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    Akebia

    I frutti di Akebia sono dolci e fragranti, assomigliando molto al lampone.

    In occidente è conosciuta di più come pianta rampicante e ornamentale e per l’aroma che lascia che ricorda il cioccolato.

    È un frutto ricco di sali di potassio, è diuretica, analgesica, antinfiammatoria, antiossidante, ma soprattutto galattogoga: non di rado il consumo di polpa di akebia e di polvere di corteccia dello stelo legnoso viene consigliato alle donne durante il periodo di allattamento.

    I baccelli sono leggeri perché contengono molta aria; la polpa è viola pallido, una gelatina commestibile che riveste i semi, il cui sapore è dolciastro e appena percepibile e si possono mangiare tranquillamente.

    Il sapore è particolare con un retrogusto dolce e vanigliato; tuttavia l’agglomerato dei semi con la polpa, rendono impossibile la masticazione.


    In altre parole è un “Mangia e Sputa”, cioè si mangia la polpa insieme ai semi, dopodiché la polpa si scioglierà in bocca e i semi dovranno esser sputati.

    Nei paesi di origine è usata in medicina e come alimento secondario (soprattutto le foglie e la buccia amara del frutto), ed è tradizione offrirne ai bambini.

    Come si mangia l’akebia: il baccello è un frutto assai semplice da consumare, quando arriva a maturazione il frutto si può aprire facilmente, come accade per certi frutti della passione, ai quali tra l’altro somiglia.

    La polpa si estrae senza problemi con un cucchiaino.

    La buccia, amarognola, è usata a mo’ di verdura: tagliata e aggiunta in zuppe e minestre, oppure fritta.

    Il sapore piuttosto blando della polpa può essere esaltato per contrasto con succo di limone, specie se usato come ingrediente nelle insalate, altrimenti si usa consumarlo insieme a yogurt.

    Anna Catalani

     

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