Diversi consigli comunali chiedono il recupero delle strutture dopo che tutti i tentativi del dipartimento del Turismo di reindirizzarne la gestione sono andati male.

Il fallimento del progetto della rete di ostelli a La Palma, un’iniziativa lanciata non meno di 12 anni fa, è diventato evidente, i tentativi di rendere questa risorsa attraente non hanno avuto successo.

Tre dei sei ostelli si trovano in aree naturali protette, e per i restanti tre non è stato possibile attirare l’attenzione di nessuna azienda che li trovi economicamente redditizi.

I quattro tentativi fatti con diversi modelli di gestione hanno portato il Comune di Tijarafe a chiedere che una di queste strutture, nella zona di El Pinar, possa essere consegnata al comune per essere utilizzata.

Lo stesso potrebbe accadere nel caso dell’ostello situato a San Andrés y Sauces e a Fuencaliente.

Tre consulenti turistici e un consulente ambientale hanno cercato di realizzare un progetto di recupero di edifici abbandonati e di creare un’offerta che permettesse a turisti e studenti di godere della natura nella sua forma più pura. La realtà è che gli ostelli sono inutilizzati.


Il tono e le argomentazioni dei politici locali, sia nell’opposizione che nel gruppo governativo, sono fiacchi quando si analizza la situazione amministrativa e i possibili modelli di gestione che consentirebbero di mettere in funzione la rete di ostelli su La Palma.

La consigliera nazionalista, Carmen Brito, durante l’ultima sessione plenaria ha chiesto spiegazioni sullo stato del dossier che il suo predecessore, la socialista Alicia Vanoostende, aveva iniziato a trattare.

La conclusione è che i servizi legali sono alla ricerca di modi per dare la gestione di questi centri ai comuni interessati che li promuoveranno come prodotto legato all’escursionismo.

A metà del 2017 era stato avviato il dossier per il passaggio della rete di ostelli della gioventù dal Ministero dell’Ambiente al Ministero del Turismo, in base al quale si intendeva avere una risorsa ricettiva in più nel territorio di La Palma.

Il Ministero dell’Ambiente ha istituito un comitato misto per inventariare e valutare le azioni necessarie per l’adeguamento delle strutture, che, per mancanza di utilizzo, richiedono interventi di manutenzione e miglioramento.

Nel 2015 il Cabildo aveva in funzione tre ostelli: El Tablado (Garafía), El Pinar (Tijarafe) e La Fuente (Puntallana), e intendeva mettere a gara i restanti ostelli a Tigalate (Villa de Mazo) e El Charco (Fuencaliente).

Ora sono tutti chiusi.

Claudia Di Tomassi