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    Bodega Guayonge, un progetto di qualità a difesa del territorio

    Bodega Guayonge è situata sopra le scogliere che formano parte del paesaggio protetto della costa di Acentejo, vicino alla gola di “Guayonge”, da dove deriva il suo nome.

    Questa gola è quella che ha dato fama al toponimo fino a diventare un’identità del comune di Tacoronte; in antichità era un luogo d’insediamento della cultura guanche, dichiarato nel 2007 Sito Archeologico di Interesse Culturale nella categoria Area Archeologica.
    Fondata nel 1989 da Manuel Barrios Dìaz e suo figlio Blas González, fu una delle prime cantine ad imbottigliare sotto controllo di qualità e ad entrare nella denominazione d’origine protetta di Tacoronte-Acentejo.
    Attualmente la cantina è condotta dal biologo Blas González e, dall’enologo e professore del corso superiore in vitivinicultura de la Guancha, Pedro Sánchez, che hanno trasformato una cantina sia in centro di scambio culturale per studenti di enologia in Erasmus, sia in un progetto solidale per la ricerca contro il cancro.
    Inoltre, nel 2022 è arrivato il riconoscimento di “Biosphere Sustainable Lifestyle”, simbolo che viene conferito a quelle imprese che si impegnano a conseguire i 17 obiettivi dello Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU.
    La cantina produce varie etichette di vino, dirette a differenti target.
    “Guayonge”, l’etichetta più famosa della cantina, è destinata a vini più richiesti.
    Troviamo il rosso in cui sono presenti la Listàn Negro e la Negramoll; il bianco Gual e Marmajuelo e, a parte, un rosso 100% Negramoll; essendo quest’ultima una varietà la cui produzione differisce molto durante gli anni, questo particolare rosso non è sempre posto in commercio.
    I vini di questa gamma sono puliti, ognuno con le caratteristiche delle varietà presenti, perfetti per un regalo o per sorprendere gli invitati ad una cena.
    “40 días 40 noches”, è un progetto che nasce in cooperazione con i colleghi francesi di Pedro Sanchez che, lavorando presso Château La Tour Blancheha voluto creare un vino con accento francese e carattere canario, sperimentando con le elaborazioni per far rendere al meglio le varietà canarie.
    Il nome nasce dal fatto che il primo vino è stato fatto affinare esattamente quaranta giorni e quaranta notti in botti di cemento.
    Questa etichetta nasce inoltre per ricordare i vini tradizionali canari, per cui vi è l’utilizzo di lieviti autoctoni e non è prevista l’aggiunta di solfiti.
    Si trova nella versione rossa in cui è presente al 100% la varietà Listàn Negro e la bianca con Listàn bianco, Gual, Marmajuelo e Vijariego blanco.
    I vini presentano inoltre un passaggio per barrique francese, tutto ciò li rende un po’ particolari e “friki”, dei vini rotondi e con un buon corpo da degustare senza fretta!
    Nella guida Peñín ad entrambi sono stati attribuiti 91 punti su 100.
    “Lagrima de atardecer”, un vino dolce elaborato con le varietà malvasia, gual, marmajuelo e listan blanco, che sarà in commercio da quest’anno.
    Il vino è dedicato ad un amico, venuto recentemente a mancare, e sarà un prodotto solidario, come il precedente “Lilium”, i cui proventi sono andati all’associazione AMATE (Asociación de càncer de mama de Tenerife).
    Tiratura limitata a  200 bottiglie.
    “Jable” etichetta unica per il 100% Syrah, affinato in barrique francese.
    È un vino prodotto per conto della famiglia Jable, i cui vigneti sono situati a Valle Guerra.
    Ha avuto riconoscimenti tanto a livello nazionale che internazionale.
    Jable è un vino pulito con un bouquet che ricorda frutta nera matura, con note di ribes, violette e more selvatiche, al palato è avvolgente e ritornano gli aromi del bouquet.
    “Hambre de Tierra” è il capolavoro della cantina.
    È stato esportato in Francia, Germania e a Londra.
    Il nome deriva da un periodo, nella zona di Tacoronte, in cui il popolo era riuscito ad andare avanti grazie alla terra, mentre il vino è dedicato al padre di Pedro, le cui mani sono rappresentate sull’etichetta.
    La linea Listàn negro e Tintilla, viene affinata in barrique francese per dodici mesi e un altro anno in bottiglia. Presenta aromi a marmellata di frutta rossa, cacao, liquirizia e spezie, in bocca è persistente, con una buona struttura ed un tannino elegante.
    Valorato 92/100 in guida Peñín e premiato ad Agrocanarias nel 2023 con una Gran Medaglia d’Oro.
    La linea baboso negro è stata venduta tutta nel giro di un mese.
    L’orange wine, elaborato con uva bianca che viene posta, similmente ad un rosso, a contatto con le bucce.
    Il risultato è un vino bianco con carattere di un rosso.
    Quando è stato elaborato, è stata inviata una bottiglia alla cantina francese per avere il loro riscontro.
    I due soci tengono a precisare l’importanza del recupero del campo nelle isole canarie e la sensibilizzazione del consumatore alla cultura vitivinicola canaria.
    “No pretendemos competir con cantidad, sino con calidad de vinos, pues nuestra apuesta es por defender el producto canario para que el terreno no se abandone”
    “Non vogliamo competere in quantità, se non in qualità dei vini, per cui il nostro obiettivo è difendere i prodotti canari affinché il terreno non sia abbandonato”
    (cit. Enologo Pedro Sànchez). 
    Lucia Montalbano

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