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    La realtà del porto di Los Cristianos

    Si tratta di un problema di dimensioni tali da interessare tutto il sud di Tenerife, le città e la costa: Fonsalía, Los Cristianos, Granadilla, l’autostrada del Sud, tutti gli svincoli, deviazioni e accessi: di Torviscas, San Eugenio, Playa Las Américas, Golf Las Américas, Los Cristianos, Guaza, Las Chafiras, Aeroporto, Granadilla – Médano, Zona Industriale e Puerto de Granadilla, e in effetti tutta l’isola.

    La situazione che si è creata negli ultimi 25 anni a causa della mancanza di pianificazione e la negligenza delle autorità regionali, la mancanza di investimenti di fronte a tanta usura del territorio e il danno ambientale causato alla spiaggia, alla baia e all’insenatura naturale di Los Cristianos.

    Per 25 anni tutti hanno taciuto di fronte alla situazione caotica che anno dopo anno aumentava i suoi problemi; dal trasporto di 1.000.000 di persone prima al trasporto di 2.000.000 di persone ora, dal trasporto di 200.000 veicoli prima al trasporto di 600.000 veicoli ora, ovviamente fino al “collasso”, come denuncia Puertos nel suo rapporto.

    Le Amministrazioni, il Municipio di Arona, le Associazioni Imprenditoriali, e alcuni ecologisti, in modo semplicistico e opportunistico, pretendono ora di risolvere il complesso problema con un migliore orario e pianificazione del traffico, persino il Sindaco di Arona, Mena, si avventura a risolvere questo radicato problema di interesse regionale, da un vecchio progetto salvato da un cassetto del Municipio.

    Per 25 anni, le Amministrazioni hanno lasciato il Porto di Los Cristianos al libero arbitrio, nel regno della speculazione e dell’arricchimento di alcuni, senza risolvere i problemi di connessione che riguardano i cittadini di Los Cristianos, La Gomera, El Hierro e La Palma.

    Né riportano con trasparenza che il porto di Los Cristianos si trova nel mezzo della zona protetta del santuario e ZEC, e probabilmente la più grande popolazione e area di avvistamento di cetacei e una grande varietà di specie si trovano nella zona in circa 50 km².

    Le traversate da e per Los Cristianos sono quelle che possibilmente influenzano maggiormente le specie marine nella ZEC, e il santuario.

    Uno dei porti con il maggior numero di passeggeri nel sistema nazionale.


    Un dato comparativo: nel 1996, il totale era di 1.391.561 contro 1.970.455 nel 2019, cioè 578.894 in più.

    Di questi, più dell’85% corrisponde al traffico sulle linee regolari inter-isole che collegano con i porti di Santa Cruz de La Palma, San Sebastián de La Gomera e La Estaca (El Hierro).

    La previsione è di raggiungere la cifra di più di 2 milioni di passeggeri nel 2023.

    Per quanto riguarda le merci, la differenza tra le due date è un aumento delle tonnellate (da 252.472 nel 1996 a 606.309 nel 2019).

    Il rapporto valuta anche che le limitazioni del porto di Los Cristianos, “già evidenti, aumenteranno senza dubbio nel breve e medio termine per condizionare la crescita del traffico marittimo e la fornitura di servizi alle rotte regolari delle isole occidentali con criteri di efficienza, economia e qualità”.

    Ci sono fondamentalmente tre limitazioni:

    1.- dimensioni e numero di ormeggi disponibili insufficienti;

    2.- mancanza di superficie per le operazioni d’imbarco; traffico di sbarco e una stazione marittima che è “sottodimensionata per le esigenze attuali”.

    3.- L’accesso alla terra da e per il porto di Los Cristianos è un’altra questione chiave.

    Si realizza attraverso la strada interna del centro turistico senza il collegamento con la TF-1, l’Autopista del Sur, senza essere stata adattata alle necessità del traffico portuale.

    La capacità limitata degli accessi causa frequenti strozzature operative sia per gli utenti del porto che per i residenti, e significa iniettare (ad ogni sbarco di traghetti) più di 500 veicoli o l’equivalente in unità di trasporto, in molti casi grandi camion o autoarticolati, nel traffico urbano.

    In primo luogo, è da considerare la posizione di Los Cristianos nel mezzo di un centro turistico e di spiagge importanti.

    D’altra parte, le condizioni ambientali, poiché le acque del porto di Los Cristianos sono all’interno della Zona Speciale di Conservazione della Fascia Marina di Teno-Rasca e sono interessate da misure di conservazione.

    Grave l’insufficienza in termini di dimensioni e numero di ormeggi disponibili, per cui sarebbe necessario aumentare il numero di linee di ormeggio, allargando il porto verso il mare.

    Ci sono solo due modi per aumentare la banchina, allargandola di 200 metri da come è ora, il che lascerebbe la spiaggia e la baia e l’insenatura naturale di Los Cristianos praticamente chiusa, cambiando le correnti naturali che mantengono l’ecosistema della baia stessa.

    L’ultimo allargamento del muelle ha portato via e spostato tutta la sabbia della spiaggia di Los Tarajales verso la vecchia banchina, a tal punto da lasciarla senza acqua, quindi immaginate un altro allargamento di 200 metri.

    Un’altra alternativa, estendere il molo con una nuova banchina parallela a quella esistente verso Playa Las Vistas e Las Américas, sarebbe una catastrofe per il turismo di Arona, il settore turistico e le associazioni sarebbero in rivolta.

    Tutto questo, insieme alla mancanza di superficie per il traffico d’imbarco e di sbarco, fa sì che la stazione marittima del porto di Los Cristianos sia sottodimensionata, e senza possibilità di crescita o estensione.

    Per quanto possiamo vedere, il dibattito non dovrebbe essere così semplice; se siamo d’accordo o no con il porto di Fosalía, se investiamo a Los Cristianos, o se lo utilizziamo modificando il porto industriale di Granadilla, è un grande problema che ricade improvvisamente sulla società civile che deve sopportare l’inefficienza delle classi dirigenti e dei poteri negli ultimi 25 anni.

    Bina Bianchini

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