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    La Gomera esporterà elettricità a Tenerife

    La Gomera esporterà elettricità a Tenerife con un cavo sottomarino.

    Il sistema elettrico unico delle isole di La Gomera e Tenerife sarà presto realtà, una volta ottenuta la dichiarazione di impatto ambientale (EIS), come è stato annunciato dal Consiglio di Governo delle Canarie, per avviare il progetto di un cavo sottomarino di 42 chilometri (36 sul fondale marino) che collegherà le due isole come un cordone ombelicale, simile a quello che già esiste tra Fuerteventura e Lanzarote.

    In questo caso, inoltre, La Gomera diventerebbe un esportatore di energia elettrica, come riconosciuto dalla Red Eléctrica Española, superando i megawatt di cui ha bisogno al giorno (circa 8 MW) con la messa in funzione di cinque parchi eolici, tre dei quali già costruiti a El Verodal, a San Sebastián de La Gomera, che inizialmente genererebbero quasi 12 MW.

    Rimane l’obsoleto parco eolico Epina di Vallehermoso (costruito nel 1995), che nel 2018 ha perso una delle sue due turbine eoliche.

    Il progetto di interconnessione elettrica sottomarina tra la centrale di El Palmar, a San Sebastián de La Gomera, e la sottostazione di Chío, a Guía de Isora, è stato presentato lo scorso febbraio a La Gomera dal presidente del governo delle Canarie, Ángel Víctor Torres, e dalla presidente di Red Eléctrica Española, Beatriz Corredor, insieme ai due presidenti dei consigli locali, Pedro Martín e Casimiro Curbelo.

    Torres ha descritto il progetto come “un elemento chiave nella promozione della transizione energetica nelle Isole Canarie”, aggiungendo che “si inquadra negli obiettivi europei e nazionali di decarbonizzazione dell’economia e di maggiore integrazione delle energie rinnovabili per raggiungere un settore elettrico 100% verde nel 2040 nelle Isole Canarie”, dieci anni prima dell’orizzonte fissato dall’Unione Europea.

    Beatriz Corredor ha sottolineato che “con questo nuovo collegamento riaffermiamo il nostro impegno per la sicurezza e la qualità della fornitura di energia elettrica nelle Isole Canarie, nonché il nostro ruolo di attore chiave nella transizione energetica, promuovendo l’implementazione di nuovi impianti di energia verde”.

    Casimiro Curbelo, non ha voluto anticipare la conferma della Strategia di Interconnessione Elettrica da parte del Governo delle Canarie, ha ribadito l’impegno dell’isola nei confronti del progetto di interconnessione elettrica, “che fornirà stabilità, garanzia e capacità di risposta in caso di possibili guasti alla rete”.


    In questo senso, ha sottolineato che l’arrivo del cavo elettrico sottomarino “è un’opportunità per affrontare la decarbonizzazione dell’economia e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, oltre a porre La Gomera in una posizione privilegiata e a trasformarla in un territorio in grado di produrre più energia rinnovabile di quella che consuma in un anno”, ha detto Curbelo, confermando che La Gomera avrà il potenziale per esportare elettricità.

    Il presidente del Cabildo di Tenerife, Pedro Martín, ha dichiarato che “il sistema elettrico delle Canarie è fragile.

    Per questo motivo, tutte le iniziative di interconnessione comportano indubbi miglioramenti per l’arcipelago”.

    Grazie all’interconnessione elettrica sottomarina, si creano le condizioni affinché La Gomera possa essere la prima isola delle Canarie a produrre più energia rinnovabile di quella che consuma in un anno, evitando così di ricorrere ad altri sistemi di generazione con combustibili fossili, più costosi e inquinanti.

    L’investimento per rendere possibile questa interconnessione è di 103 milioni di euro, e il tempo per implementare il collegamento e costruire le due sottostazioni terminali sarà di circa 24 mesi.

    Lo sviluppo di questa interconnessione completa altre azioni di potenziamento della rete che si stanno sviluppando nella parte occidentale di Tenerife, in conformità con l’attuale pianificazione e per fornire maggiore sicurezza al sistema elettrico e quindi avanzare gli obiettivi di transizione energetica previsti per le Isole Canarie.

    Il nuovo asse elettrico comprenderà tutte le infrastrutture previste per consentire l’interconnessione elettrica dell’isola di La Gomera con l’isola di Tenerife, che sono le seguenti:

    Linea di trasmissione elettrica sotterranea-sottomarina, a doppio circuito, 66 kV (kilovolt), Tenerife-La Gomera (chiamata Chío-El Palmar), con 50 MVA (megavoltamperes) di capacità di trasmissione per circuito.

    Si compone di un tratto sottomarino lungo 36 chilometri e che corre a una profondità massima di 1.145 metri, con due tratti terrestri di circa sei chilometri.

    Nuova sottostazione elettrica da 66 kV a Chío (Tenerife), da ubicare in prossimità dell’attuale sottostazione di Guía de Isora, lontano dai centri urbani e dalle città.

    Nuova sottostazione elettrica da 66 kV a El Palmar (La Gomera), da installare in prossimità della centrale termica di El Palmar, che attualmente alimenta tutta l’isola, con l’obiettivo di integrarla in questa zona industriale, riducendo così al minimo la lunghezza delle nuove infrastrutture di collegamento alle reti di trasmissione e distribuzione.

    Per lo studio del tracciato dell’interconnessione sottomarina Tenerife-La Gomera, così come per l’ubicazione delle due nuove sottostazioni, è stato realizzato un inventario ambientale completo degli ambienti terrestri e marini.

    Nel caso dell’ambiente marino, è stata condotta una campagna oceanografica specifica per ottenere una conoscenza molto precisa dell’area tra Tenerife e La Gomera, compresi tutti gli aspetti relativi all’ambiente fisico, biologico e socio-economico, al fine di poter definire le alternative per il percorso del cavo.

    Il tracciato dell’interconnessione è stato progettato per ridurre al minimo l’impatto sul paesaggio e per garantire la massima protezione della vegetazione e della fauna nelle aree lungo il percorso.

    Una delle peculiarità della costruzione è l’utilizzo della tecnica di perforazione orizzontale per collegare il cavo sotterraneo al sottomarino.

    Questa tecnica consente di superare le prime centinaia di metri facendo passare il cavo di alimentazione attraverso un micro-tunnel sotto il fondale marino, eliminando così qualsiasi impatto sulle comunità biologiche lungo il tratto di perforazione.

    Inoltre, per garantire la protezione dell’interconnessione nella sezione subacquea e quindi ridurre al minimo il rischio di aggressioni esterne sui cavi, verranno utilizzate tecniche diverse a seconda delle caratteristiche geofisiche e geologiche del fondale marino in ogni sezione.

    Cristiano Collina

     

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