Ha attraversato il mare in cerca di fortuna, e dopo alcuni anni di battaglie con la fortuna in Sud America o nelle nostre perdute Antille, torna nell’angolo del padre, più pulito di una palpebra o dell’occhio di scimmia, come si dice nella patria di Bolivar“.

Con queste parole lo scrittore lanzarotese Isaac Viera y Viera ha riassunto il ritratto dei palmeros che, all’inizio del XX secolo, sbarcarono sulle rive della vecchia terra dopo un periodo di lavoro in America Latina.

Ed è in questo contesto del “ritorno”, che continua dal XVI secolo, che nasce la tradizione festiva de Los Indianos, celebrata a Santa Cruz de La Palma ogni lunedì grasso.

Il tempo correva allora… e negli anni Venti un gruppo di amici, riuniti nella società umoristica La Poteca, iniziò la prima sfilata di indiani, ora, nell’ambito del Carnevale.

Musicisti, poeti satirici e rinomati festaioli di quegli anni, “persone di buon umore, discrete e spiritose e pronte a tutto; soprattutto a mangiare e bere senza alcuna considerazione”, come Juan Henríquez Brito o Juan B. Fierro Vandewalle, integravano quelle sfilate che si concludevano con i balli da sala del Teatro Chico e del Circo de Marte.

Una trentina d’anni dopo, nel 1966, gli indiani dei felici anni Venti furono reinseriti nel programma del Carnevale, e la sua celebrazione fu istituzionalizzata il lunedì pomeriggio.


Dal Servizio Nautico del Real Nuevo Club (nel vecchio viale Bajamar, oggi viale Los Indianos) è partito il seguito, vestito di guayabera, jipijapa, leontina o abito cubano, che è stato accolto con musica di rumba e rum.

Da allora, la festa è stata fissata nel calendario del Carnevale di Santa Cruz de La Palma come espressione di un’eredità, quella della migrazione ispano-americana, che ha saputo convivere con un modo di essere del palmero, assiduo all’appuntamento comico e amico della beffa e del buon umore.

Il giorno di “Los Indianos” è una delle celebrazioni più significative dell’isola di La Palma.

Si celebra il 24 febbraio 2020, data che coincide ogni anno con il lunedì di Carnevale.

Il lunedì dalle ore 11:00 i festeggiamenti iniziano con musica cubana dal vivo, per riscaldare l’atmosfera.

Più tardi, sul palco appare il personaggio più emblematico della celebrazione: la “Negra Tomasa”, che rappresenta i vecchi servitori afroamericani che venivano con gli emigranti rientrati da Cuba.

Nel pomeriggio, verso le 17:00, è l’ora del “Grande Sbarco” e della “Sfilata degli Indiani”.

La sfilata si snoda per le strade di Santa Cruz de La Palma al suono di musica cubana, congas, gruppi e parrandas.

Il tutto mentre si svolge una “battaglia di borotalco” tra tutti i partecipanti.

Los Indianos è uno dei carnevali più unici in Spagna, con la partecipazione di oltre 80.000 persone. Durante questo giorno le strade della capitale dell’isola sono piene di gente vestita di bianco. L’abbigliamento consiste nell’andare in bianco immacolato, dalla testa ai piedi (guayabera, pantaloni bianchi e cappello panamense).

Il Carnevale di Santa Cruz de La Palma ha altri eventi di indubbia importanza che, nonostante la loro recente invenzione, aumentano di numero ad ogni convocazione, spinti da un forte coinvolgimento popolare: la Fiesta de la Peluca, il venerdì di Carnevale, e il Giorno degli Ambasciatori, che il sabato pomeriggio visitano l’arteria principale della città, vestiti in abiti formali, bande onorarie e ogni genere di distinzioni e medaglie, e accompagnati da parrandas e gruppi musicali dal sapore tradizionale.

La sepoltura della sardina il venerdì e il fine settimana della Piñata sono nuove opportunità per godersi questa grande festa di Santa Cruz de La Palma.

Bina Bianchini