Il progetto per la ristrutturazione dell’edificio doveva essere consegnato entro otto mesi dalla sua aggiudicazione, lo scorso maggio è passato già un anno.

Il tempo non passa nello stesso modo per tutti.

Alcuni lo gestiscono meglio di altri e se si tratta di edifici, la manutenzione e la cura che è stata posta in essi renderà la loro vecchiaia maestosa.

Santa Cruz non è mai stata conosciuta per la cura del suo patrimonio.

Ecco perché, quando gioielli architettonici come il Tempio massonico cadono a pezzi, è inevitabile pensare che sarà uno di quegli edifici di cui si parlerà nei libri perché in realtà non ci saranno riferimenti.

La valutazione strutturale e costruttiva dell’edificio, così come il progetto di riabilitazione, dovrebbe essere già presso il Municipio.


I responsabili hanno avuto a disposizione otto mesi dall’assegnazione di queste opere, avvenuta nel maggio dello scorso anno.

I residenti, preoccupati per l’edificio, hanno fatto circolare sui social network il deterioramento che un edificio unico in Europa sta subendo, e che dalle diverse Logge della Massoneria sono disposti a sostenere i costi per la sua riabilitazione.

Alcuni rapporti dell’Assessorato all’Urbanistica hanno addirittura parlato quattro anni fa di rischio strutturale, tanto che, dopo un breve periodo in cui sono state consentite visite guidate, si è deciso di chiuderla definitivamente prima che sorgesse qualsiasi problema.

Da allora non è stata più riaperta e, come spesso dicono gli architetti, gli edifici che non sono vissuti finiscono per morire.

Forse il segreto di questo tempio sta proprio nel fatto che per buona parte del XX secolo ha avuto un uso specifico.

Anche se senza un piano regolatore non è possibile agire nel tempio, i residenti chiedono che, almeno dal municipio, si mostri un po’ di affetto e di rispetto, pulendo almeno le erbacce.

Redazione