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    La Palma, sull’orlo di una crisi turistica “senza precedenti”

    Foto di Cristiano Collina

    L’associazione dei datori di lavoro del turismo di La Palma, composta dai centri d’iniziativa turistica Tedote e CIT Insular; l’Associazione Alberghiera ed Extra Alberghiera della provincia di Tenerife (Ashotel); le federazioni insulari del settore commerciale e imprenditoriale (FAEP e FEDEPALMA) e la delegazione di La Palma della Camera di Commercio, attendono con “disperazione” e sull’orlo di una “crisi senza precedenti”, con un tasso di occupazione non superiore al 20% in gennaio e febbraio, le misure richieste al governo centrale e alle Canarie per alleviare gli effetti economici dell’eruzione vulcanica.

    I presidenti e i principali rappresentanti delle associazioni dei datori di lavoro dell’isola ricordano che dei 18 punti del documento presentato il 9 novembre, sette dei quali hanno a che vedere con gli aiuti al settore turistico dell’isola, solo la proroga dell’IGIC per il terzo trimestre dell’anno appena concluso, che dovrà essere trattata in soli 14 giorni, il che significa saldare il terzo e quarto trimestre del 2021 insieme al resto delle tasse, del lavoro e dei costi finanziari.

    Pur riconoscendo il rinvio del mese di ottobre e il sostegno alle imprese e ai lavoratori autonomi della Valle di Aridane, si rammaricano che il resto delle misure previste per salvare l’economia di La Palma non si siano concretizzate.

    “Siamo francamente sconcertati dall’assenza di una qualsiasi delle misure promesse dai vari interlocutori ministeriali e dai consigli regionali, comprese le esenzioni fiscali, l’arrivo di aiuti diretti, l’estensione del periodo di grazia sui prestiti ICO, nuovi finanziamenti a basso interesse e moratorie sui mutui”, hanno detto in una dichiarazione congiunta.

    Sottolineano che “nulla è stato fatto mentre la situazione peggiora una volta che l’eruzione vulcanica è finita”.

    Sull’isola il tasso medio di occupazione degli alberghi ha raggiunto il 35%, una percentuale superiore di soli cinque punti nel caso degli alloggi extra-alberghieri, durante quella che sarebbe considerata l’alta stagione, da Natale all’Epifania, mentre nel caso delle case vacanze il tasso di occupazione non ha superato il 51%.

    “Ci troviamo di fronte a un panorama enormemente complesso, con rischi evidenti per il mantenimento dell’attività delle imprese di servizi, un impatto negativo sul tessuto commerciale e imprenditoriale e la paura di non poter far fronte ancora per molto alla precarietà della situazione, derivata dalla crisi vulcanica che La Palma ha vissuto per quasi tre mesi e le cui conseguenze continuano.


    Dall’eruzione del vulcano quattro mesi fa abbiamo perso il 100% delle connessioni con i mercati europei, qualcosa che continuerà fino a febbraio, quando il previsto recupero delle connessioni non sarà sufficiente”, sottolineano.

    Le associazioni sottolineano che “gli aiuti hanno raggiunto solo le imprese direttamente colpite nella Valle di Aridane, e sebbene questa sia un’azione essenziale, non è sufficiente se l’obiettivo è compensare le perdite e promuovere la ripresa dell’economia di La Palma, che è stata gravemente colpita dalla crisi vulcanica, che ha colpito la struttura produttiva e di servizi di tutta l’isola di La Palma”.

    Cristiano Collina

     

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