Il Governo approva misure eccezionali e preventive contro l’aumento dei casi a Tenerife che entreranno in vigore dal momento della loro pubblicazione nel “Bollettino Ufficiale delle Isole Canarie” (BOC) e saranno in vigore per i seguenti 14 giorni.

Il numero massimo di persone nelle riunioni familiari è ridotto a sei, si raccomanda di lasciare la casa solo per quanto necessario e di evitare gli spazi chiusi.

La capacità per le attività sportive, culturali e ricreative è ridotta; è vietato fumare sulle terrazze e la chiusura dei ristoranti è anticipata alle 23.00.

Il Presidente delle Isole Canarie, Ángel Víctor Torres, questo pomeriggio ha lanciato un messaggio di consapevolezza e massima responsabilità alla società di Tenerife per l’aumento del numero di casi di virus nelle ultime settimane e ha chiesto che, come è stato fatto dalla fine di agosto a Gran Canaria e Lanzarote, siano rigorosi nel rispettare le regole per ridurre la curva attuale e contribuire così alla salute pubblica e all’economia delle Isole.

Senza abbassare la guardia rispetto al resto dell’Arcipelago, Torres ha fatto queste dichiarazioni in una conferenza stampa dopo una riunione del Consiglio di Governo in cui sono state approvate misure più restrittive per Tenerife e dopo un Consiglio di Sicurezza con vari organi e forze dell’ordine in cui si è cercato un maggiore coordinamento per il rispetto delle regole.

Entrambi gli incontri si sono svolti presso la sede della Presidenza di Tenerife, e l’obiettivo è quello di invertire la situazione su quest’isola nelle prossime settimane facendo appello al massimo livello di responsabilità sociale, come è già successo con altre isole a luci rosse, “che è stato un punto di partenza”.


Questa evoluzione significa che, a Tenerife (l’unica isola con il semaforo rosso), stiamo per entrare nei parametri ad alto rischio a sette giorni e lo stesso accade con i test antigenici (diagnosi rapida), in quanto sono tra il 9 e il 10% positivi, quando la media nell’Arcipelago è di poco superiore al 4%.

Le unità di terapia intensiva, inoltre, come ha spiegato Torres, sono occupate per il 18% a Tenerife, mentre nelle Isole Canarie nel complesso, sono all’8%.

In questo caso, l’alto rischio è fissato al 15% e Torres ritiene che questo sia un motivo in più e molto evidente che giustifica le misure concordate oggi, insistendo sulla sua richiesta di responsabilità generale e avvertendo che, se la situazione non verrà invertita, saranno adottate misure più restrittive, se necessario, anche per il trasporto pubblico.

“Stiamo tutti rischiando tutto, e la cosa più importante è rispettare le regole”, ha avvertito, cercando la massima consapevolezza e coordinamento possibile.

Le misure adottate oggi per Tenerife

Le nuove misure approvate dal Consiglio direttivo questo giovedì 12 novembre 2020, mirano a contenere il virus a fronte degli sviluppi epidemiologici negativi a Tenerife ed entreranno in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle Isole Canarie (BOC), rimanendo in vigore per i prossimi 14 giorni.

La loro pubblicazione è prevista per oggi venerdì.

Le restrizioni riguardano l’intero territorio di Tenerife e si riferiscono sia all’ambiente familiare e alla mobilità, sia alle attività lavorative, educative, ricreative e di ristorazione, nonché agli eventi culturali e sportivi.

Tra le misure stabilite, la riduzione da 10 a 6 del numero massimo di persone nelle riunioni familiari, in spazi pubblici o privati, chiusi o all’aperto, tranne che per i conviventi, cioè coloro che vivono sotto lo stesso tetto.

Include anche la raccomandazione di lasciare la casa solo per quanto necessario e di evitare gli spazi chiusi dove si svolgono attività incompatibili con l’uso della maschera o dove sono presenti molte persone.

Per le persone a rischio che non possono indossare una maschera, il divieto di partecipare ad eventi e raduni di massa è esteso.

Il divieto di fumare è esteso anche ai locali per il divertimento, il tempo libero, gli alberghi e i ristoranti, comprese le terrazze, mentre è vietata la vendita e il consumo di bevande alcoliche sulla strada pubblica.

Inoltre, si raccomanda di chiudere i parchi, le aree ricreative all’aperto e le strade pubbliche di notte e di vietare alle folle di persone di bere alcolici all’aperto.

