È notizia ormai ufficiale che la Policía Local di Santa Cruz de Tenerife, in coincidenza con l’inizio delle celebrazioni del Carnevale, verrà dotata dei taser, le pistole elettriche che mediante elettrocuzione immobilizzano temporaneamente i soggetti colpiti.

Il Gobierno ha elaborato un protocollo di utilizzo e l’Ayuntamiento provvederà a distribuire le armi.

I taser, da non confondere con i teaser (gli spot di lancio di un prodotto o di un film), sono quelle armi che sparano un paio di dardi attaccati a fili, attraverso i quali viene emessa una scossa elettrica in grado di stordire l’eventuale malintenzionato, senza danni permanenti ma con una temporanea paralisi muscolare totale; i dardi possono raggiungere tra i 4 e i 6 metri di distanza e vengono sparati utilizzando anidride carbonica compressa.

L’assessore ala Sicurezza Zaida González, del PP, ha annunciato che l’Ayuntamiento aveva acquistato una fornitura di taser nel corso del 2018 ma che solo dopo la pubblicazione del protocollo per il loro utilizzo da parte del Gobierno, le armi verranno distribuite tra gli agenti della Polícia.

Il documento, già pubblicato, consentirà quindi alla Policía Local di dotarsi dei taser a partire da marzo 2019 e in coincidenza con un periodo piuttosto delicato in quanto a mantenimento dell’ordine pubblico, ovvero quello del Carnevale.

Nonostante questo tipo di arma fosse già stato autorizzato nelle Isole Canarie con un ordinamento precedente, sarà la prima volta che una comunità spagnola ne farà uso e in particolare Santa Cruz sarà la prima città a dotare, con regolare protocollo di utilizzo in sicurezza, i propri agenti che, precisa la González, hanno già ottenuto tutte le informazioni circa il loro uso.


In totale saranno 20 i taser distribuiti nella capitale dell’isola, con grande soddisfazione del sindaco che precisa che per le armi elettriche, provenienti dagli Stati Uniti, è stato fatto un investimento pari a 100.000; il modello in dotazione, il Taser X2, è il più moderno sul mercato e da qui deriva l’elevato costo.

In particolare il protocollo di azione stabilito dal Gobierno, prevede che ogni taser debba avere una portata minima di 4 metri, debba essere approvato dal Ministero degli Interni e debba includere le seguenti caratteristiche: schermo a led, acquisizione dati, data, ora, sicura e informazione sullo stato della batteria; in aggiunta, ma non obbligatorio, potrà avere un dispositivo per l’acquisizione di immagini.

Ogni Ayuntamiento fornirà questi dispositivi nella proporzione stabilita dal Quartier Generale della Policía Local, anche se almeno il 50% delle pattuglie in servizio per ciascun turno, disporrà di un equipaggiamento a disposizione dell’agente designato dai rispettivi responsabili.

Il protocollo include anche la necessità di abilitare uno spazio in ogni unità della Policía Local per il deposito e la custodia dei taser che, in ogni caso, potranno essere utilizzati solo ed esclusivamente da quegli agenti che hanno superato il corso base previsto.

In nessun caso potranno essere prestate o traferite ad altre persone le armi, e nemmeno scambiate tra agenti di uno stesso comando o lasciati incustodite in auto; ogni agente sarà il diretto responsabile di un eventuale uso improprio del taser assegnatogli e, in caso di dubbi riguardo al corretto utilizzo, sarà cura del comandante di pattuglia impedirne il porto e l’utilizzo o segnalare la cosa all’ufficio del Sindaco per gli opportuni provvedimenti.

Qualsiasi anomalia o difetto dell’arma dovranno essere immediatamente segnalati e l’utilizzo del taser, secondo il protocollo, avverrà in situazioni in cui un soggetto sta minacciando una terza persona o la stessa polizia con un’arma bianca o con la forza fisica, anche qualora l’attacco fosse rivolto a sé stesso, purché l’intervento sia ragionevole e inteso a minimizzare i danni delle parti coinvolte.

Nel documento emanato dal Gobierno esiste anche una parte dedicata alla zona che è auspicabile colpire in caso di necessità, individuata nella spalla come prima opzione o, in seconda scelta, in un centro di massa muscolare ampio come le cosce o lo stomaco, evitando in ogni caso la testa.

Il taser non dovrebbe mai essere utilizzato come strumento punitivo e una volta colpito e atterrato il soggetto, non dovrebbe essere consentita una ulteriore scarica di impulsi elettrici.

Dopo il primo sparo, l’agente dovrà mettere le manette al soggetto e solo dopo estrarre i dardi, con eccezione di quelli di difficile rimozione, che verranno trattati dal personale sanitario.

Dovranno quindi essere raccolte le capsule espulse con lo sparo e contenenti le cartucce elettriche, mentre i dardi estratti, trattati come materiale a rischio biologico, dovranno essere inseriti nei fori delle cartucce nella direzione opposta all’uscita.

Tutto il materiale derivante dall’utilizzo del taser contro un soggetto dovrà essere a disposizione  della Corte per 3 mesi nei locali della polizia.

Esiste poi una nota circa l’utilizzo del taser sugli animali, consentito solo nei casi in cui si presenta un reale pericolo per le persone e non esistono altri mezzi a disposizione per dissuadere un eventuale attacco; alla base rimane il concetto del minor danno possibile, sia per le persone che per gli animali coinvolti.

Il protocollo d’azione elaborato per le Canarie stabilisce infine che gli Ayuntamientos dovranno includere nella relazione annuale e comunicare alla Direzione Generale della Sicurezza e delle Emergenze, il numero di taser esistenti nella struttura della Policía Local.