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    FONSALIA, il porto inopportuno

    Negli anni Novanta pressapoco gli anni in cui Tenerife vive una seconda esplosione turistica si presenta il progetto di un porto commerciale lungo il litorale di costa compreso tra la spiaggia di Alcalà e San Juan.

    Negli anni il progetto viene conosciuto con il nome di Fonsalia, nome della zona appunto, la spiaggia di Guía de Isora.

    La classe politica canaria di allora ritenne necessario fornire Los Cristianos di un porto ampio in modo da gestire un probabile aumento di traffico marittimo e deviazione dello stesso che da lì a qualche anno si sarebbe prodotto.

    Ma l’esigenza di allora, una immediata esigenza, era quella di creare la spiaggia di Las Vistas e in conseguenza si guarda a Fonsalia, una spiaggia urbana, come area di interesse per la costruzione di un porto commerciale turistico sportivo.

    Sembrerebbe che nulla si opponga a questo progetto che viene difatti incluso nel 2001 nel Piano Canario di Porti a gestione diretta con fondi regionali.

    Il progetto prevede un costo di 200 milioni di euro, ma non vede mai la luce, nonostante sia dichiarato di interesse strategico nel 2006 e nel 2014 ottenga parere favorevole di impatto ambientale.

    Ma la direzione generale di Costa non ha mai avvallato il progetto e ha sempre presentato e manifestato inconvenienti alla sua realizzazione.


    Il porto di Fonsalia prevede 5 linee di attracco per imbarcazioni di dimensione elevate, una darsena e un molo per i pescatori, 200 posti di carenaggio, e una zona sportiva.

    A distanza di anni i progetti congelati vengono ora rivalutati e forte della possibilità di attuarli con fondi europei, il progetto Fonsalia ritorna in auge come operazione politico-economica.

    Ad opporsi oltre agli enti ecologisti due forze politiche: Podemos e Coalicion Canaria.

    Il segretario generale di Coalicion Canaria, Francisco Linares, sindaco di La Orotava, intervenuto nelle scorse settimane in una convention di partito, ha dichiarato che non si può favorire una politica per il medio ambiente, contro il cambio climatico, avere progetti politici sensibili all’ecosistema e approvare contemporaneamente il progetto Fonsalia. 

    Critica alle varie forze politiche.

    Non è che improvvisamente questi due partiti scelgono di rinunciare allo sviluppo per essere antisistema: Fonsalia è la terza riserva oceanica mondiale, dopo quella australiana e quella sudafricana, nella quale vivono i cetacei.

    È anche la unica riserva europea di protezione delle balene.

    Cosa ne sarebbe dei cetacei, delle balene, delle tartarughe se il loro habitat venisse compromesso dal traffico portuale?

    Non solo contaminazione acustica, non solo le collisioni, ma anche residui chimici, pregiudicherebbero se non addirittura cancellerebbero la biodiversità della zona.

    Un danno incalcolabile.

    L’occasione è colta dalle organizzazione ambientaliste marittime per sensibilizzare la protezione della zona anche dalle numerose imbarcazioni illegali di turismo, non controllato, per avvistamenti dei cetacei.

    Si è calcolato, secondo un’indagine dell’Associazione cetacei del Sud di Tenerife (ACEST), che delle imbarcazioni dedite all’avvistamento dei cetacei sono 40 quelle legali e ben oltre 60 quelle illegali, illegali per patenti, autorizzazione e norme di sicurezza.

    Senza addentrarci in quest’altra polemica e senza ricordare la collisione con la balena Hope e il traghetto Fred Olsen, restiamo nel settore sviluppo economico e tutela del patrimonio di Tenerife.

    Un aspetto sul quale punta Coalicion Canaria.

    Il partito è stato forza di governo e sa cosa significa gestire la politica e adoperarsi per favorire economia e sviluppo.

    Ben consapevole che Los Cristianos necessita di snellire il traffico marittimo ma non si può pregiudicare la natura, Linares insiste nel dire che la politica tinerfeña non deve pensare solo a “costruire, costruire e costruire” ma deve riflettere, fermarsi e pensare al lascito, alla testimonianza che questa isola dà ai turisti e ai suoi abitanti.

