Forse Nero Wolfe, investigatore privato di New York, è stato uno dei detective più amati dagli italiani negli anni ’70.

“Io mi ritengo più intelligente di molti altri perché lo sono, ma non ho mai commesso la stupidaggine di credere gli altri tutti cretini”.

Soltanto un genio come Nero Wolfe può dire questo, capace anche di fare autocritica.

Le avventure di NW sono state scritte da Rex Stout negli anni ’30, narrate dal braccio destro dell’arcigno detective, Archie.

Ecco il mio omaggio, scritto dopo la lettura dei suoi romanzi e la visione dei meravigliosi telefilm della RAI.

In questi vediamo il nostro detective interpretato da Tino Buazzelli,  Archie da Paolo Ferrari e  Pupo De Luca veste i panni di Fritz Brenner, il cuoco svizzero.


I tre scapoli abitano a casa Wolfe, possiamo parlare un bel po’ dell’amore in questa residenza.

Nero Wolfe non è un misogino, ma non ha una buona opinione delle donne.

Lui sublima la sua mancanza d’amore con la devozione alle sue amate orchidee, benché in un telefilm riceva diversi bacioni da una cliente.

È un pregiato coltivatore di orchidee, un buongustaio e amante della birra, un uomo raffinato e colto, con le sue frasi in latino, ad esempio: “cui prodest”, cioè “il delitto l’ha commesso colui al quale esso giova”.

Questo pancione è grato quando parla dei suoi efficienti collaboratori, sono tre detective a giornata, Panzer, Cather e Durkin, e il bravo Archie Goodwing, il suo scudiero.

Archie è un vero seduttore in cerca dell’amore di una possibile Sig.ra Goodwing, ma riesce a trovare soltanto donne frivole; forse a causa del suo mestiere, in cui usa la seduzione per estrarre informazioni.

In fondo sembra un bimbo che cerca l’approvazione “paterna” di NW, in un telefilm vediamo il suo viso commosso e grato, quando sa che NW è uscito da solo da casa, poiché ha ricevuto una telefonata dicendogli che lui è morto! NW è un misantropo che non esce più da casa per affari, lo fa eccezionalmente soltanto per cose che non riguardano il lavoro.

E, peggio, non si fida delle automobili perché crede che possano agire per conto proprio e per capriccio!

Questo è un romanzo degli anni ’30.

Inoltre non vuole andare su un’automobile guidata da un altro, che non sia Archie.

Quest’ultimo a volte parla male del suo datore di lavoro, fino all’invidia, ma altre volte possiamo vedere nei suoi occhi l’ammirazione per il suo capo.

Archie, NW  e anch’io, scusate se non sono nella foto… veniamo sedotti dalla meravigliosa Giusi Raspani Dandolo.

Invece il vedovo e tuttofare Fritz Brenner, sembra non avere adesso problemi d’amore, lui parla con orgoglio della Sig.ra Brenner.

NW si comporta come un furbo con Archie quando gli nasconde le sue deduzioni sui delitti, ed è un furbo anche in cucina: lo vediamo assaggiare la “zuppa dei 7 ladri” alle spalle di Fritz.

Il metodo di investigazione del nostro genio è originale, senza dubbio potrebbe essere insegnato nelle scuole di polizia del mondo.

Però in quest’epoca del politicamente corretto, diciamo d’ipocrisia, credo non sia possibile, a meno che i giovani poliziotti non lo imparino sul campo con un bravo collega.

Oggi NW sarebbe politicamente scorretto.

È un fiero investigatore che può dare al suo cliente dell’“imbecille”.

Un professionista molto efficiente, capace di risolvere casi in pochi giorni; però a volte è anche pigro e altre volte cade nella depressione, senza preoccuparsi del conto bancario in rosso!

In queste circostanze, sono commoventi gli sforzi che fa Archie, per convincerlo ad assumere un incarico di lavoro. NW intuisce i delitti a volte dall’inizio, cercando il movente e riuscendo in seguito a trovare le prove.

Però in altre occasioni deve creare le prove, dicendo bugie per ottenere la confessione dei delinquenti.

Dietro al suo viso da signore, questo strabiliante bugiardo, nasconde un abile inquisitore che sa condurre i dialoghi con furbizia, un maestro nell’arte di dire bugie per estrarre le prove, fino a cogliere il risultato desiderato come un frutto maturo. 

L’ho battezzato “il furbo borsaiolo degli interrogatori”; è un vero psicologo che conosce l’anima umana, sa quando essere deciso e minaccioso e quando mostrarsi gentile.

Non ha nessun problema coll’uso delle stesse armi dei delinquenti per combattere il crimine.

Nero Wolfe non lavora per spirito di giustizia, bensì per lucro, come è evidente dai suoi esorbitanti onorari. Quest’uomo contraddittorio dice “ognuno sceglie una forma di banditismo nella vita”.

Però come uomo d’onore, in “Casa degli attori”, assume un incarico per fedeltà agli Stati Uniti, anche senza chiedere onorari alla sua cliente Giusi Raspani Dandolo! 

Nei telefilm Renzo Palmer è l’Ispettore Cramer, il Capo della Squadra Omicidi, che ha un rapporto di ammirazione-odio col nostro genio.

Lo vediamo mentre fuma un sigaro col suo amico, mentre chiede la sua opinione su un delitto o, altre volte, gli urla al telefono.

Alcuni casi della Squadra vengono risolti da NW, ma lui a volte agisce ai limiti della legalità, ad esempio ospitando i suoi clienti ricercati dalla Giustizia; finché una volta riuniti tutti, il cliente, i testimoni e la polizia, NW rivela il colpevole, presente anche lui nello studio, a un arrabbiato e grato Cramer.

Veramente un finale felice.

Invito: ho trovato su Facebook il Nero Wolfe Club Italia, bellissimo per “investigare” la vita del più grosso investigatore privato d’America.

Arch. Roberto Steneri