Il corbezzolo

Per la presenza contemporanea del rosso dei frutti, del bianco dei fiori e del verde delle foglie, ossia i colori della bandiera d’Italia, è definito anche come la pianta di Garibaldi.

La pianta del corbezzolo appartiene alla stessa famiglia dei mirtilli.

I corbezzoli sono bacche tonde di circa 2 cm di un bel rosso acceso, quando mature, con protuberanze spesse sulla superficie esterna.

All’interno questi frutti hanno polpa gialla, carnosa.

Il loro sapore è leggermente acido ma piacevole, di sicuro un sapore che non si è più abituati ad assaggiare.

I fiori sono profumati e ricchi di nettare; per questo motivo intensamente visitati dalle api; e se ne ricava un miele pregiato.

Il corbezzolo si mangia con la buccia, come fosse una fragola ma può anche essere inserito in macedonie, essere messo sotto spirito o trasformato in marmellata.


Il consumo di grandi quantità di frutti di corbezzolo produce una leggera sensazione di ubriachezza, per questo motivo, nell’antichità, questa pianta era sacra al dio Bacco.

Le proprietà fitoterapiche del corbezzolo rendono questo rimedio utile in caso di infezioni dell’apparato urogenitale, come prostatite e cistite.

La radice e le foglie sono tradizionalmente utilizzate per trattare la diarrea, per via delle proprietà astringenti date dalla presenza di tannini.

Una curiosità: nello stemma di Madrid è raffigurato un orso intento ad allungarsi verso un albero di Corbezzolo per mangiarne i frutti rossi.

Anna Catalani