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    Guerra aperta alle piante esotiche invasive a Tenerife

    Delle 1.629 specie introdotte nelle Canarie, 1.252 si trovano a Tenerife, dove il Cabildo sta lottando per eliminare, tra queste, il cactus fico rosso o la nuova pianta aromatica Pluchea ovalis che si sta diffondendo nel sud e nell’ovest dell’isola.

    Un esercito di un centinaio di uomini e donne, senza contare quelli che si uniscono ogni anno attraverso l’Occupazione Sociale, stanno combattendo a Tenerife contro le piante invasive che da anni stanno guadagnando terreno sulla nostra isola, dove quasi il 50% del territorio è protetto.

    Nemmeno il cactus fico d’India (Opuntia ficus), che è con noi da secoli, è stato risparmiato dalla battaglia iniziata dal Cabildo di Tenerife con particolare enfasi dal 2017, con ripetute campagne isolane e comunali contro la diffusa coda di gatto (Pennisetum setaceum).

    I numeri parlano da soli ed evidenziano la necessità di agire, come spiega José Alberto Delgado Bello, capo dell’Unità di Biodiversità del Cabildo di Tenerife.

    Tenerife è passata da avere 9.160.437 metri quadrati (900 ettari) con specie invasive registrate prima del 2020 a 23.161.052 (2.300 ettari) nel 2021.

    Nel 2017, delle 1.629 specie catalogate come esotiche nelle isole Canarie, 1.252 sono state trovate nell’isola di Tenerife.

    “Questo riflette il lavoro di ricerca e controllo che svolgiamo al Cabildo, qualcosa che non viene fatto in altre isole”, ha detto Delgado Bello.


    Il rapporto delle 100 specie aliene invasive più dannose del mondo, pubblicato dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), include 21 specie che sono presenti nelle Isole Canarie.

    Di queste, 11 sono specie animali e 10 sono piante. A Tenerife, 18 sono presenti, sette nel caso della flora.

    Il 43% delle specie introdotte sono state registrate a partire dagli anni 60, e la tendenza continua ad essere progressiva nonostante la crescente consapevolezza delle amministrazioni sulla biodiversità negli ultimi anni, in particolare il Cabildo di Tenerife.

    “Queste specie aliene invasive avrebbero dovuto essere rimosse molti, molti anni fa e ora che abbiamo i mezzi, stiamo cercando di ripristinare l’ecosistema, come il cactus, che è stato dichiarato una pianta aliena invasiva dal governo spagnolo dal 2013 e quindi siamo obbligati a conservare la fauna selvatica, non a mantenere piante che provengono da altri continenti, come nel caso dell’opuntia, che viene dal Messico.

    Quello che la legislazione permette è che queste specie siano confinate alla coltivazione, che si possano avere queste piante di fico in una fattoria, ma non in aree naturali protette, che è dove interveniamo noi”.

    Per José Alberto Delgado, la proliferazione delle tuneras sull’isola è dovuta al fatto che “quando le coltivazioni furono abbandonate, questa specie sfuggì al controllo umano”, e comprende la sorpresa di alcuni quando ricordano che queste tuneras duecento anni fa toglievano la fame a molti abitanti di Tenerife, e alcuni addirittura sottolineano che furono la base del cibo degli schiavi portati ad Adeje dopo la conquista, per il loro grande valore nutritivo.

    Preoccupa anche lo sviluppo incontrollato della cosiddetta Pluchea ovalis, “una pianta aromatica introdotta da stranieri vicino ai campi da golf e che ora si sta diffondendo in gran parte del sud e dell’ovest di Tenerife, cosa che ci spaventa perché la sua capacità di germinazione è molto maggiore del Pennisitum (artiglio di gatto) ed è una pianta che non è stata ancora catalogata nei regolamenti”.

    Il biologo ricorda che “dal 2017 abbiamo avuto gruppi da 70 a 100 persone all’anno per recuperare l’ecosistema minacciato in tutta l’isola, almeno nella zona naturale, un’altra cosa sono le specie introdotte nelle aree urbane”.

    A Tenerife ci sono circa 200 specie dichiarate prioritarie per l’eradicazione, secondo un decreto dell’Unione Europea del 2019, ma Delgado calcola che “ci possono essere 12.000 specie esotiche sull’isola e di queste circa 200 sono invasive, che viene dichiarato alle specie quando sono un agente di cambiamento nella conservazione dell’ambiente naturale e dal Cabildo eseguiamo solo ciò che ci viene ordinato di fare dai regolamenti eseguiti da botanici dello Stato o del governo delle Canarie.

    Di queste 200 specie, non le stiamo attaccando tutte, e possiamo essere criticati per questo, perché ci occupiamo solo di 40 o 50 specie a cui diamo priorità per consenso tecnico-scientifico”.

    Un’altra delle missioni dell’unità Biodiversità del Cabildo è il recupero della zona termofila, quando a Tenerife rimane solo il 7% della vecchia foresta termofila, facendo l’esempio che “delle 115.000 palme (Phoenix canariensis) dell’isola ce ne sono solo 1.000 in aree protette e 500 di esse sono private, quindi avremmo la possibilità di proteggerne solo 500”.

    A livello statale, la legge 42/2007 del 13 dicembre, sul patrimonio naturale e la biodiversità, definisce una specie aliena invasiva come “una specie introdotta o stabilita in un ecosistema o habitat naturale o seminaturale e che è un agente di cambiamento e minaccia per la diversità biologica autoctona, sia per il suo comportamento invasivo, sia per il rischio di contaminazione genetica”, creando il catalogo spagnolo delle specie aliene invasive, dopo l’approvazione del Real Decreto 630/2013 del 2 agosto, che regola la protezione dell’ambiente naturale e della biodiversità in Spagna.

    Bina Bianchini

     

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