Il turismo è ben lungi dall’essere, secondo lo stesso parere della popolazione delle Canarie, il problema più urgente dell’arcipelago.
Nella classifica delle preoccupazioni degli isolani, al primo posto si collocano l’immigrazione e le politiche migratorie, seguite dall’alloggio.
La preoccupazione per il turismo e la massificazione turistica, invece, si riduce al 3,9%, secondo i dati riportati nel Sociobarometro delle Canarie.
Questi risultati sono rimasti pressoché invariati rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di persone preoccupate per il turismo era del 3,6%, con una differenza di appena 0,3 punti.
Nonostante questa percezione generale, il turismo continua ad essere riconosciuto dagli isolani come un elemento centrale nella vita socioeconomica della Comunità Autonoma.
La maggioranza ne apprezza il peso economico, ma cresce anche la sensibilità verso i suoi effetti sulla società, sul territorio e sulla qualità della vita.
Per quanto riguarda la immigrazione, la preoccupazione per le politiche migratorie è aumentata nel corso di quest’anno, passando dal 12,9% al 16,2%.
Questo aumento coincide con un periodo in cui l’arrivo di clandestini ha caratterizzato l’agenda politica e si è quindi posizionato come uno dei temi centrali, con un impatto diretto sulle Canarie, in particolare per il trasferimento dei minori non accompagnati nella penisola.
Allo stesso modo, l’alloggio è l’ambito in cui è cresciuta maggiormente la preoccupazione della popolazione, con un aumento di 4,3 punti, riflettendo così la preoccupazione per l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili e la pressione sul mercato locale.
In altre parole, la maggioranza dei canari ritiene che l’attività turistica renda più costoso o difficile l’accesso a una casa.
E sempre la maggioranza dei canari ritiene che lo Stato (sia Centrale che dell’Arcipelago) non faccia nulla per garantire le proprietà private a beneficio degli okupa illegali.
Questa preoccupazione si riflette anche in ambito domestico: due famiglie su dieci indicano l’alloggio come uno dei tre problemi che più incidono sulla loro unità familiare.
L’economia, la sanità e i servizi sanitari appaiono la più grande preoccupazione dei canari.
Lo studio si concentra anche sulla situazione economica della Comunità Autonoma.
Sebbene il 75% della popolazione dell’isola ritenga che l’attività turistica generi occupazione e promuova la ricchezza e la crescita economica della regione, una parte importante dei cittadini ritiene che tali benefici non abbiano un impatto diretto sull’arcipelago e vadano a vantaggio di aziende che si trovano al di fuori delle isole.
Bina Bianchini
