La curcuma, l’ingiallente alimentare indiano

(sì è una spezia, ma ha anche potenzialità ed uso tintorio)

I rizomi di curcuma vengono bolliti, seccati, polverizzati e con la polvere, tanto gialla quanto odorosa un pò di pepe, un pò piccante, un po’ di terra umida, proprio come il suo sapore, si procede a tingere oppure a insaporire.

Se volete sorprendere gli antitradizionalisti, chiamatela così: turmerico.

La curcuma, infatti, è originaria dell’Asia e molto diffusa in India, Indonesia, Thailandia, e da lì an- che in altre zone dell’Oriente, l’India ne è il maggior produttore mondiale.

Vi serviranno: 200 g di lenticchie rosse secche, 1 fetta di zenzero fresco, 1 cucchiaio di curcuma, sale, 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 1 cucchiaino di semi di cumino, 2 peperoncini rossi piccanti.

Lavate accuratamente le lenticchie e lasciatele in ammollo in acqua fredda per 12 ore.

Al termine, scolatele, mettetele in una pentola con circa 1 litro d’acqua, portate a ebollizione, schiumate, aggiungete la fetta di zenzero fresco e la curcuma, coprite con un coperchio, abbassate la fiamma e lasciate cuocere a fuoco moderato per circa mezzora.

Poi aggiustate di sale. Versate in una piccola padella l’olio, scaldatelo, unitevi i semi di cumino e i peperoncini rossi privati dei semi e finemente affettati.

Lasciate soffriggere il tutto per alcuni minuti, quindi versate l’olio speziato nella pentola in cui avete cotto le lenticchie e prima di portare in tavola lasciate riposare per una decina di minuti al caldo, ma fuori del fuoco.

Servite con del riso bianco (basmati)

Bina Bianchini

 

 

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