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A giorni inizierà il lavoro dell’impresa aggiudicataria per lavare, tagliare e rimuovere le gomme che sono state depositate e sepolte nel Complesso Ambientale per più di diciassette anni.

In soli cinque anni, dal 2001 al 2006 – quando un decreto-legge ha regolato la sostituzione degli pneumatici – nel Complesso Ambientale di Arico, ex PIRS, sono state accumulate non meno di ottomila tonnellate di pneumatici, con il pericolo che ciò comportava per l’ambiente.

Finalmente, dopo molti anni, il Cabildo di Tenerife ha dato in appalto lo smaltimento che sarà eseguito a breve e gli pneumatici verranno rimossi.

È stato proprio l’incendio di una discarica illegale di pneumatici a Seseña (Toledo) nel 2016, dove bruciarono 90.000 tonnellate di gomme su una superficie di 100 ettari, a far scattare l’allarme nella società civile di Tenerife e in alcuni partiti di opposizione, che hanno chiesto la rimozione o il trasferimento urgente degli pneumatici di Arico.

Da quando, José Antonio Valbuena, consigliere insulare di Ambiente, ha parlato per la prima volta dell’eliminazione degli pneumatici, sono passati tre anni prima che il progetto venisse preparato e fossero determinati la data e il modo per mettere fine ad un evidente pericolo ambientale per l’isola e in particolare per il comune di Arico.

Alcune settimane fa, attraverso l’area di Sviluppo Sostenibile e Lotta ai Cambiamenti Climatici, il Cabildo ha annunciato ufficialmente che rimuoverà entro sei mesi le quasi 8 mila tonnellate di pneumatici fuori uso che sono stati gettati tra il 2001 e il 2006 nel Complesso Ambientale di Tenerife.


Il nuovo responsabile della zona, Javier Rodríguez Medina, ha presentato l’azienda che si è aggiudicata il contratto di servizi per la rimozione e il successivo trattamento dei rifiuti.

Il presidente del Cabildo, Pedro Martin, ha ricordato che secondo le stime ci sarebbero più di un milione di pneumatici accumulati, che allineati, corrisponderebbero a due volte il perimetro di Tenerife.

I lavori per lo smaltimento responsabile di questi rifiuti sono stati affidati alla società Gescaneus SL.

Il budget ammonta a circa di 2 milioni e centomila euro e il tempo fissato per l’esecuzione è di sei mesi a partire dal giorno successivo al sopralluogo alla discarica.

Il Cabildo de Tenerife ha sostenuto il trattamento degli pneumatici in disuso per prevenire l’incenerimento, una pratica che può portare a catastrofi ambientali come quella verificatasi a Seseña.

Un pericolo reale, secondo Martín, poiché se accadesse qualcosa di simile, la combustione del materiale provocherebbe una nube di fumo estremamente tossica.

Con questa misura adottata dal consiglio di amministrazione del Cabildo rispetta l’impegno assunto precedentemente dall’allora Ministro dell’Ambiente del Cabildo de Tenerife, José Antonio Valbuena, dopo che Sebastián Martín, allora consigliere comunale ad Arico, dopo l’evento di Seseña, aveva denunciato all’Agencia de Protección del Medio Urbano y Natural (Apmun) l’accumulo di pneumatici inutilizzati nel Complejo Ambiental de Tenerife e aveva invitato ad adottare le misure precauzionali necessarie per garantire la protezione e la sicurezza delle persone.

Martin ha stimato che il deposito occupa una superficie totale di quasi 80 mila metri quadrati, organizzati in nove aree diverse e può essere considerato una delle più grandi discariche di pneumatici di tutta la Spagna.

Lo stesso, oggi, è vice- sindaco di Arico e ritiene non apprezzabile che l’installazione abbia un accesso limitato, che il suolo della zona di stoccaggio, accessi e strade siano dotate di un sistema di raccolta delle acque superficiali e che alcune delle aree di stoccaggio non siano divise in celle o moduli indipendenti per prevenire la diffusione del fuoco in caso di incendio.

Javier Rodríguez Medina, ex direttore della sicurezza dell’isola, è ora consigliere del Cabildo dell’area di sviluppo sostenibile e lotta ai cambiamenti climatici (ex Ambiente).

Il consigliere ha spiegato che potrebbe esserci un ritardo nella partenza dovuto alla complessità del processo, che sarà realizzato in parti e che entro i sei mesi stabiliti non ci saranno più residui di gomme nella zona.

Prima del 31 dicembre verranno portate via 3.500 tonnellate, quasi la metà degli pneumatici che vi sono stati depositati, alcuni dei quali sono sepolti del tutto o in parte, motivo per cui la società di gestione dovrà eseguire il lavoro in due impianti.

Il primo sarà dedicato al lavaggio delle gomme e un secondo, in cemento, per il taglio, perché le lame per tagliare le gomme sono molto delicate e hanno bisogno di non avere tracce di sporco o pietre incastrate.

Javier Rodriguez ha ricordato che l’investimento di 2,1 milioni di euro spetterà interamente al Cabildo perché sono pneumatici depositati nel complesso ambientale di Arico prima del decreto-legge che ha regolato la vendita di pneumatici.

Secondo questa norma ogni volta che vengono rimosse gomme vecchie da un veicolo, l’officina è tenuta a raccoglierle e portarle a un gestore autorizzato per distruggerle o riabilitarle per un uso diverso.

Medina, assicura che, grazie a questo decreto- legge, né Arico né nessun altro luogo sull’isola potrà più diventare un cimitero di gomme.

La sindaco di Arico, Olivia Delgado, afferma che la rimozione degli pneumatici abbandonati nel Complesso Ambientale è stato un impegno dei socialisti e che nel precedente mandato è iniziato il lavoro sul dossier per la rimozione di questi rifiuti.

Ora è stato assegnato il contratto di servizio per la loro eliminazione, dimostrando così un fermo impegno nei confronti del comune di Arico e dell’ambiente da parte del presidente Pedro Martin.