Il folle piano di gestione del Teide senza criterio

A metà mattinata della giornata di oggi un animato preoccupato e serio Linares convoca i giornalisti per informarli sulla presa di posizione dell’intera amministrazione del comune di la Orotava circa il PRUG, il tristemente noto come piano di mobilità e gestione del Teide.

Preoccupa già solo dalla sigla che sta per Plan Rector de Uso y Gestion (che suggerisce un controllo esclusivo di un’entità, non si sa chi, quale e perché) dell’accesso al Teide.

Linares, circondato da tutti i componenti dell’amministrazione comunale, vuole dare, per quanto possibile, tranquillità alla popolazione diffondendo il messaggio di un forte, deciso e totale No all’intero piano.

Le preoccupazioni e inquietudini della cittadinanza sono condivise dagli amministratori, i quali hanno informato tutti della serie di ammende, all’intero piano, con l’intenzione di bloccarlo.

Questo per i tempi messi a disposizione.

Il piano di gestione ha concesso un limite temporale che solo la pressione pubblica ha esteso dal 5 al 22 luglio.

Ma i pareri raccolti entro questa data non sono vincolanti ovviamente, motivo per il quale il sindaco di la Orotava ha convocato la stampa per fare eco alla necessità di una tavola rotonda che blocchi il piano per intero, che si riparta da zero e che non escluda dalla programmazione le parti in causa.

Ossia il parco nazionale del Teide confina con 14 comuni, nessuno dei quali è stato interpellato; dei 19.000 ettari che costituiscono il territorio del parco 13.000 sono nel comune di la Orotava.


Il comune non è stato interpellato nella fase di progettualizzazione del PRUG né invitato ad una informazione previa.

Il progetto uscito alla stampa da pochi giorni preoccupa per la costruzione di tre mega parcheggi sotterranei.

Con questa promozione si pretende gestire l’ingresso e l’accesso al Teide, limitandolo con utilizzo di pullman e con fasce orarie di presenza e usufrutto del parco stesso.

Il comune di la Orotava è competente in materia di sicurezza: sua la polizia locale che interviene nel Parco e sua la raccolta della spazzatura nell’intera area.

Preoccupa, chiarisce Linares, che in poche settimane un piano scriteriato possa determinare il futuro dell’intero parco nazionale e di Tenerife intera.

Il Teide non è proprietà a capriccio dei politici di turno.

Nè di chi ha elaborato il piano.

Il Teide appartiene a tutta la popolazione di Tenerife.

“Nessuno contrasta l’idea di un piano di gestione, sottolinea Linares,  ma questo piano deve avere un senso comune.

I programmi che contemplano l’esclusione sono destinati a fallire”.

Questo piano il senso comune non ce l’ha, sembra anche che chi lo abbia redatto abbia pensato più ad altre realtà di parchi naturali che non alla peculiarità del Teide.

Linares manifesta i limiti dell’intero progetto in palese controsenso con gli intenti di protezione del parco.

Come potrebbe garantire la biodiversità, l’esclusione di un senderista che ha protetto il Teide da prima che acquisisse la nomenclatura di parco nazionale?

Come può qualcuno confondere un turista occasionale con un senderista o amante di montagna o apicultore che sviluppa la sua attività nel rispetto e protezione della flora del parco?

Al contrario come può la costruzione di tre mega parcheggi sotterranei non alterare la biodiversità del parco?

Come si può chiedere ad un senderista di concludere la sua passeggiata secondo l’orario di un parchimetro?

Come si può chiedere ad un residente di pagare un parcheggio?

Queste le domande di Linares a cui, fra l’altro, risponde con progetti realistici.

Bisogna ragionare su come gestire il parco, ma limitare mai: e così Linares anticipa alla stampa alcune idee che, nel quadro di protezione della biodiversità del parco, permettono la viabilità in libertà e il gusto di vivere del parco.

Progetti alternativi all’intero impianto del PRUG.

Il parco, attualmente è senza copertura di vigilanza per 12 ore su 24, fatto che espone a incidenti di varia natura.

Ovviare a questo non significa necessariamente chiudere l’accesso al parco, è preferibile, invece, riaprire nuovamente, nel parco, la sede della Guardia Civil per un controllo e vigilanza continua 24h su 24h.

Il senso comune non limita la libertà, a questo si appella Linares.

Vigilanza continua e possibilità di pernottare.

Si propone l’apertura di alberghi pubblici adattando le strutture edilizie già presenti nel parco.

Convertirle ad hotel a gestione pubblica con prezzi abbordabili in modo da evitare il sentimento di esclusione sociale e di limitazione oraria nella sosta al Teide.

Considerando che i suggerimenti al piano di mobilità e gestione con scadenza il 22 di luglio sono discrezionali, non vincolanti, l’appello di Linares è per una collaborazione di tutti a fare di meglio.

Meglio di questo progetto.

Ripartire da zero.

Questo l’invito serio e preoccupato al Cabildo di Tenerife e al Governo di Canaria.

Giovanna Lenti