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    Gli allineatori trasparenti, straordinari ma non onnipotenti

    Quando si iniziò a parlare di allineatori trasparenti, come soluzione alternativa agli apparecchi ortodontici e i bite, i miei pazienti prenotavano visite gnatologiche  o ortodontiche e non sempre era facile spiegar loro che una struttura così leggera in apparenza  fragile potesse apportare cambiamenti sostanziali nell’assetto del piano masticatorio.

    Oggi, spessissimo, i pazienti chiamano solo per sapere se tratto gli allineatori e quando nel corso della visita emerge un problema la cui soluzione è differente, devo compensare una sorta di delusione perché è scoppiata una “moda”, dovuta probabilmente alla sottile ma potente campagna pubblicitaria delle aziende produttrici.

    Tuttavia, la causa di uno sbilanciamento della postura spesso ma non sempre è legato a uno sbilanciamento occlusale e uno sbilanciamento occlusale non sempre si risolve con un apparato.

    A volte è un dente mancante la chiave del problema e l’inserzione di un impianto e una corona in ceramica è la soluzione per dare l’appoggio mancante a una occlusione sbilanciata.

    A volte necessita solo ammortizzare la pressione eccessiva durante specifiche performance sportive e ciò che serve è un bite.

    In altre situazioni, un cattivo dentista ha semplicemente stravolto il piano occlusale con otturazioni eseguite male e quindi basta correggere o rifare le otturazioni.

    Oppure la causa sono dei denti del giudizio troppo grandi o mal posizionati che esercitano una spinta in avanti, responsabile dello spostamento del piano masticatorio, pertanto ciò che serve è un piano di estrazioni programmate.


    In caso di malformazioni congenite della mascella  o della mandibola, la chirurgia maxillofacciale è l’unica via per ripristinare una struttura ossea che consenta una corretta masticazione.

    Facciamo pertanto chiarezza: gli allineatori trasparenti hanno precisi limiti di applicazione e utilizzo.

    Fisiatri, ortopedici, osteopati e maxillofacciali, sono chiamati in causa quando le forze applicate sulla mandibola e sulla colonna creano deficit di rendimento e di funzionalità della macchina – corpo nel suo insieme.

    La posizione del corpo eretto nello spazio è la risposta dinamica a un sistema di stimoli ed è la chiave dell’efficenza e dell’energia della macchina corpo.

    La muscolatura del cranio deve applicare forze simmetriche al piano occlusale la cui  struttura deve essere  simmetrica.

    E’ fondamentale quindi distinguere i casi in cui lo sbilanciamento deriva dalle forze esercitate dai muscoli, dalla particolare struttura ossea o dalla dimensione, la forma, la distribuzione dei denti.

    L’esito di questa analisi ci dirà se ci sono e quali sono le ricadute sulla colonna e la muscolatura che la sorregge.

    Qualsiasi squilibrio occlusale genera effetti a catena causando confusione con altre patologie per l’affinità dei sintomi con le stesse.

    Non è raro che un paziente arrivi da me dopo aver inutilmente visitato altri specialisti.

    Rigonfiamenti linfonodali, cefalee, pseudo otiti, tensione nucale, pseudo meniscopatíe, infiammazione dell’articolazione coxo-femorale, non portano il paziente, in prima istanza, da un dentista e spesso invece l’origine di tutto è proprio lo sbilanciamento occlusale.

    Non serve essere dottori per capire che lo spostamento avanti o indietro della testa legato a una mascella più interna, più esterna o di errate dimensioni, determinano una serie di sforzi adattivi che sfociano in spostamento del baricentro della colonna in avanti o indietro come forma di compensazione. (lordosi e cifosi)

    Per il medesimo criterio, una asimmetria masticatoria di tipo laterale genera sforzi adattivi che determinano torsioni, un disturbo dell’ATM ossia, una anomala contrazione dei muscoli masticatori, ha per conseguenza azioni compensatorie della colonna che generano effetti a cascata che possono comprendere acufeni o disturbi visivi.

    Recentemente, ho acquisito uno scanner intraorale che mi permette di condividere con il paziente le immagini in 3D della bocca allo stato di partenza, calcolare gli squilibri masticatori e di simulare le variazioni strutturali e occlusali che si otterrebbero intervenendo in specifici punti con forze calibrate direttamente dal programma e ottimizzando sia i tempi che i risultati delle terapie.

    Gli allineatori sono uno degli strumenti del mio mestiere con cui lavoro con maggior soddisfazione e successo, ma, come sempre più spesso devo ripetere, hanno un campo di applicazione ben delimitato all’interno di una costellazione intera di patologie correlate ma differenti, che debbono essere affrontate con grande attenzione per non incorrere in pericolose confusioni fra sintomi affini di cause differenti e soprattutto per centrare la corretta terapia.

    Pertanto, amici pazienti e pazienti amici,

    come sempre, quando vi rivolgete a un medico, il suggerimento canonico resta uguale nei secoli: 

                           LASCIATE FARE A NOI IL NOSTRO MESTIERE !!!!!!

    Dott. Alessandro Longobardi

     

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