Foto di Cristiano Collina

Tenerife è un’isola di contrasti con differenti paesaggi naturali in cui gli amanti delle escursioni possono godere di luoghi spettacolari.

E’ possibile passeggiare in una foresta di alloro, scalare la cima più alta della Spagna, attraversare antichi fiumi di lava, entrare nel letto di profonde gole e riposare su spiagge di sabbia vulcanica dopo una lunga passeggiata a contatto con la natura.

L’isola è un autentico continente in miniatura con una vasta rete di sentieri di straordinaria ricchezza botanica, geologica e paesaggistica.

Questi valori naturali l’hanno trasformata in una riserva ecologica di interesse mondiale, un paradiso per l’escursionismo e l’alpinismo.

L’orografia dell’isola, e soprattutto il Parco Nazionale del Teide, attirano numerosi alpinisti e milioni di turisti.

La Caldera a Joco si trova sulle alture della valle de La Orotava.


Se il sole splende, non fa troppo caldo e non ci sono nuvole, le cinque o sei ore di cammino si trascorrono velocemente contemplando calanchi, ripidi pendii, zone di foglie d’alloro alternate ad altre di pura pineta, con paesaggi incantevoli.

Il Teide e Santa Úrsula, le cime della dorsale di Tenerife; fiori, felci, licheni, corbezzolo, allori e rovi.

Si vedono i resti di una capanna di pietra dove si è conservata una fucina, i mucchi di pinocha (aghi di pino) nelle cavità dei burroni.

Pijaral – Chamorga si trova tra La Ensillada e Cabezo de Tejo, ad Anaga. La Laurisilva è accompagnata da quelle felci che danno il nome alla prima parte della passeggiata, le píjaras.

Lo stretto sentiero lascia pensare di vagare in un altro mondo, dove ci sono le fate e i folletti delle storie che si leggono nell’infanzia.

Con un po’ di fantasia, essenziale in un buon escursionista, ad ogni curva del cammino si trova il motivo per volare con la mente.

L’Anambro, il Chinobre, le violette che sembrano voler riparare i bordi della strada, la penombra, il tocco magico della nebbia, le ragnatele che avvolgono le foglie, i funghi, gli alti alberi che compongono questa meravigliosa foresta a volte sembrano fantasmi gentili che accolgono il visitatore.

Il Chinyero è un sentiero dove lava e pini si incontrano, un sentiero che permette di salire fino alla cima della montagna per contemplare un paesaggio unico.

Salendo a spirale, come una scala a chiocciola, si estende un paesaggio silenzioso, ma colorato: il Pico Viejo, il Teide, le sabbie nere che hanno sepolto parte di Garachico, le cime di Masca e Bolico, i vulcani e altri vulcani e, quasi ai suoi piedi, il Chinyero, modesto nella sua altezza, ma del quale vale la pena fare il giro.

Per non menzionare i fiori, le ginestre, il loto, il puleggio che brilla di raggi d’argento, e molti pini.

Il Pico Viejo svetta all’ombra del fratello maggiore e dà un gusto molto particolare all’escursionista.

Non si tratta solo di un’arrampicata.

E’ l’unica parte della bocca dove c’è una zona pianeggiante, il Llano del Viento, una piattaforma unica per contemplare l’isola meridionale e, con un po’ di fortuna, anche le gole di La Gomera o, poco più lontano, l’isola di El Hierro o La Palma.

Non è facile salire, ma l’euforia che si prova una volta raggiunto il bordo del cratere è indimenticabile.

Ogni angolo del parco rurale di Teno è altamente raccomandato.

Da Los Carrizales a El Natero, da Masca a Juan López. La Guelgue o La Fortaleza de Masca non sono zone adatte a chi soffre di vertigini.

Il panorama è ricco di imponenti pendii tagliati in cima, le rocce creano musei di scultura; gallerie, fontane nascoste ai margini dell’abisso, piccole brughiere in luoghi inospitali.

Tabaiba di ogni tipo e colore, capre che si sentono solo dal tintinnio delle loro campane e burroni che, a volte, precipitano fino al mare, sentieri impossibili, cime ripide e scogliere che sembrano sfidare il vento.

Franco Leonardi