli errori commessi non potranno superare il 10% del totale delle domande formulate (ora la percentuale è del 20%).

Cambia anche l’età per poter avere accesso all’iter per conseguire la patente: da 24 e 21 anni, a seconda delle tipologie dei permessi, sarà ridotta ai 18 per le patenti di tipo C, D, D1, C+E, D+E e D1+E, ma solo dopo che il corsista sia entrato in possesso del CAP, Certificado de Aptitud Profesional.

La patente di tipo B consentirà la guida dei veicoli merci e la bozza del Ministero degli Interni prevede che a partire dal 2019, tutti coloro che hanno 2 anni di esperienza, potranno automaticamente mettersi alla guida di automezzi con tonnellaggio tra i 3.500 e i 4.250 kg.

Relativamente ai test specifici, obbligatori per tutti i permessi tranne quello A e B, questi dovranno essere accompagnati da una certificazione di presenza; nel caso dei permessi di tipo AM, A1 e A2 (ovvero ciclomotori e motociclette di diversa cilindrata) sarà obbligatorio frequentare 6 ore di lezione, durante le quali verranno impartite nozioni circa i principali fattori di rischio associati alla guida di questo particolare veicolo, le tecniche di guida e gli elementi di sicurezza.

Coloro invece che vorranno ottenere una patente di tipo C, C1, D, D1 (camion e autobus) o di tipo combinato B+E, C+E, C1+E, D+E o D1+E, dovranno seguire solo 2 ore di lezione di formazione sui fattori di rischio e per le quali dovranno in ogni caso sostenere un esame.

Daniele Dal Maso