La notizia è giunta con prepotenza quasi su tutti i quotidiani italiani. Ha lasciato sorpresi anche noi qui a Tenerife. Chi conosce la spiaggia de Los Patos sa bene che si sta parlando di una spiaggia con accesso proibito dal 2013, anno in cui ci fu una frana, un “desprendimiento”, importante. 

Los Patos è una spiaggia di non facile accesso neanche quando questo era consentito; è una delle spiagge più belle del nord di Tenerife nel territorio del comune de la Orotava che fa parte dello spazio naturale protetto che si chiama Costa Acentejo.  Tre sono le spiagge famose una di seguito all’altra, per orientarci, el Bolullo, Los Patos e Ancon  o Santa Ana se si vuole ricordare una vecchia disputa con il vicino comune di Santa Ursula.

Questo sabato mattina alle 8,30 la guardia civil de La Orotava si recava sulla spiaggia e sloggiava dall’accampamento una sessantina di persone, 62. Immediatamente le notizie si accavallano e il nome covid, riportato in un messaggio Cecopal de La Orotava fa scattare allarme notizia per cui stampa locale, nazionale ed internazionale perdono un po’ la testa. Un raduno convocato giovedì 6 agosto sulla rete sociale con lo scopo di diffondere il covid, fa saltare l’allarme sicurezza. Ovviamente fa saltare l’allarme. Gli operativi della polizia postale e guardia civil rintracciano gli organizzatori che già nel venerdì annullano la convocatoria per l’accampata del fine settimana in playa Los Patos. Essendoci stato comunque un avviso, la polizia si reca ugualmente sabato alla spiaggia luogo del ritrovo. E lì succede quello che succede al trovare gente accampata in uno spazio protetto dove vige il divieto di accesso.

Dapprima ci siamo chiesti ma che significa propagare il virus? Perché un infettato era tra loro? E come ci finiva in spiaggia un contagiato covid fuori dall’isolamento? Questa notizia gridava manipolazione mediatica da ogni parte. E quel scopo del raduno, diffondere il virus,  sembrava più una di quelle frasi con cui si motiva una causale in banca che un obiettivo concreto. Era ovvio che si sarebbe sgombrato l’assembramento a maggior ragione in un momento di allerta sanitaria, ma soprattutto quando si fa in uno spazio naturalistico protetto con divieto di accesso. Il resto è una esagerazione che solo i media italiani potevano esaltare con enfasi. Oggi 10 agosto sulla stampa nazionale spagnola e locale non vi è traccia di notizia. La parola covid associata a Tenerife attira l’attenzione di chi vuol giocare con l’opinione pubblica. Ancora una volta.

In realtà su questa spiaggia nonostante i divieti segnalati ci si passa qualche ora, ultimamente qualcuno si accampava, ma la spiaggia è pericolosa, è pericoloso il sentiero per accedervi, ancora in fase di lavoro le scale che saranno il nuovo sentiero accessibile, il terreno costantemente soggetto a frane, a tutto questo c’è da aggiungere il pericolo alta marea che se coglie impreparati eventuali bagnanti risulta complicato gestirsi tra onde e roccia.

Ragionevolmente qualcuno può credere che ci fosse un infetto che si sarebbe dedicato a contagiare tutti a los patos? Vero è che una promiscuità senza protezione apre al contagio di covid e di tanto altro. Ma l’aspetto importante della notizia sembra essere il luogo scelto. Una spiaggia con accesso chiuso. Insomma le condizioni della spiaggia, una tra le più belle dell’intera isola, sono al momento pericolose. Ciò non toglie che fino a ieri la gente abbia usufruito della spiaggia. Si accede per le vie naturali delle limitrofe Ancon o Bolullo.


Quant’anche i sentieri di accesso recano avvisi di proibito passare o si scende sotto la propria responsabilità, chi frequenta le spiagge de La Orotava sa benissimo che si può scendere passare qualche ora in spiaggia nuotare e risalire. Il problema sembrerebbe l’abuso e i rifiuti che si accumulano in un’area protetta. Insomma una o due tende di quechua si, ma sessanta proprio no!

La vecchia scala in pietra crollata parzialmente

E per questo non si arriva agli onori dei titoli sbandierati sulla stampa internazionale. Esigenza del purchè se ne parli in questo caso forse è totalmente sbagliato. E allora abbiamo deciso di raggiungere l’assessore Narciso Perez Hernandez edil de seguridad  y de patrimonio del comune de la Orotava per chiarire i fatti.

Era già da qualche giorno, meglio settimane, che si ricevevano segnalazioni su accampamenti nella spiaggia de los Patos, con il conseguente problema della spazzatura generata che si accumulava in una zona dove ne è difficile la rimozione. Medio Ambiente e la Fondazione Telesforo Bravo denunciavano le incidenze già da qualche giorno, ci racconta Perez, per cui gli operativi di sicurezza erano già in allerta su eventuali raduni e accampamenti.

Giovedì si detecta il raduno, la guardia civil intercetta gli organizzatori, Venerdì stesso la convocatoria veniva annullata ma comunque per la data e l’orario stabilito la guardia civil procede ai controlli forte anche del fatto delle precedenti segnalazioni, appunto.

Ci tiene a precisare che gli accampamenti generano un danno importante all’ambiente anche per gli inevitabili rifiuti accumulati. Di fatto gli operai del servizio municipale hanno, subito dopo lo sgombero, pulito la zona, raccolto e concentrato la spazzatura ma il sentiero ne impossibilita la rimozione, in queste ore sono al vaglio diverse tipologie di intervento non esclusa l’opzione via mare.

Per dovere di cronaca si precisa che la coincidenza con il raduno e le 62 persone accampate non significa che le persone facciano parte della convocatoria, qualcuno si o magari nessuno, ci dice l’assessore, che di fatti non sono accusate per far parte del raduno, ricorda inoltre che la guardia civil ha i dati degli organizzatori e di chi voleva partecipare e che al momento le 62 persone sono accusate di accampata in una zona dove è proibito accampare perché di spazio protetto singolare si tratta e di stare in una spiaggia dove è proibito accedere.

Il fatto, che già è scomparso dalla cronaca nazionale e locale, sarà sicuramente unico e non ripetitivo, il dispositivo delle forze di sicurezza che controllano gli afori (capienza) e vigilano gli accessi renderanno queste ultime settimane estive tranquille così come le precedenti, auspica Perez.

Una chiamata alla responsabilità si, ma anche fiducia per come turisti e residenti stano “disfrutando” delle spiagge di Tenerife. Un esempio di buon utilizzo delle risorse paesaggistiche e rispetto del protocollo covid  è quanto accade nella limitrofa spiaggia del Bolullo dove un controllo di aforo di 400 persone viene garantito e gestito in totale tranquillità. In tutta l’isola ma sicuramente a la Orotava, tutti compiono la norma dei protocolli covid, un uso  responsabile della mascherina e al momento nessuna segnalazione di feste illegali. Il raduno è stato tempestivamente evitato e lo spazio naturale protetto garantito.

Insomma una operazione di routine, qualcosa per cui ci sembra del tutto esagerata l’enfasi e l’attenzione data dai medi internazionali al fatto. Sicuramente da oggi però i controlli saranno più intensificati e quindi neanche più quelle due tende saranno tollerate.

Giovanna Lenti