Il 12 maggio è entrato in vigore il Real Decreto-ley 8/2019 che impone alle imprese di tenere un registro completo della giornata lavorativa dei propri dipendenti.

A cosa serve il registro?

Il fine è quello di controllare le eventuali eccedenze di orario.

Senza la registrazione delle ore di attività effettivamente esercitate, per gli ispettori del lavoro è estremamente difficile controllare se gli orari dei dipendenti sono realmente conformi alla legge e agli accordi collettivi di settore.

Chi ha l’obbligo di registrare la giornata lavorativa?

Tutte le società senza eccezioni, indipendentemente dalle dimensioni, dal settore o dal fatturato.


Cosa dovrebbe contenere il registro?

Dovranno essere registrati sia il numero di ore lavorate che la loro distribuzione durante il giorno.

Questo conteggio includerà le ore tra l’entrata e l’uscita dal posto di lavoro, così come gli straordinari e le ore non lavorate.

Chi stabilisce le modalità di registrazione?

Il decreto stabilisce che le modalità vengano concordate tra il datore di lavoro ed i rappresentanti dei lavoratori “tramite contrattazione collettiva o accordo aziendale”.

Nel caso in cui nell’azienda non esistessero rappresentanti o comitati sindacali va da sé che deciderà il datore di lavoro unilateralmente.

Cosa implica per le imprese tenere questo registro?

Costi dell’implementazione a parte, che dipenderanno dalla modalità di registrazione prescelta, se le registrazioni dovessero indicare un eccesso di ore lavorative a carico di uno o più dipendenti, l’azienda avrà l’onere di rientrare nei parametri legali o riorganizzando il personale o assumendone di nuovo.

Chi può accedere a questi dati raccolti con la registrazione?

Le registrazioni, che dovranno essere conservate per almeno quattro anni, saranno a disposizione del lavoratore, dei rappresentanti sindacali e, ovviamente, dell’Ispettorato del lavoro.

Dovrà comunque sempre essere rispettata la vigente normativa sulla privacy.

Se l’azienda non procede alla registrazione che succede?

In assenza di una corretta registrazione l’azienda si espone a sanzioni che vanno da 626 a 6.250 euro.

La quantità esatta sarà determinata dagli ispettori del lavoro in base al tipo d’infrazione riscontrata (una cosa è l’assenza completa dei suddetti registri e un’altra cosa che esistano ma non siano a norma), alle dimensioni dell’azienda e alla fatturazione.

Avv. Elena Oldani

Fonti:

Real Decreto-ley 8/2019, de 8 de marzo, de medidas urgentes de protección social y de lucha contra la precariedad laboral en la jornada de trabajo.