Il Ministero della Salute attiva l’allerta radon nelle Canarie

Le Canarie analizzano gli 88 comuni per verificare l’incidenza delle emanazioni originate dalle caratteristiche del suolo e che richiedono misure di ventilazione.

Come per altri progressi nella ricerca e nella sanità, la lotta contro il radon, un gas radioattivo di origine naturale, è relativamente recente, così come lo è per materiali come le lastre di amianto e le loro pericolose particelle.

Nel 2022, il governo centrale ha approvato un decreto reale che porterà, all’inizio del 2024, a un piano nazionale per ridurre al minimo gli effetti di questo prodotto incolore, inodore e insapore che si forma dalla decomposizione dell’uranio nel suolo, nelle rocce e nelle acque sotterranee.

Tuttavia, dopo aver analizzato un numero significativo di città, le comunità hanno ancora tempo fino a maggio 2026 per elaborare le proprie mappe che, nel caso delle Canarie, il governo regionale vuole includano tutti gli 88 comuni per poter raccomandare misure alle amministrazioni e ai privati con le informazioni più precise possibili.

Un pericolo reale perché, infatti, questo gas si accumula talvolta in ambienti interni poco ventilati e l’inalazione prolungata delle sue particelle radioattive può provocare il cancro ai polmoni.

A tal punto che rappresenta la seconda causa di questa malattia a livello mondiale dopo il tabacco.

Gli studi vengono effettuati da ottobre a maggio perché, durante i mesi estivi e a causa del caldo, le misurazioni sono difficili o distorte a causa del maggiore utilizzo della ventilazione artificiale.

Tuttavia, siamo già nella fase finale e l’intenzione è quella di completare la mappa nel maggio 2026, “entro i termini del Piano Nazionale”.

Stanno elaborando una mappa che comprende diverse parti, come quella relativa al lavoro, poiché il rischio del radon è dovuto, in primo luogo, al terreno, soprattutto quello con rocce ignee o metamorfiche, come il granito o l’ardesia, che facilitano la filtrazione e la fuoriuscita di questo gas.

Un altro rischio è legato alle caratteristiche costruttive degli edifici e, a sua volta, alla parte più legata all’utente: se c’è ventilazione, se si lavora in un seminterrato, se si fuma, cosa molto dannosa con il radon…”.

Per questo motivo, sul fronte lavorativo si stanno effettuando misurazioni nei luoghi di lavoro come gli studi medici in determinate zone delle isole.

A questo proposito, si insiste sul fatto che la mappa è fondamentale per gli interventi, sia negli edifici pubblici che in quelli privati, nonché per quanto riguarda la ventilazione, principalmente dei piani terra o dei sotterranei.

Inoltre, si pone molta enfasi sull’informazione alla popolazione affinché, senza creare alcun tipo di allarme, si sappia bene dove, perché e come agire quando le misurazioni sono superiori a quelle raccomandate.

Il governo sta effettuando misurazioni negli edifici pubblici di sua proprietà, ma anche nelle abitazioni private, oltre a collaborare con i comuni.

Se si confermerà che l’80% del territorio è libero, come avviene nelle grandi città analizzate, sarà più facile affrontarlo.

Tuttavia, credo che uno degli aspetti fondamentali sia la comunicazione, perché sarà necessario informare bene sulla situazione di ogni località, ma senza allarmare, poiché questo gas è sempre esistito, anche se è vero che ora siamo più consapevoli dei suoi rischi grazie all’evoluzione della scienza”.

Franco Leonardi

 

 

Articoli correlati