Anche i centri ricreativi per bambini, giovani e associazioni di quartiere, così come i campeggi, i rifugi, gli ostelli e i campi di pernottamento, sono da chiudere. Inoltre, sono vietate le visite alle residenze studentesche.

Nel settore alberghiero e della ristorazione, la chiusura completa degli stabilimenti viene anticipata alle ore 23.00 e la capacità consentita viene ridotta.

L’occupazione massima è fissata ad un terzo della capienza autorizzata all’interno dei locali e al 50% sulle terrazze, con un massimo di due persone al bar e con una distanza di due metri tra gruppi con segnaletica fisica, sei persone per tavolo e con una distanza di almeno due metri tra sedie e tavoli adiacenti.

Cibo e bevande possono essere ritirati presso i locali e consegnati a casa del cliente.

Queste restrizioni si applicheranno anche alle terrazze all’aperto, dove può essere occupata al massimo la metà della capacità e dove è vietato fumare.

Le restrizioni sui servizi di ristorazione e alberghieri si applicheranno anche a questi servizi nelle strutture ricettive turistiche, dove l’occupazione è limitata a un terzo della capacità autorizzata per le aree comuni.

Nel caso di attività turistiche guidate e di turismo attivo, esse si svolgeranno in gruppi stabili di convivenza di sei persone, fino ad un massimo di 20, mantenendo sempre la distanza di sicurezza tra i diversi gruppi.

Per le attività su imbarcazioni da diporto, è fissata un’occupazione massima di un terzo della capacità autorizzata e le escursioni contratte saranno per gruppi di convivenza stabili di non più di sei persone, mantenendo la distanza tra i diversi gruppi, oltre all’uso obbligatorio di una mascherina.

Gli stabilimenti commerciali e non commerciali avranno la loro occupazione massima ridotta alla metà della capacità autorizzata, tranne nel caso di servizi medici o sanitari, dove viene mantenuto il 75% della capacità autorizzata.

Per quanto riguarda la pratica dell’attività sportiva federata di competizione insulare e autonoma, è fissato un massimo di 25 partecipanti, è vietata la partecipazione del pubblico e la pratica dello sport di contatto.

Le stesse restrizioni sono previste per lo svolgimento di eventi sportivi di massa, che sono soggetti ad autorizzazione e che non possono essere frequentati dal pubblico.

Per le attività sportive in aree o impianti e centri coperti, è previsto un massimo di sei persone per gruppo ed è obbligatorio l’uso della maschera durante l’esercizio fisico, ad eccezione degli sport che richiedono l’uso di piscine o di campi polisportivi all’aperto.

In questi spazi, lo stabilimento deve essere ventilato per almeno 30 minuti, all’inizio e alla fine dell’attività, e se ciò non è possibile, i locali devono rimanere chiusi.

Nel caso di attività culturali svolte in cinema, teatri, auditorium e spazi simili, l’occupazione sarà un terzo di quella autorizzata all’interno e il 50% all’esterno.

Tali atti sono soggetti ad autorizzazione per eventi di massa, il pubblico sarà distribuito in gruppi di convivenza stabile, con un massimo di sei persone, separate da almeno 1,5 metri, e sarà vietato mangiare, bere o fumare.

L’occupazione massima per i luoghi di culto religioso, veglie, sepolture o cerimonie nuziali e altri tipi di celebrazioni religiose o civili è fissata a un terzo della capienza autorizzata, mentre sarà del 50% per le celebrazioni all’aperto, fissando un numero massimo di 20 persone in spazi aperti e 10 in quelli chiusi.

Per le sepolture, il numero massimo di partecipanti sarà di 20 persone e cinque per la cremazione o l’incenerimento.

I mercati con attività periodiche, agricole o simili, vedranno la loro capacità ridotta al 50% e dovranno stabilire spazi delimitati con punti di entrata e uscita controllati, nonché un efficace sistema di conteggio e controllo della capacità.

Sulle spiagge, viene fissato il 50% della capacità stabilita, calcolata ad un tasso di quattro metri quadrati di superficie utile per persona.

I gruppi fino a sei persone e i non conviventi devono mantenere una distanza di 1,5 metri quando non utilizzano la maschera.

Nel caso di campi per bambini e ragazzi all’aperto se si stabilisce un massimo di 20 partecipanti in gruppi di massimo quattro, mentre all’interno sono vietati.