Conosciamo Tenerife come località turistica da sempre, non ci chiediamo neanche il perché sia da sempre meta preferita dal popolo tedesco.

È un luogo di vacanza, comoda da raggiungere per gli europei e basta.

È un luogo che è stato scenario di importanti avvenimenti scientifici, non sempre e non tutti legati al vulcano e non sempre e non tutti legati alla botanica.

En La Paz, zona prestigiosa non molto distante dal giardino botanico, in mezzo al niente c’è una casa diroccata, piccola, due piani, in fondo non dovrebbe neanche attirare attenzione, resta però visibile il colore della facciata, giallo.

E per questo colore è conosciuta: la casa amarilla.

Primo centro di studi sui primati della storia.


Esattamente della storia.

“Con 4 stanze, cucina, giardino e con un terreno di 2.000 m quadrati. 

La casa è a est a mezz’ora di cammino dal centro della città, appartiene al quartiere de La Paz e si trova in mezzo ad una piantagione di banane.

Il contratto è per sette anni pagando 1,140 marchi all’anno, acqua e telefono  inclusi”

Nomi eccellenti intrecciano la loro carriera scientifica con Tenerife, quelli che nelle fotografie ancora in bianco e nero sono tutti  riuniti, l’annuario di collegi, università o centri di ricerca dell’Europa del 1900. 

Koheler, Waldeyer, Max Planck, Carl Stumpf, Max Rothmann, Teuber e sua moglie Rosa.

Tutti incrociano le loro vite per fondare il primo centro di osservazione e studi sui primati. 

Fino a quella data le informazioni ricavate erano quelle ricevute dalle spedizioni, dalle osservazioni sugli animali in cattività come negli zoo ma tutti questi approcci erano carenti di studi su fisiologia e comportamenti naturali.

Erano stati avviati alcuni studi sul cervello degli scimpanzé e gorilla ma c’era bisogno  di studiare gli antropoidi e ominidi fino ad arrivare a capire il funzionamento cerebrale dell’uomo.

Tenerife era il luogo perfetto per una indagine di questo tipo.

Perfetto per quello che effettivamente ancora oggi è: per la sua geografia, facilmente raggiungibile dall’Europa, non distante e compatibile con l’habitat naturale delle specie da trattare.

Incluso la traversia degli animali era ridotta.

La valle de la Orotava poi era perfetta per le sue condizioni climatiche.

“Una piccola casa con giardino è sufficiente per il direttore e la sua famiglia, immediatamente vicino un campo da gioco, un campo coperto con rete metallica e recintato con pali alti 5 metri in modo che gli animali possono sentirsi in libertà ma non scappare.

Al centro del cortile c’è un attrezzo ginnico, un albero e due alberi di banane, subito devastati dagli scimpanzé.

Ad un lato ci sono delle cuccette con finestre a griglia senza vetri, il pavimento è in cemento liscio, 4 stanze e ognuna sufficiente per più animali”.

Questa è la descrizione della casa e del campo dalle lettere pubblicate in vari testi di studi psicologici sugli scimpanzé.

Il 19 febbraio del 1913 Eugen Teuber e Rosa Teuber prendono possesso de la casa amarilla, l’accademia Prussiana pagava l’affitto al comune del Puerto de la Cruz e i due scienziati iniziano gli studi su linguaggio e psicologia dei primati.

Studi concentrati su vocalizzazioni e capacità di usare oggetti.

Imitazione, insomma tutti quegli studi che oggi diamo per scontato e non situavamo magari qui a Tenerife.

Gli sviluppi, gli esiti di questi studi venivano celebrati dalle accademie scientifiche in Europa continentale cosa che portò anche all’idea di ampliare il centro studi incorporando altri animali gorilla e oranghi,  ed estendere gli studi ai primati non ominidi.

Aumentano così le ricerche e le sperimentazioni per gli studi comparativi tra specie.

Aumentano le pubblicazioni scientifiche e le conoscenze sul mondo animale in campo medico neurologico e naturalistico si fanno più concrete. 

In una collaborazione sempre sospettosa mai chiara tra ricercatori tedeschi e politici locali il governo di Spagna collaborò con il reperimento degli animali ma l’inizio della prima guerra mondiale blocca i porti di Tenerife, il sospetto di esperimenti, di spionaggio fanno sì che la situazione perde il carattere scientifico e si concluda nel giro di pochi anni con la vendita del terreno con inclusa la casa amarilla all’inglese Yeoward proprietario di piantagioni di platano.

Il centro di studi si trasferirà nel 1918 presso altri locali, fino a chiudere definitivamente e trasferire gli animali in Germania nel 1920. 

Nello zoo di Berlino nascerà il primo scimpanzé registrato in Europa dagli animali procedenti dal centro di Tenerife.

Dal 1915 si pubblicano le memoria dell’accademia prussiana di scienza con l’informe degli studi sulla vista e prove di intelligenza, la psicologia dello scimpanzé effettuate nel centro di Tenerife, varie redazioni saggi e contributi scientifici si rifanno sugli studi del centro.

Le pubblicazioni varranno cattedre universitarie segno evidente dell’importanza nel mondo scientifico dei risultati ottenuti e dell’avanzo promosso e del riconoscimento nonché dell’attenzione verso Tenerife dell’establishment intellettuale dell’epoca.

Ortega y Gasset cita le osservazione svolte nel centro nel suo “Ribellione della massa”, Agatha Christie si ispira alla figura del custode della casa amarilla per ritrattare il personaggio del giardiniere nel suo romanzo “L’enigmatico signor Quin” per dare due nomi universalmente riconosciuti, ma tanti sono nelle pubblicazioni scientifiche i riferimenti agli studi effettuati nel centro di Tenerife. 

L’isola era un punto di riferimento nella comunità scientifica.

Cosa resta oggi di questa storia?

Vari tentativi da parte di diverse istituzioni, la fondazione stessa di Storia della Scienza de la Orotava, de la Università de la Laguna, per riscattare la casa e ridarle la connotazione scientifica  anche solo come biblioteca di settore, museo, un centro che tramandi la storia sull’osservazione scientifica dei primati.

Resta di recente anche  l’interesse personale di Jane Goodall, etologa di fama mondiale, nota ai più per il sua lunga ricerca sulla vita degli scimpanzé, che in una sua ormai celebre conferenza a Santa Cruz di Tenerife nel 2011, anelava al recupero e conversione in museo de la casa amarilla, di quell’importante centro studi che è stato il primo passo nella ricerca sui primati che sia stato fatto.

Aspetteremo i nuovi sviluppi.

Giovanna Lenti