La Xerostomia o secchezza delle fauci è un disturbo la cui frequenza è aumentata sensibilmente negli ultimi tempi.
Lo annoto come mero dato statistico riscontrato nel mio ambulatorio e del quale ho poi trovato riscontro leggendo le pubblicazioni mediche che si occupano dell’insorgenza di disturbi la cui incidenza è aumentata nel periodo post covid.
Non è la sede e non ho l’intenzione di occuparmi della possibile correlazione ma mi limiterò a dare alcune informazioni in merito che possono tornare utili al lettore.
Gli stati di ansia, la depressione, lo stress prolungato, l’assunzione di ansiolitici e antidepressivi sono fra le cause, ma sarebbe totalmente superficiale e inesatto trarre delle conclusioni contundenti perché vi sono moltissime altre cause che si possono certamente correlare all’insorgenza di questo fastidioso problema e anche altre famiglie di farmaci.
Patologie come il diabete, l’artrite reumatoide, la parotite, l’ipertiroidismo, le alterazioni ormonali, hanno come conseguenza diretta la secchezza della bocca, ma anche abitudini come l’eccesso di alcool o semplicemente il fumo possono essere la causa scatenante.
E’ importante in fase di diagnosi comprendere quando maggiormente si presenta il problema perché se la causa è un diabete o una alimentazione ricca di zuccheri, il sintomo si presenta principalmente al mattino, se si presenta durante la notte facilmente si tratta di un problema legato alla respirazione le cui cause possono essere molto diverse.
Da un apparecchio ortodontico a una respirazione non nasale dovuta per esempio a una sinusite latente o un setto nasale deviato.
Non è un problema da prendere sotto gamba perché porta con sé conseguenze anche serie e fastidiose.
La poca salivazione significa insufficiente produzione di enzimi indispensabili a una buona digestione e una maggiore proliferazione di batteri che incide sulla salute del cavo orale con una maggiore incidenza di carie e afte, ma anche sulla qualità dell’alito.
La bocca è il primo cancello in cui l’organismo provvede a bloccare l’accesso di germi e una bocca e una gola secca e irritata si accompagnano a mucose sofferenti che non svolgono correttamente la propria funzione.
Detto questo, non è sufficiente ciò che molti pazienti mi riferiscono, ossia l’uso di caramelle o l’abitudine di bere di più.
E’ importante considerare ogni messaggio del nostro organismo come un messaggio importante perché molto spesso, dietro un sintomo solo un poco sgradevole, si nasconde una grande richiesta di aiuto del nostro corpo.
Sicuramente consiglio subito un controllo della glicemia e un miglioramento dello stile alimentare mentre si provvede a lubrificare il cavo orale con spray a base di acido ialuronico diminuendo nel contempo il consumo di zuccheri raffinati, caffeina e alcolici e tenere il peso sotto controllo.
La vecchiaia è anch’essa una causa tipica della riduzione salivare, ma contro quella temo che siamo tutti fondamentalmente disarmati.
Dott. Alessandro Longobardi
