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    Il telescopio solare europeo sarà installato sulle cime dell’isola

    La decisione significa la costruzione della più grande infrastruttura europea per vedere il Sole e la consacrazione delle Isole Canarie come luogo con la più alta concentrazione di questi telescopi.

    Il Comitato Scientifico Internazionale (CCI) degli Osservatori delle Isole Canarie ha dato la sua approvazione al sito proposto per l’installazione del telescopio solare europeo (EST) presso l’Osservatorio Roque de los Muchachos nel comune di Garafía.

    La decisione, presa durante la prima delle riunioni biennali del Comitato e tenuta virtualmente, conferma la costruzione della più grande infrastruttura europea dedicata all’osservazione del Sole e la consacrazione delle Isole Canarie come luogo con la più alta concentrazione di telescopi solari del mondo.

    Il comitato, che è composto da rappresentanti di tutti i paesi coinvolti negli osservatori, ha valutato positivamente la proposta dell’Ufficio del progetto del telescopio solare europeo dopo aver ricevuto le raccomandazioni del sottocomitato sulle caratteristiche astronomiche degli osservatori delle Canarie.

    Si assicura che la nuova infrastruttura non disturbi la qualità scientifica degli osservatori delle Canarie e riferisce al CCR, che è responsabile dell’approvazione o meno delle strutture nella località proposta.

    L’EST sarà situato nella zona dei telescopi solari svedese (SST) e olandese (DOT), sulle cime di La Palma.


    La SST è famosa in tutto il mondo per aver ottenuto alcune delle migliori immagini della superficie solare.

    La posizione finale di EST è stata stabilita tenendo conto dei requisiti che un telescopio solare deve soddisfare per ottimizzare i suoi risultati scientifici, evitando disturbi alle infrastrutture vicine.

    I due telescopi solari esistenti in un’area già antropizzata possono cedere il loro spazio all’EST, minimizzando l’impatto ambientale della nuova struttura.

    La costruzione del telescopio solare europeo a La Palma dovrebbe iniziare tra il 2023 e il 2024, una volta consolidati i fondi necessari.

    Si prevede di vedere la prima luce prima della fine del decennio, con uno specchio primario di 4,2 metri e un sistema avanzato di ottica adattiva, una tecnologia progettata per ridurre le distorsioni dell’immagine causate dalla turbolenza atmosferica sulla Terra.

    Pertanto, questo telescopio sarà in grado di distinguere strutture sulla superficie solare piccole come 30 chilometri.

    Grazie al suo grande specchio e allo speciale design ottico, l’EST sarà anche in grado di effettuare misure molto accurate dei campi magnetici, migliorando notevolmente le capacità di qualsiasi telescopio solare oggi disponibile.

    L’obiettivo principale del telescopio, che fornirà una migliore comprensione dell’attività magnetica solare, sarà quello di indagare la struttura, la dinamica e l’energia della bassa atmosfera solare per studiare fenomeni come macchie solari o brillamenti, con una precisione senza precedenti.

    L’EST sarà un telescopio tecnologicamente unico al mondo e rappresenterà il massimo esponente della fisica solare terrestre europea.

    Per questo motivo, dal 2016 è stato incluso nella tabella di marcia del Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca.

    Cristiano Collina

     

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