Esquina del viento: una cantina tra vino e poesia

“En medio de mi naufragio, en la esquina del viento, tu voz de madera mirando mi voz a través de la maresía de mis recuerdos; y tus palabras diseñadas, en fila india, navegan por mi puerto, fondeando tu razón con mis veleros, y tu tripulación entre mis dedos bebiendo y fumando pitillos de sueños y esperanzas nuevas” (Fran Beltran)

Con questo passaggio di una poesia scritta da Fran, ci addentriamo nella sua cantina tra vino e poesia.

Fran, insegnante di letteratura, poetessa e appassionata di kitesurf, decise di recuperare un terreno ereditato dal nonno, pur provenendo da una formazione lontana dal mondo del vino, intraprese un percorso di studi vitivinicoli che fece germogliare in lei una nuova passione.

Inoltre, approfittando del dover eseguire un nuovo impianto potè eleggere lei stessa la sua varietà preferita, ovvero il Baboso negro.

Questa varietà permette vini ricchi in struttura e aromatici; una scelta tutt’altro che semplice, considerando che si tratta di un vitigno particolarmente delicato, che richiede costanti cure e grande attenzione.

Iniziò così a mettere in pratica ciò che aveva appreso in aula, ma l’uso della viticoltura “convenzionale” in un terreno già precedentemente sfruttato ad altre colture, non stava aiutando ad arricchire il terreno se non a depauperarlo, con richiesta di attenzioni e prodotti sempre più frequenti.

Ed è qui che Fran decide di farsi seguire da Raul Garcia, promotore del progetto Sentiterra, che raccoglie vitivinicoltori sotto al riferimento della viticoltura rigenerativa.

Molto in sintesi, la viticoltura rigenerativa si basa nella rigenerazione del suolo, la biodiversità e la salute dell’ecosistema per ottenere uva sana e di qualità.

Il cambio ovviamente richiede una transizione, in questo lasso di tempo la natura si riequilibra e riprende ad utilizzare gli elementi nutritivi a disposizione.

La stessa Fran racconta che le piante si rinforzarono, ritornò la fauna entomologica in vigna riequilibrando il sistema suolo/aria, molti problemi e malattie si ridussero se non addirittura scomparvero.

In questo periodo primaverile il vigneto si presenta rigoglioso: compaiono i primi germogli e il suolo, nonostante le tempeste, si trasforma in un morbido tappeto d’erba.

Questo però non significa che il viticoltore possa restare inattivo; al contrario, deve saper leggere il terreno e le viti, nutrendole con prodotti naturali e guidandone la crescita, pensando sia alla vendemmia dell’anno sia a quella futura.

Il concetto di rigenerativo entra quindi nel significato del poema, in cui bisogna saper ascoltare, ritrovarsi e sanare.

Passando ai vini, attualmente Fran produce un monovarietale di Listan Blanco “LB”, l’uva in questione viene comprata da un suo amico, seguitore della stessa ideologia, nella zona “Los Pelados” a Guimar.

La scelta del monovarietale si adduce alla capacità di adattamento camaleontica ai microclimi dell’arcipelago, risultando una varietà rappresentativa dello stesso.

LB è un vino bianco di larga fermentazione a bassa temperatura di quantitativi di vino differenti in cui sono presenti distinti lavori di macerazione sur lies e riposo in barrique francesi.

Il risultato è un vino fresco, avvolgente e aromatico; consiglio vivamente di lasciarlo respirare nel calice per vederne l’incantevole cambio.

La futura uscita sarà il Baboso Negro annata 2023, che prende il nome direttamente dalla parcella; un tinto che richiede ancora un anno in bottiglia per essere affinato ma che una volta pronto sorprenderà sia con la sua struttura che con l’importante bouquet.

I due vini di questa cantina dimostrano che con l’amore, la cura e la passione, si possono ottenere degli splendidi vini che rispecchiamo ampiamente il loro territorio.

La esquina del viento non è stata solamente una cantina da visitare, ma un’immersione in un progetto di vita tra letteratura e vino.

Lucia Montalbano

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