More

    E.T. a Tenerife fra realtà e fantasia

    Questo mese l’arca del mistero approda sulle coste della nostra cara isola per portare alla luce una storia che può riassumersi solo con la frase di Churchill “un rebus avvolto in un mistero dentro a un enigma”.

    Tutto inizia con un documento datato 20 giugno 1787, redatto e firmato da López Vega scoperto dall’investigatore e professore di storia moderna German Santana del dipartimento di storia moderna dell’università di Las Palmas, negli archivi di Simancas mentre verificava alcuni documenti sul commercio tra canaria e Inghilterra.

    In questo documento si narra come gli abitanti di Güimar vedono un oggetto di grandi dimensioni con una forma simile a una goccia d’acqua e con un colore simile all’oro brillante che si avvicinava lentamente per appoggiarsi sulla cima della montagna grande.

    Quando la moltitudine si riunisce nei pressi dell’oggetto, le persone possono vedere come dalla parte inferiore sbarcano degli esseri molto alti, dalla cronaca risulta che alcuni superavano i 3 metri, avvolti in vestiti stretti e brillanti.

    Subito risultò chiaro che non si trattava di esseri umani comuni, a cui si aggiungeva la difficile comunicazione dovuta alla lingua completamente differente dalle lingue conosciute ai più.

    Con il passare del tempo alcuni saggi del paese riescono a intercambiare conoscenze mediante uno sforzo congiunto di creare un linguaggio comune.

    Questi esseri asseriscono provenire dalla luna ed essere venuti in forma pacifica per conoscere la popolazione della terra e forniscono informazioni sulla loro agricoltura, l’attività mineraria, l’economia e la forma politica definita come un governo aristocratico e democratico simile alla struttura del governo dell’Inghilterra.

    A questo punto il documento cambia completamente e il signor Lopez chiede al re Carlo III che ordini a questi esseri di rivelare le loro conoscenze scientifiche ed in questo modo poter utilizzare le migliorie ingegneristiche per organizzare una spedizione alla conquista della Luna in nome del Re.


    Questo documento risulta catalogato e totalmente autentico e essendo stato archiviato negli archivi ufficiali reali significa che fu preso in considerazione anche dalla corte spagnola.

    Ovviamente la narrazione descrive un oggetto simile per forma e caratteristiche a una mongolfiera e l’epoca corrisponde agli esperimenti aeronautici della scienza dell’epoca che culminarono con il primo volo dei fratelli Montgolfier.

    Questo racconto però anticipa di quasi un secolo il primo racconto conosciuto su viaggi alla luna scritto da Jules Verne e secondo alcuni potrebbe essere stato il seme che inspirò il famoso scrittore.

    Però a Tenerife alla fine del XVIII secolo chi potrebbe avere le conoscenze necessarie per fornire tutte le informazioni tecniche specificate nel documento relative al volo e navigazione aerea?

    In quell’epoca realmente sull’isola risiedevano due persone molto colte quali Agustín de Bethencourt, famoso ingegnere civile e militare che aveva lavorato in Spagna e in Russia e José Viera y Clavijo un pioniere dei viaggi in palloni aerostatici.

    L’ipotesi più probabile che si sta discutendo al giorno d’oggi, sarebbe che questi personaggi avessero fornito informazioni sulle loro ricerche e viaggi a varie persone sull’isola e che una persona sotto lo pseudonimo di López Vega abbia fantasticato e redatto questo racconto con lo scopo evidente di fomentare l’idea di un impero spagnolo planetario.

    Loris Scroffernecher

     

    10 anni di successi grazie alla fiducia dei nostri sponsor e di tutti gli affezionati lettori

    Articoli correlati