    Del resto un problema oggettivo c’è: il traffico marittimo di Los Cristianos congestiona anche quello terrestre e un’operazione di snellimento va fatta.

    L’interesse però si può spostare e optare per un potenziamento di una struttura più o meno già avviata: il porto di Granadilla.

    Avrà avuto il suo costo in progetto e attuazione, sarebbe il caso di dargli un senso, ora.   

    Anche perché quello spazio vuoto lasciato tra Alcalá e San Juan, nel report dell’indagine per identificare le aree protette per la conservazione delle specie, appare piuttosto opportuno.

    Proprio la spiaggia di Fonsalia  viene saltata: la precedente è protetta, la successiva è area protetta, Fonsalia no.

    Questo è quanto appare nel report per ricevere, evidentemente, il parere favorevole dell’Unione Europea al progetto.

    Una questione un poco ombrosa.

    Circoli di impresari e professionisti del sud vedono imprescindibile la sua esecutività ma non si può certo pregiudicare una componente importante della biodiversità che caratterizza Tenerife.

    Snaturare l’isola la renderebbe anche anonima.

    È così imprescindibile il porto a Fonsalia o è sufficiente gestire il traffico secondo altri collegamenti in altre località?

    Utilizzare il già creato e non costruire altro.

    Los Cristianos necessita di soluzione per risolvere il traffico marittimo, ma forse non a danno della sostenibilità.

    Forze politiche e istituzioni che si prodigano per l’ambiente e  per l’ecosistema, o forze che fanno della loro politica l’interesse per la natura, non possono pregiudicare l’habitat delle specie in via di estinzione come quelle della tartaruga Caretta caretta  e Chelonia mydas che nuotano in queste acque.

    E ancora meno possono favorire le collisioni tra balene e navi.

    Queste non possono certo evitarsi, ma neanche favorirle.

    Dovrebbero essere stati questi i temi oggetto di discussione per motivare il definitivo abbandono del progetto.

    Si è messa quindi la parola fine e punto sull’intero progetto Fonsalia con votazione nel parlamento canario il 27 ottobre scorso.

    Podemos, Nuova Canaria e Coalicion Canaria votarono contro il progetto, a votare per la realizzazione il PP, Ciudadanos e ASG.

    L’astensione del Psoe appare deludente per un partito che insiste con la sua politica medioambientale come ripete il Nira Fierro, deputata del Psoe, “nessuno può mettere in dubbio il compromesso del partito con il medioambiente”. Pare però di sì.

    Sicuramente l’indecisione governa nelle coalizioni: il socialista Curbelo, noto ultimamente per la sua idea di bombardare il vulcano per deviare il percorso della lava, si trovò a vivere il disagio di molti passeggeri ingolfati nel traffico sia terrestre che marittimo, sia in attesa di imbarco che in uscita per l’autostrada.

    Si sa che poi le esperienze personali dei politici diventano discorsi generici validi per tutta la popolazione se si vuole insistere su alcune necessità e quindi Curbelo appoggiò il progetto di Fonsalia come misura urgente.

    Ma il tema medioambientale può diventare una spina nel fianco per chi vuole governare l’isola.

    Ricordiamo anche che il presidente del Cabildo di Tenerife, Pedro Martin, quando nel 1995 era sindaco di Guía de Isora, avvallò il progetto.

    Insomma un partito messo tra oggettive realtà e ideologia di moda.

    Per quanto riguarda i partiti che hanno votato per rendere realizzabile il progetto Fonsalia, questi si trincerano dietro il parere favorevole della commissione, che già abbiamo visto dubbioso e che mai è stata rinnovata, e dietro una esigenza di sviluppo imprenditoriale.

    Fonsalia è salva.

    Vedremo quale zona sarà interessata da un porto per decongestionare il traffico di Los Cristianos.

    Da questo episodio non possiamo che dedurre che i partiti locali sono più sensibili alla vita e che la coalizione che governa il parlamento canario si è spaccata su una questione cruciale di politica ambientale e territoriale dove gli elementi di governo politici ci sono tutti:  ambiente, sviluppo, economia.

    Come governeranno da qui in avanti?

    Giovanna Lenti

     

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