S. Dali, Muchacha en la ventana, 1925

Quando nel XV° secolo Colombo portò in Europa patate, tabacco, mais, pomodoro, ecc. sconvolse il mercato commerciale europeo.

Ci furono lotte, accuse di stregoneria, manovre poco pulite e molti produttori di alimenti nostrani chiusero i battenti.

In Inghilterra il “potere” capì l’importanza della patata perché alimento economico, ricco di minerali, che riempiva molto la pancia e risolveva problemi, ma la popolazione, sobillata dai commercianti di altri alimenti (europei), la tacciava come velenosa.

Le cose mutarono quando un certo Duca fece coltivare la patata nel suo orto e mise a guardia del campo degli armati con l’ordine di uccidere chiunque volesse rubarle.

Sembra leggenda, ma la popolazione cominciò a pensare che se un “ricco” difendeva una cosa era sicuramente perché ne aveva un grosso tornaconto.

Così quell’azione, che credo sia stata una geniale azione di marketing, ebbe i suoi frutti e la gente cominciò a desiderare e considerare la patata per quello che è.


Vi suggerisco anche di pensare alle migliaia di allevatori di cavalli di 200 anni fa; appena “inventata” l’automobile, il 90% di questi fallirono; ma molti si salvarono imparando a diventare meccanici o carrozzieri o inventando un “indotto” dell’automobile.

Questa breve introduzione per cercare di convincere che non si deve avere paura del fallimento nel caso si decida di modificare la propria vita o te la trasforma il destino.

Una cosa nuova può, mutandone l’approccio, diventare una soluzione per la propria felicità. 

Siamo nati in uno dei diversi piani di un condominio che è il mondo.

Alcuni nel piano dei ricchi altri su quello dei poveri; alcuni in quello degli intelligenti altri nel piano degli sciocchi; in quello degli acculturati o degli ignoranti, dei sani o dei malati, o ancora circondati da vicini che ci amano o da quelli che ci odiano.

La scelta l’ha fatta la sorte; per alcuni la mano del destino li ha spinti in un altro piano; alle volte siamo riusciti invece a spostarci noi con la nostra volontà.

Pochissimi di noi sono contenti di dove abitano, ma è necessario cominciare a smetterla con il pensiero che l’erba del vicino è più verde.

Se guardiamo fuori dalla finestra vediamo monti, valli, fiori, mari… e guardando questi paesaggi si può abbandonare l’idea di  “grande importanza” del piano dove abitiamo.

Lo sforzo richiesto, cioè quello di archiviare la visione limitativa di dove viviamo, di dimenticare passato e pseudodoveri, di non pensare ai perché e ai come, non è da poco, ma il risultato è la pace.

Esiste sempre un’altra storia, esiste sempre qualcosa in più che l’occhio non mostra.

Andrea Maino

S. Dali, Muchacha en la ventana, 1925