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    Ma quanto costa eliminare i resti delle pateras dalle spiagge?

    Più di 400.000 euro per rimuovere le pateras e i cayucos di Los Cristianos

    L’Autorità Portuale, per garantire il funzionamento delle sue strutture, paga per la rimozione delle barche e l’affitto di terreni per depositarli aspettando invano l’”azione” del governo che tarda a farsi sentire/vedere.

    L’Autorità Portuale della provincia di Santa Cruz de Tenerife ha speso più di 400.000 euro nella rimozione e deposito dei cayucos e pateras che sono arrivati al porto di Los Cristianos dal secondo trimestre del 2020 e fino a quando è arrivato l’ultimo.

    Dall’Autorità Portuale si chiarisce che questa rimozione delle barche, che sono rimorchiate al molo di Los Cristianos da Salvamar, è fatta per “salvaguardare l’operatività del porto”, anche se non è di loro competenza, ma, in particolare, della Subdelega del Governo, che, in questo caso, ha fatto, secondo l’Autorità Portuale, negligenza di funzioni.

    Si ricorda che nella precedente crisi dei cayucos nelle isole, la responsabilità per la rimozione dalle spiagge e dai porti delle barche e dei cayucos, dove poi arrivarono più di 30.000 immigrati, corrispondeva al Ministero dell’Ambiente, attraverso la demarcazione costiera di ogni provincia. In questo caso, la competenza è del Ministero dell’Interno, attraverso la Delegazione del Governo nelle Isole Canarie.

    L’Autorità Portuale non solo ha sostenuto il costo della rimozione delle piccole barche e cayucos dal molo di Los Cristianos – lo ha fatto anche con alcune che sono arrivate al porto di Granadilla – ma paga anche il costo dell’affitto del terreno privato, situato in via Portazgo, tra i due istituti di Los Cristianos, dove rimangono 16 delle 46 barche che sono state rimorchiate nei porti dello Stato.

    Questi cayucos e pateras, in apparente buono stato (tutti rigorosamente senza motori) saranno rottamati quando l’autorità giudiziaria lo permetterà, come ha già fatto con quelli che sono stati distrutti finora.


    Parliamo di barche rimorchiate dalle Salvamar, perché questo è il concetto che determina la custodia delle stesse a differenza di quello che succede con le barche e cayucos che arrivano autonomamente senza essere intercettate a El Medano, La Tejita, il molo di Los Abrigos, la spiaggia di Las Galletas o Las Vistas, come è successo durante tutto l’anno passato.

    In questo caso, i municipi di queste cale o moli, hanno poteri per la rimozione, lo stoccaggio e la distruzione, come hanno già fatto Granadilla e Arona, anche sempre sotto una decisione giudiziaria, nel caso in cui la patera o cayuco è ancora prova per un caso di omicidio colposo, avendo trasportato anche, purtroppo, più di un defunto.

    I cayucos, alcuni dei quali raggiungono fino a 30 metri, tradizionalmente utilizzati per la pesca in Senegal, possono portare più di cento persone, e di solito vengono pagati dagli scafisti abusivi, senza aggiungere il motore, circa 10.000 euro.

    Daniele Dal Maso

     

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