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    Gps pericoloso: la scorciatoia per il Teide causa incidenti e disagi

    Camino la cañada e scorciatoia pericolosa. Arriva la primavera arrivano le belle e calde giornate e tutti al Teide… ad intasare la scorciatoia.

    La strada generale, la TF24, quella panoramica è lunga, spesso le code obbligano ad una marcia forzata tra prima e seconda bruciando frizione e freni, nei giorni clou, ma tutto sommato in venti/trenta minuti, da qualunque punto di partenza si inizi, si arriva, con un piacevole passaggio da un panorama marittimo ad uno con abeti, quasi fino ad arrivare curva dopo curva al paesaggio lunare, alla caldera del Teide, ai punti “mirador”, al Teide.
    C’è un però: il GPS da come via alternativa e come scorciatoia la salita per Camino la Cañada.
    Per chi vuole salire al Teide dal nord dell’isola.
    Una strada con una importante pendenza che i residenti conoscono bene e spesso solo loro la prendono perché vivono proprio lì, lì dove il parcheggio è una parte della strada, lì dove l’entrata della casa dà sulla strada e lì dove la condizione di vicinato premia ancora la vita quotidiana di comunicazione tra vicini che si incontrano fuori casa giusto lì dove l’unica cosa che non è prevista è la macchina in affitto del turista che non riesce ad ingranare bene la marcia e ripartire in salita con una pendenza del 14% o fermarsi immediatamente ad uno stop in cima alla salita.
    Ciò provoca incidenti e ha provocato incidenti di lieve entità, ma pur sempre disagi, sia ai vicini che agli automobilisti.
    La strada è simile a quella che molti di noi fanno per andare i fine settimana nei guachinche, strade a doppio senso di marcia con curve a gomito e pendenze impossibili.
    Ma tutto sommato ce la caviamo bene, ma Camino la Cañada è strada transitata e abitata, nel centro di un nucleo abitativo importante da un punto di vista numerico.
    Ed infatti i vicini ci segnalano i problemi che hanno ogni volta che il Teide diventa attrattivo cioè tutti i i fine settimana, i giorni di sole, i giorni di neve e i giorni festivi.
    Da 5 anni almeno, ci raccontano, si verificano incidenti tra auto che trovandosi in doppio senso di marcia non riescono ad andare né una indietro né l’altra avanti bloccando di fatto il traffico e chiedendo l’intervento della gru e bruciando definitivamente la frizione.
    Le auto hanno tutte graffi, ammaccature e botte date a muri che si rompono.
    A muri di proprietà del residente, rompono porte, le ante delle finestre aperte e marciapiedi.
    Non c’è posto per tutti in questa strada.
    Più volte i vicini di Camino la cañada hanno segnalato gli incidenti e sollecitato alle autorità competenti di provvedere facendo qualcosa, una qualunque: una adeguata segnalazione che riservi l’accesso al residente, togliere la segnalazione del percorso al GPS, informare sulla pendenza e il doppio senso di marcia della strada stretta.
    Ma tutte le sollecitazioni e le segnalazioni fatte e protocollate nel comune dopo 5 anni sono ancora inascoltate.
    Più volte anche noi abbiamo chiesto delucidazioni, se cioè la competenza del tratto stradale sia della provincia, della regione o del comune.
    Il tratto è competenza del comune, hanno risposto che avrebbe valutato soluzioni ma non si spiega come l’attento e solerte comune di la Orotava non si fa sensibile alle segnalazioni che provengono non solo dal vicinato ma anche dai turisti, che reclamano segnalazioni adeguate e che loro malgrado hanno rotto l’auto proprio lì.
    Al comune reclamano i danni.
    Il mese scorso una turista inglese si è trovata bloccata con l’auto impossibilitata a manovrare, provocando disagi ai vicini che né hanno potuto uscire dalla loro casa fino alla rimozione della macchina, né hanno potuto prendere la loro auto per andare a lavorare o a sbrigare le proprie necessità.
    Il fine settimana scorso, gli ultimi di marzo, nuovamente disagi, traffico bloccato e auto sbattute.
    Prima o poi qualcosa andrà fatto su questa scorciatoia che riduce effettivamente i tempi ma che può trasformarsi in una trappola che distrugge l’auto.
    Prima o poi, speriamo mai, qualcuno potrebbe farsi seriamente male.
    Giovanna Lenti

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